Attualmente questa razza conta ancora non meno
di 100.000 scrofe, di cui una parte incrociate con altre razze suine.
Il
maiale iberico oggi è presente con una
decina di razze differenti, tutte di unica origine,
ma di diversa selezione. Si distinguono soprattutto per il colore
che va dal nero al rosso, alcune munite di setole, altre nude. Le
razze nere sono divise in nuda e multicolore; le razze rosse si
dividono in marrone scuro, marrone chiara, colorata di Jaburgo e
Torbiscal. Per il resto questi maiali sono accomunati dalla taglia
media e dalla muscolatura pronunciata.
Lo scheletrodel maiale iberico è leggero, gli arti sottili
ma forti, il grugno appuntito, le setole deboli e scarse, le unghie
e la cotenna di colore scuro, da cui deriva il
termine
improprio "pata negra".
Le scrofe partoriscono e allevano al massimo 10 suinetti, con grande
cura , attitudine materna e capacità di allattamento.
Questi suini possono essere allevati in modo intensivo, con mangimi
selezionati e al chiuso, o in modo estensivo in piccoli appezzamenti
di terreno, ma sempre con mangimi.
Altrimenti, possono essere ingrassati allo stato brado o semibrado,
lasciati liberi di pascolare nella "dehesa", la classica
foresta mediterranea, parzialmente modificata dall'uomo, dove il
genere Quercus è largamente diffuso e garantisce un'abbondante
fornitura di ghiande da Settembre a Marzo.
Il suino iberico allevato in modo totalmente brado effettua la fase
di ingrasso (la "
montanera"), dove acquista
il 60% (circa 55 kg) del suo peso iniziale, nutrendosi esclusivamente
di ciò che trova nella dehesa e cioè prevalentemente
di ghiande, arrivando a mangiarne più di 10 kg al giorno,
con un aumento di peso giornaliero pari a 1 kg. Il suino grasso
al termine del finissaggio pesa tra i 150 e i 180 kg. La carne fresca
e i salumi ricavati da questi suini possono fregiarsi della denominazione
"de bellota".
Il suino iberico allevato in modo parzialmente brado acquista il
30% del suo peso iniziale a ghiande, mentre il rimanente viene raggiunto
con i mangimi selezionati. La carne e i salumi di questi suini possono
fregiarsi della denominazione
"recebo".
Il maiale iberico può anche essere allevato in modo intensivo
e
alimentato non con ghiande, ma con mangimi selezionati.
In questo caso viene utilizzata la denominazione "
cebo"
e "
cebo de campo" se l'allevamento è
all'aperto.
La
carne del maiale iberico ha
la caratteristiche di essere molto più grassa di quella dei
maiali bianchi. Inoltre, il maiale iberico accumula molto
grasso
inframuscolare il che rende la sua carne particolarmente marezzata,
cioè infiltrata di grasso.
È questo il segreto dei salumi di cerdo iberico: il grasso
di marezzatura li rende particolarmente gustosi e aromatici, perché
è proprio nel grasso che si concentrano gli aromi tipici
di questa carne, che vengono esaltati al massimo durante la stagionatura.
L'
alimentazione a ghiande rappresenta la ciliegina
sulla torta in quanto rende il grasso del maiale iberico particolarmente
ricco di grassi monoinsaturi, in particolare l'acido oleico tipico
anche dell'olio extravergine. Questo rende il grasso dei
salumi
spagnoli "de bellota" particolarmente scioglievole
e aromatico.
Anche la
carne fresca beneficia della razza iberica
e dell'alimentazione a ghiande: grazie all'abbondanza di grasso
inframuscolare è sempre morbidissima e succulenta, con aromi
di noce e di nocciola, che possono addirittura ricordare, a volte,
anche i crostacei e i molluschi.
La prossima settimana vedremo quali sono i tagli di carne, molto
particolari, del maiale iberico.