Sale iposodico: un prodotto inutile?

Il sale iposodico viene proposto come alternativa al sale per i soggetti che devono seguire una dieta iposodica, spesso per problemi di ipertensione.

Innanzitutto va rilevato che l'ipertensione non è causata necessariamente da un eccesso di sodio perché solo alcuni soggetti rispondono in maniera negativa a un eccesso di sodio, la maggior parte invece è in grado di regolare la concentrazione di sodio nei liquidi extracellulari senza che questo comporti un aumento della pressione sanguigna.

Tuttavia, è indubbio che nelle società occidentali si faccia un uso smodato di sodio e il maggior responsabile di questo fenomeno è l'eccesso di sale. Come spesso abbiamo avuto modo di sottolineare, non è il sale aggiunto a tavola o in cucina, il cosiddetto "sale discrezionale" il responsabile di tale eccesso, quanto il sale presente nei prodotti pronti e in particolare nel pane e nei prodotti da forno in genere.

Cos'è il sale iposodico?

Sale iposodico

Il normale sale da cucina è composto principalmente da clururo di sodio, la sostanza che viene percepita dalle papille gustative come salata. Il sale da cucina viene estratto dalle cave (salgemma) oppure dall'acqua di mare (sale marino). In entrambi i casi non si tratta di cloruro di sodio puro, in genere contiene anche minime quantità di altri minerali come per esempio il cloruro di potassio che non ha un sapore dolce, ma bensì è amaro. Per questo alcuni sali particolarmente puri come il sale di Cervia vengono definiti "dolci", perché grazie alla scarsità di cloruro di potassio e di altri cloruri non presentano il sapore amaro presente nel sale comune.

 

 

 

Nella maggior parte dei sali iposodici presenti sul mercato il cloruro di sodio viene sostituito con cloruro di potassio, conferendo al sale uno spiccato sapore amaro in grado di peggiorare il sapore delle preparazioni in cui viene utilizzato. Provare per credere: il sapore della maggior parte dei prodotti è veramente pessimo ed è impensabile ottenere risultati decenti in cucina con questi prodotti. E tutto ciò a fronte di un costo veramente alto rispetto al costo del normale sale da cucina.

Le alternative al sale iposodico

Il sale iposodico è un tipico esempio di strategia sbagliata per eliminare un eccesso dalla nostra alimentazione. Lo stesso vale per i cibi light: invece di adottare la giusta strategia, scegliendo cibi "naturalmente" leggeri come frutta e verdura, si cercano scorciatoie per non rinunciare ai cibi ipercalorici, ma scegliendo la loro versione light che nella maggior parte dei casi o è deludente e non sostituisce la versione normale, oppure è lo ugualmente ipercalorica (il che è ancora peggio).

 

 

La corretta strategia, sia per i cibi light per chi vuole assumere meno calorie, che per il sale per chi vuole ridurre l'eccesso di sodio, è quella di utilizzare meno sale abituando l'organismo all'assunzione di una minor quantità di sale nei cibi. Per aiutare in questo processo si possono utilizzare sali molto fini, cioè macinati in grana molto fine, che consentono un dosaggio più fine perché quando aggiunti con le mani (con il classico "pizzico" - due dita - o la classica "presa" - tre dita -) la quantità è inferiore rispetto a un sale più grosso.

Per coloro con gravi problemi che devono ridurre in modo drastico l'assunzione di sodio (con una dieta strettamente iposodica) esistono prodotti iposodici che non contengono cloruro di potassio. Inutile dire che questi prodotti conferiscono un sapore meno salato agli alimenti... Infatti anch'essi si basano su una distribuzione più uniforme del prodotto in modo da salare in modo più efficace i cibi.

 

 

 

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