Semi di lino

I semi di lino vengono raccolti dalla pianta Linum usitatissimum (lino comune), un arbusto coltivato fin dall'antichità sulle coste settentrionali dell'Africa, in particolare in Egitto, dove più di 5 mila anni fa veniva utilizzata principalmente per produrre le bende usate nella mummificazione.

Ma dalla pianta di lino si ricavano molte cose: le foglie sono usate per ricavare la fibra tessile poi impiegata per fare tessuti, corde, reti di pesca e carta, mentre i semi vengono usati per estrarne l'olio (l'olio di lino è classificabile tra gli oli di semi) poi reimpiegato sia in gastronomia che in altri ambiti, per esempio in erboristeria, farmacia o cosmesi (spesso si trovano shampoo e creme all'olio di lino) o per creare vernici e lucidi per il legno.

Infine, i semi di lino veri e propri, lasciati interi e fatti essiccare, sono commercializzati in sacchetti e contenitori di varie dimensioni e sono potenzialmente molto utili per la nostra salute.

L'acido alfa-linoleico che si estrae da questi semi è, infatti, uno dei più importanti grassi omega 3 (grassi essenziali, che il nostro corpo non è in grado di produrre da solo) e i semi di lino ne sono particolarmente ricchi, visto che 100 g di semi di lino ne contengono ben 22 g: sono sufficienti 10 g al giorno per soddisfare il fabbisogno ottimale di omega 3, anche se andrebbero comunque alternati al consumo di pesce, ricco in DHA e EPA, due grassi omega 3 che sono derivati dell'acido alfa-linolenico, ma che assunti direttamente sembrano agire in modo più efficace.

 

Uso dei semi di lino in cucina

Semi di lino

I semi di lino in commercio possono essere di 2 tipologie: scuri (marrone-rossicci) o dorati (giallo paglierino), ma entrambi hanno una forma ovale a goccia e una buccia liscia e lucida.

La raccolta dei semi di lino avviene in estate, da luglio a settembre.

I semi di lino possono trovare svariati impieghi in cucina. Usati interi ed aggiunti all'impasto del pane, oppure allo yogurt o al muesli durante la colazione o, ancora, nelle torte, nei muffin, nelle insalate o nei risotti. Hanno il vantaggio di avere un sapore neutro e delicato e non sono assolutamente invasivi.

L'unico neo potrebbe essere la coriaceità della buccia, per questo alcuni li triturano prima di usarli, con l'aiuto di mortaio e pestello, per fare in modo che sprigionino al massimo i loro nutrienti. Macinandoli a lungo si ottiene anche la farina di semi di lino.

Un altro modo di assumere i semi di lino può essere quello di bollirli ricavandone un infuso che ha proprietà lassative.

Proprietà dei semi di lino

Ai semi di lino vengono attribuite tante proprietà benefiche (quelle degli omega 3 e della vitamina E, oltre alle proprietà lassative) tra le quali quella di essere dei potenti anti-infiammatori, di avere un effetto emolliente per la pelle, la cute e i capelli, di proteggere l'apparato cardiovascolare riducendo le probabilità di infarto, di favorire il transito intestinale, di calmare la tosse e, nelle donne in gravidanza, di aiutare la formazione della corteccia cerebrale del nascituro.

 

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