Idromele

L'idromele è una bevanda alcolica ottenuta mediante la fermentazione del miele.

L'idromele, nome derivante dal greco e composto da hydor=acqua + méli= miele), è la bevanda alcolica più antica prodotta dall'uomo, poichè per ottenerla non sono necessarie conoscenze agricole, ma è sufficiente che ci siano delle api.

L'idromele è tipico delle zone dell'est Europa, nei balcani, in Russia e in Polonia. Ma anche nei Paesi Scandinavi, in Sud Africa e in Etiopia.

In Italia la produzione e la consumazione di idromele è molto limitata, probabilmente perchè qui da noi è molto più forte e radicata la tradizione del vino. Esistono comunque produttori di idromele italiani, che spesso coincidono con gli apicoltori. 

Storia e origini dell'idromele

Idromele

Le origini dell'idromele sono antichissime e difficilmente databili. Si hanno notizie del fatto che fosse largamente diffuso e consumato sia nell'Antico egitto, sia dai Greci e dai Romani, dai Celti, dai Vichingi, dagli Slavi e così via.

Era una bevanda considerata sacra, spesso chiamata il nettare degli dei, e offerta in dono alle varie divinità e alle altre figure mitologiche tipiche di ogni cultura precristiana. 

Durante le feste e i banchetti era sempre presente l'idromele, simbolo di fertilità e felicità, e veniva regalato alle coppie di sposi in grandi quantità come dono beneaugurante. Alcuni credono che proprio da questa usanza di regalare idromele ai neo sposi derivi la parola "luna di miele", ma non ci sono fonti sufficientemente valide per provare questa corrispondenza.

 

 

Produzione dell'idromele

L'idromele è composto da tre ingredienti base: il miele, il lievito di birra e l'acqua, poi può essere aromatizzato con vari tipi di frutta e spezie.

In passato l'idromele veniva preparato riscaldando il miele con l'acqua e il lievito a 80°C per circa 15 minuti, travasando il composto in bottiglioni di vetro e lasciandolo fermentare per circa un mese, poi invecchiato in cantine con un alevato tasso di umidità. Tramite un tappo gorgogliatore si poteva osservare quando la frementazione stava terminando, cioè quando il composto smetteva di fare bolle.

Attualmente, la produzione commerciale di idromele usa metodi più moderni molto simili alla vinificazione, in quanto il miele riscaldato assume le caratteristiche del mosto d'uva. Viene poi addizionato di acido citrico e acido tartarico per favorire la stabilizzazione, di anidride solforosa per garantirne la conservazione, e infine filtrato e chiarificato per fargli assumere un aspetto limpido e pulito.

Tipologie di idromele

L'idromele si trova in commercio nelle seguenti tipologie:

  • molto secco: con uno zucchero residuo (QS per g/l) da 3 a 6
  • secco: con zuccheri residui tra 7 e 10
  • demi sec: con zuccheri residui tra 10 e 20
  • dolce: con zuccheri residui tra 20 e 40
  • liquoroso: con zucchero residuo > di 40

La gradazione aalcolica dell'idromele cambia a seconda delle tipologia e varia da un 10% nella versioni più secche ad un 18% nella versione liquorosa.

Abbinamenti dell'idromele

L'idromele va consumato fresco, ad una temperatura di circa 10-12°C, e viene generalmente abbinato alla pasticceria secca, dato il suo sapore gradevolmente dolce, come sostituto di un vino passito o di un vin santo.
Si accompagna bene anche ai formaggi erborinati e alla frutta secca.
Se riscaldato è utile anche come rimedio contro il raffreddore.

 

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