Edamame

Gli edamame sono i baccelli acerbi della soia, lunghi circa 4 cm con all'interno 2 o 3 semi al massimo. Fanno parte da secoli della cucina orientale (Cina, Giappone, Corea, Taiwan, Indonesia...) ma in Occidente sono arrivati solo negli ultimi anni grazie alla loro presenza nei menù dei ristoranti giapponesi.

Edamame, infatti, è sia il nome del baccello (da "eda" = radice + "mame" = fagiolo) che il nome del piatto tipico che prevede di servire questi legumi bolliti o cotti al vapore e salati in superficie con sale grosso. A volte, come da tradizione, vengono cotti e serviti con il gambo ancora attaccato. In Giappone si usa il sale arajio, ossia un sale marino naturale.

Gli edamame devono essere raccolti a mano, per evitare di mescolarli con le foglie e gli steli della pianta, poi devono essere consumati cotti, anche solo sbollentati pochi secondi e, se surgelati, si mantengono a lungo.

L'unica azienda in Italia che commercializza edamame (almeno attualmente, fine del 2014) è la Orogel, che coltiva la soia sul delta del Po, e li mette in vendita in due versioni: con baccello oppure senza, già sbucciati. In USA e nel Regno Unito, invece, la produzione di edamame è fiorente già da alcuni decenni. Non stupisce dato che la parola "edamame" è entrata nel dizionario occidentale proprio quando è stata inserita nel dizionario inglese di Oxford, nel 2003.

Caratteristiche e qualità nutrizionali dei fagioli edamame

 

 

 

Edamame

Gli edamame vengono consumati generalmente caldi o tiepidi, il baccello va aperto e poi buttato, si mangia solo il seme, che ha un sapore dolciastro molto simile a quello dei piselli. Nei menù dei ristoranti giapponesi li troviamo quasi sempre come antipasto, anche se in Giappone vengono più spesso mangiati come snack per accompagnare birra o sakè (sicuramente un'alternativa più sana alle solite patatine fritte e arachidi...).

Vanno benissimo anche se consumati come secondo piatto assieme alle verdure, magari aggiunti alle insalate o alle verdure saltate, oppure nelle zuppe, nei risotti o in piatti a base di pesci o carni bianche che rispettino il loro gusto delicato.

Sono ricchi di vitamina K, potassio, fosforocalcio e magnesio, contengono anche piccole quantità di omega 3 e omega 6.

 

 

 

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