Genepi

Genepì o Genepi è il nome di un liquore alle erbe che deriva dall'omonima pianta, l'Artemisia genipi, con la quale viene prodotto. L'Artemisia cresce spontanea nella zona alpina compresa tra la Valle d'Aosta, il Piemonte e la Francia e il liquore da essa ottenuto, il Genepì, appunto, viene bevuto solitamente come aperitivo o come digestivo proprio nelle zone delle Alpi Occidentali.

Il Genepì non ha particolare diffusione al di fuori di questa zona anche se vanta numerosi estimatori che ne fanno scorta quando vanno in visita in quelle zone.

Va notato che l'Artemisia è la stessa pianta con la quale si produce anche un altro liquore, l'assenzio. La differenza fondamentale tra l'assenzio e il Genepì è che il primo subisce una doppia distillazione, mentre il secondo non è un distillato bensì un liquore ottenuto attraverso la macerazione dei fiori della pianta in alcol etilico puro o nella vodka.

Il colore del Genepì è giallo oro con riflessi color oliva ed ha una gradazione alcolica che va dai 30 ai 38°vol.

Qualche cenno di botanica

L'Artemisia è una pianta perenne, la si trova abbastanza facilmente anche ai bordi delle strade oltre che nei boschi alpini solo ad altitudini molto elevate (dopo i 2000 metri s.l.m.). Dal momento che è considerata specie protetta, però, quella che viene utilizzata per la produzione di Genepì viene coltivata localmente sempre ad altitudini molto alte, tra 1500 e 2000 metri s.l.m.

La specie che meglio si adatta alla coltivazione è l'Artemisia mutellina, detta anche Genepì bianco o Genepì femmina poiché ha il fusto e le foglie ricoperte di una sottile peluria bianca, mentre i fiori sono a forma di capocchie e di colore giallo. Raggiunge un'altezza media di 12 cm.

 

Piemontese, Valdostano o delle Alpi: le certificazioni del Genepi

Genepi liquore

In Italia sono ben 3 i Genepì che hanno ottenuto la certificazione IG (Indicazione Geografica) nel febbraio 2015: il Genepì del Piemonte, il Genepì della Valle d'Aosta e il Genepì delle Alpi o des Alpes (quest'ultima IG la condividiamo con la Francia).

I tre disciplinari si somigliano molto e sono molto rigidi sulla produzione di questo liquore ancora legata a metodi tradizionali. Inoltre non sono ammessi, in nessuno dei tre casi, coloranti artificiali. Quello delle Alpi non ammette neanche l'aggiunta di aromi in nessuna fase della lavorazione. Invece è prevista l'aggiunta di zucchero o di sciroppo di glucosio per addolcire il Genepì che altrimenti ha un gusto davvero molto secco e astringente.

 

La quantità minima di fiori di Artemisia stabilita è di 2-7 g per litro. Possono essere utilizzate altre piante aromatiche (ginepro, basilico, lavanda, angelica, melissa, menta...) ma in una minima quantità che non superi il 10% della quantità totale di Artemisia utilizzata.

Il Genepì viene ottenuto per infusione, a partire da piante essiccate, poste in contenitori di acciaio inox con una soluzione idroalcolica (variabile tra i 70° e i 90° vol), lasciate a macerare per un periodo compreso tra i 30 e i 60 giorni.

Passato questo periodo chiamato "ciclo estrattivo",  l’infuso viene torchiato e addizionato a una miscela di acqua e zucchero.

In seguito viene lasciato riposare per ottenere la spontanea sedimentazione delle parti insolubili, poi separate per filtrazione, fino a ottenere un prodotto trasparente o brillante.

Segue un periodo di sospensione e filtrazione che dura circa 90 giorni.

Il liquore finito necessita inoltre di 100 – 150 giorni di affinamento in bottiglia prima di passare alla sua commercializzazione.

 

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