Pesticidi negli alimenti: dove si trovano e come evitarli

I pesticidi negli alimenti sono alcune tra le sostanze maggiormente percepite come pericolose relativamente alla sicurezza alimentare.

Riguardano i prodotti vegetali, e la paura che possano trovarsi all'interno degli alimenti ha dato un forte impulso allo sviluppo dell'agricoltura biologica. In realtà, la situazione ad oggi è molto migliore di quella che la maggior parte delle persone immagina, anche per l'agricoltura tradizionale, nonostante la quantità di pesticidi presente negli alimenti sia tenuta ancora sotto stretto controllo.

Scopriremo quindi in questo articolo quali sono i pericoli e i rischi per queste sostanze, e come evitare un quantitativo troppo alto di pesticidi negli alimenti che mangiamo.

I pesticidi: cosa sono

Anche se "pesticida" è una parola che conoscono un po' tutti, non sono in molti a sapere a che cosa si fa riferimento precisamente quando si parla di queste sostanze.

Per pesticida, parola che non deriva dall'italiano ma dalla lingua inglese, si intende una serie di medicinali che hanno lo scopo di impedire le malattie infettive e parassitarie delle piante che possono colpirle sia quando stanno ancora crescendo, sia quando vengono raccolte dal campo in cui sono state coltivate. Per questo, i pesticidi non fanno parte di una sola categoria di molecole e non hanno tutti lo stesso effetto, a differenza di quanto accade con gli antibiotici o con gli ormoni nell'alimento di origine animale.

Non solo: essendo diversi tra loro e avendo effetti diversi hanno anche gradi di rischio diversi, con la maggior parte dei pesticidi che, addirittura, sono completamente innocui per le persone.

Tuttavia, l'allerta rimane alta soprattutto a causa di alcuni pesticidi, ad esempio il DDT, che erano utilizzati in passato e che erano così dannosi che sono pericolosi ancora oggi, perché sono rimasti nell'ambiente; anche oggi esistono dei pesticidi poco sicuri, come il glifosato, ed è per questo che i controlli rimangono alti e, soprattutto, riguardano tutti i pesticidi, che vengono valutati simultaneamente.

Tra le categorie dei pesticidi utilizzati abbiamo:

 

 

Pesticidi negli alimenti
  • Gli acaricidi, che uccidono acari e aracnidi delle piante;
  • I battericidi, simili ai nostri antibiotici ma che agiscono su batteri diversi;
  • I fungicidi, che svolgono la loro attività contro i funghi;
  • I diserbanti e gli anticrittogamici, che distruggono altri organismi vegetali infestanti;
  • Gli insetticidi, che agiscono sugli insetti infestanti;
  • I fitoregolatori, che non agiscono sugli organismi esterni ma su quelli coltivati, così da influenzarne il ciclo vitale garantendo, ad esempio, una crescita più veloce;
  • I repellenti, che allontanano animali di vario tipo ma non li uccidono.

L'Unione Europea, nell'ambito della normativa sui pesticidi, li distingue in due grandi categorie, che sono le seguenti:

  • I biocidi, che sono tutte le sostanze in grado di controllare le forme di vita esterne alla pianta; comprendono i disinfettanti, alcuni preservanti usati di solito dopo la raccolta e le sostanze per il controllo degli animali vivi;
  • I prodotti fitosanitari, che sono tutte le sostanze che agiscono sui parassiti delle piante; sono definiti anche fitofarmaci e agrocidi, anche se tra le due categorie c'è una leggera differenza, e sono a tutti gli effetti dei medicinali con un principio attivo che ha un effetto diretto sull'organismo verso cui è rivolto.

Per ogni singolo pesticida ammesso, perché i medicinali devono passare dei test prima di essere messi in commercio, ci sono limiti ben precisi massimi che possono rimanere nell'alimento finale; le aziende che li commerciano sono tenute, in autocontrollo, a richiedere ai laboratori delle analisi chimiche private per il controllo dei pesticidi nei loro prodotti. Nel frattempo lo stato, con il Servizio Sanitario Nazionale, fa altre analisi negli alimenti per controllare che le singole aziende si controllino nel modo corretto.

In quali alimenti si trovano i pesticidi?

I pesticidi si trovano in tutti gli alimenti vegetali, tranne in quelli biologici in cui sono presenti comunque ma limitati ad alcuni principi attivi e comunque in misura minore rispetto agli altri alimenti da agricoltura tradizionale.

Per ogni coltura viene utilizzato infatti un pesticida diverso, perché il pesticida necessario a difendere (per esempio) il melo da una malattia delle mele è diverso da quello necessario per difendere le patate in conservazione dagli attacchi dei parassiti che le colpiscono quando sono già state estratte dal terreno.

Per questo motivo, parlare di alimenti più o meno ricchi di pesticidi non ha molto senso, perché questi variano strettamente in base alla coltura su cui vengono messi.

Nei controlli sugli alimenti quindi si vanno a cercare quelli più comuni e su cui ci sono dei dubbi relativi al rischio o che sicuramente sono rischiosi per la salute; in tutto, il Servizio Sanitario Nazionale effettua controlli standard per 65 pesticidi diversi, 65 principi attivi distinti tra loro; in alcuni casi, per esempio in seguito a segnalazioni, si possono fare anche controlli ulteriori che vengono svolti contro un pesticida mirato e non compreso tra quelli standard.

Una cosa particolare che molti non sanno è che, nonostante non ci sia l'obbligo di indicazione dei pesticidi usati in etichetta (perché i pesticidi, ovviamente, non sono ingredienti dell'alimento) il produttore può eliminare la propria responsabilità dal mangiare alcune parti di quell'alimento. Esempio tipico di questo sono gli agrumi, di solito i limoni e gli aranci confezionati sulla cui etichetta si trova scritta una frase come "buccia non edibile".

Questo significa che la concentrazione di pesticidi, sulla buccia, è più alta rispetto ai limiti imposti dalla legge, per cui il produttore ci avverte di non consumare quella parte (per esempio, per fare marmellate o dolci aromatizzati con la scorza di arancia o limone) perché ci potrebbero essere troppi pesticidi.

Frasi come queste potrebbero riguardare le bucce, le parti esterne di alcuni alimenti, parti che devono essere eliminate con il lavaggio (alcuni cereali, ad esempio) prima del consumo; per evitare i pesticidi, quindi, in linea di massima è sempre importante cercare informazioni del genere in etichetta.

Seguendo le indicazioni, infatti, siamo garantiti sul fatto che nell'alimento non troveremo i pesticidi, o comunque ne troveremo ma in misura minore rispetto ai limiti legali stabiliti. E le aziende agricole sembrano seguire bene le indicazioni statali: su tutti i campioni effettuati dal Servizio Sanitario Nazionale nel 2016, solo lo 0,7% è risultato irregolare, quindi un quantitativo molto basso rispetto al totale.

Non solo: sembra che il numero dei pesticidi totali usati in agricoltura sia diminuito, così come l'utilizzo di pesticidi multipli, cioè principi attivi differenti su una stessa coltura: una notizia che fa ben sperare per il futuro, soprattutto dal punto di vista della salvaguardia ambientale (oltre che di quella alimentare).

Come evitare i pesticidi negli alimenti

Anche se i pareri dell'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, l'EFSA, sono quindi molto incoraggianti relativamente ai pesticidi negli alimenti, è sempre buona regola, visto che dobbiamo mangiare molta frutta e molta verdura anche per tutta la vita, ricordare una serie di regole che possono essere utili per ridurre il più possibile i pesticidi negli alimenti.

  • Scegliere frutta e verdura di stagione è sempre una buona norma per evitare i pesticidi. Questo perché la pianta che cresce nella sua stagione sviluppa le difese naturali che, invece, le piante fuori stagione non sviluppano e per questo vengono "aiutate" da pesticidi di vario tipo. In questo modo si consumano frutti e ortaggi particolarmente poveri di pesticidi.
  • Cerchiamo di variare spesso la frutta e la verdura consumata: visto che i pesticidi sono tanti e diversi, anche se qualcuno fosse dannoso per la salute variando frutta varieremo anche i pesticidi che mangiamo, per cui quel pesticida non verrà assunto in dosi tali da causare danni all'organismo.
  • Ricordiamo che i pesticidi si trovano soprattutto sulla parte esterna della buccia: sbucciare i frutti, lavarli e, per gli ortaggi, togliere la parte esterna (come le foglie più esterne dell'insalata) permette di eliminare la parte del vegetale che contiene in assoluto più pesticidi. La cottura denatura alcune molecole, ma non tutte, per cui conviene sempre sbucciare la frutta, anche se dobbiamo cuocerla.
  • Se dobbiamo usare la buccia, o mangiare frutta con la buccia, bisogna fare attenzione ad evitare gli alimenti la cui buccia non è edibile. Considerato questo, bisogna pensare che comunque nell'agricoltura biologica si usano meno pesticidi rispetto a quella tradizionale (alcuni sono troppo vietati), quindi è meglio scegliere alimenti biologici se vanno utilizzati in questo modo.
  • La frutta e la verdura a marchio DOP e IGP potrebbe avere un disciplinare di produzione che vieta la vendita di alcuni tipi di pesticida. Questo si può trovare sul disciplinare (che cambia da prodotto a prodotto), e naturalmente se il disciplinare ne vieta l'utilizzo il consorzio di tutela effettuerà analisi per verificare che gli agricoltori lo rispettino. Questo significa che i prodotti di questo tipo potrebbero essere più sicuri rispetto agli altri.
  • I prodotti più a rischio di pesticidi sono sempre quelli non italiani, come le banane, i manghi e la frutta esotica in genere, perché spesso nei paesi tropicali i controlli sono pochi (anche se alcuni controlli vengono fatti, in Italia, a campione). Se utilizziamo questi alimenti, oltre a sbucciarli ricordiamo di lavarci le mani dopo averli sbucciati, prima di toccare la polpa; in caso contrario rischiamo di trasferire sulla polpa, e poi mangiare, i pesticidi presenti sulla buccia.

Con queste regole, unite al fatto che l'uso dei pesticidi sta diminuendo, possiamo stare tranquilli che ingeriremo pochissimi pesticidi, salvaguardando così la nostra sicurezza alimentare quando consumiamo frutta e verdura, tra i prodotti alimentari più importanti per la nostra salute.

 

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