Salpa o sarpa

La sarpa salpa, più comunemente conosciuta come salpa, è un pesce d'acqua salata appartenente alla famiglia delle Sparidae, come il sarago o il dentice. Ha il corpo e la forma tipica degli sparidi: allungato, ovale, con dorso e ventre convessi, peduncolo caudale sottile, coda bilobata e livrea argentata. Le sue particolarità sono una dentatura molto robusta perché utilizzata per raschiare le alghe dagli scogli, è, infatti, un pesce prevalentemente erbivoro, e una decina di strisce orizzontali gialle lunghe quanto tutto il corpo.

La salpa può raggiungere una lunghezza massima di 50 cm per un peso di 3 chili. È, inoltre, un pesce ermafrodita proterandrico, nasce maschio per poi diventare femmina durante la crescita.

Zone di diffusione della salpa

La salpa è presente in tutto il mar Mediterraneo, ma anche nell'Oceano Atlantico orientale, dal Golfo di Biscaglia fino al Sudafrica. Vive vicino alla superficie fino a 70 metri di profondità e predilige i fondali rocciosi o sabbiosi ricchi di piante acquatiche, proprio perché erbivoro.

La pesca della salpa

Salpa

La salpa è una cattura ambita dai pescatori sportivi più che da quelli professionali. Per i pescatori sportivi, infatti, è un pesce difficile da catturare per via della sua dentatura robusta che spesso spezza le lenze e perché oppone una strenua resistenza alla cattura. Molti pescatori poi la ributtano in mare.

Per quanto riguarda, invece, il suo aspetto commerciale, la salpa non è un pesce molto pregiato, ma viene pescato soprattutto nel Sud Italia con tremagli, reti da posta o lenze. Il consumo della salpa La salpa ha carni poco pregiate, ricche di lische, dal sapore delicato. Data l'alimentazione prettamente erbivora di questo pesce, spesso le sue carni hanno un odore nauseante di alghe o fango. Questo spiacevole inconveniente può essere evitato avendo due accortezze: comprando la salpa in primavera quando il mare è più pulito e di conseguenza l'alimentazione della salpa più sana, ed eviscerandolo il prima possibile, prima che il contenuto intestinale vada in putrefazione, altrimenti le sue carni diventano tossiche. Va cucinata al forno o al vapore come l'orata o la spigola.

 

 

 

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