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Obesità e patologie correlate
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L'obesità è una vera e propria malattia
cronica, considerata oggi come più grave, per complicanze
e per difficoltà di cura, dello stesso diabete. I suoi effetti
e ripercussioni interessano numerosi organi ed apparati. Qui di
seguito elenchiamo alcune delle principali manifestazioni.
Sistema endocrino
Sono possibili: pubertà precoce,
disturbi in vari settori endocrini (la produzione dellormone
della crescita, la secrezione dellormone antidiuretico, il
ciclo del cortisolo, bassi livelli di estrogeni e di testosterone
ovvero gli ormoni rispettivamente femminili e maschili
nel sangue, laumento di insulina sierica, dei rialzi negli
ormoni tiroidei), unaumentata resistenza periferica allinsulina.
Metabolismo
Sono frequenti la ridotta tolleranza agli zuccheri,
il diabete di tipo 2, valori molto elevati di trigliceridi
e colesterolo, iperuricemia fino alla gotta.
La complicanza più grave in assoluto, e purtroppo anche tanto
frequente ormai da essere considerata una vera e propria epidemia
nellepidemia (OMS 2003) è la sindrome plurimetabolica,
che in certi Paesi arriva a colpire il 15% degli obesi, ed è
rappresentata da diabete tipo 2, ipercolesterolemia, riduzione del
colesterolo HDL, ipertrigliceridemia, ipertensione e naturalmente
obesità.
Apparato respiratorio
Si può avere riduzione della capacità
respiratoria, dispnea da sforzo, ridotta ventilazione con riduzione
dei livelli dossigeno, fino alla cosiddetta sindrome di
Pickwick (dal nome di un personaggio di Dickens affetto da questa
malattia), nella quale si hanno vere e proprie brevi perdite di
coscienza durante le normali attività di vita. Sono anche
possibili crisi notturne di apnea, ostruzioni catarrali delle
vie respiratorie, bronchiti ricorrenti, asma, aumento dei livelli
di anidride carbonica in circolo.
Apparato cardiovascolare
Nei grandi obesi di vecchia data è pressoché
costante l'insufficienza cardiaca, per fortuna assolutamente
eccezionale in età pediatrica, così come lipertrofia
(aumento di volume) del cuore, gli edemi e le varici agli
arti inferiori.
A queste età precoci è però già possibile
ed anzi frequente lipertensione (e in generale, circa
il 60% degli obesi sono ipertesi), così come sono possibili
forme più o meno precoci di aterosclerosi, con aumentato
rischio futuro di infarto e ictus cerebrale.
Lobesità infantile determina certamente un aumentato
rischio di contrarre una volta adulto malattie coronariche
gravi come langina pectoris, linsufficienza coronarica,
l'infarto.
Apparato dirigente
La calcolosi della colecisti così
come la steatosi epatica (accumulo di grasso nelle cellule
epatiche) sono purtroppo complicanze già frequenti in età
pediatrica.
Apparato locomotore
Le articolazioni degli obesi sono molto sollecitate
ed è naturale che vadano incontro ad alterazioni e malattie
degenerative precoci come l'artrosi, la scoliosi, i piedi piatti,
la tibia vara (gambe ad "arco"), il ginocchio valgo, lo
scivolamento della testa del femore.
Cute
Acne e smagliature sono le manifestazioni
più frequenti, oltre al possibile aumento di infezioni –
da funghi o batteriche – nelle pieghe della pelle, che sono più
profonde e meno accessibili che nel soggetto normopeso
Complicanze ginecologiche ed ostetriche
Il menarca (la prima mestruazione) precoce è
una eventualità frequente, e ad esso fanno spesso seguito
irregolarità del ciclo mestruale, emorragie o cicli
lunghi e sovrabbondanti, nonché in seguito complicanze
della gravidanza (gestosi).
Neoplasie (cancro)
È stata riportata un'aumentata incidenza di tutti i tumori
estrogeno-dipendenti come quello della mammella e dell'utero), nonché
del colon, della prostata, di alcuni tumori dell'ovaio e della colecisti.
Complicanze di interesse chirurgico
Aumentata frequenza di ernie ombelicali ma soprattutto
di ernie inguinali ed ernie jatali (della bocca dello stomaco).
In generale il rischio operatorio aumenta, anche nel post-operatorio
per la difficoltà di cicatrizzazione e di tenuta delle suture.
Complicanze psicologiche
Se pure la letteratura e l'esperienza clinica non
evidenziano nessun particolare tratto psicopatologico e forma psichiatrica
legati alla obesità è certo che tale condizione si
accompagna a specifici disagi psicologici.
Primo fra tutti la tendenza a nascondersi e a non esporsi
che si esprime in quel comportamento abitualmente definito come
timidezza e che trova il suo presupposto in una diffusa e intensa
sfiducia in se stessi e in un generale senso di inadeguatezza.
Queste condizioni possono a lungo andare e con notevole frequenza
sfociare in età post-adolescenziale e adulta in vere e proprie
fobie sociali.
Altrimenti il senso di inadeguatezza può esprimersi in vere
e proprie reazioni depressive accompagnate da comportamenti
tossicomaniacali verso farmaci o sostanze che insieme al cibo
vengono usate nella ricerca di un sollievo dall'ansia.
Nel bambino spesso le variazioni costanti del tono dell'umore in
senso quasi depressivo e/o l'eccessiva timidezza possono avere serie
ripercussioni sul comportamento scolastico e sull'inserimento
sociale nonché sulla formazione della sua identità
sessuale e sul comportamento eterosessuale.
L'obesità in conclusione può finire con l'affliggere
i tutti gli aspetti significativi dell'identità personale.
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