L'alimentazione sportiva per il bambino

Le raccomandazioni nutrizionali che lo sportivo di età pediatrica deve seguire sono analoghe a quelle prescritte all'adulto che fa sport, e si riassumono nella raccomandazione di evitare errori grossolani che possono far scadere notevolmente la prestazione, vanificare l'effetto dell'allenamento o peggio diventare pericolose per la salute dell'organismo in crescita.

È consigliabile quindi non modificare la composizione qualitativa della dieta del bambino sportivo, ma rispettare alcune regole che riguardano i pasti che precedono e seguono l'allenamento, ferme restando le regole di una dieta equilibrata:

  • consumare il pasto precedente l'attività fisica almeno tre ore prima; dovrebbe trattarsi di un pasto equilibrato ma non troppo pesante, vanno quindi evitati cibi troppo ricchi in grassi e un eccesso di zuccheri semplici;
  • consumare il pasto successivo all'allenamento entro 2-3 ore, questo pasto dovrebbe essere ricco di carboidrati (semplici e complessi) per reintegrare le scorte di glicogeno, soprattutto per gli sport intensi come il calcio, il basket, la corsa, lo sci di fondo, e dove vi sia una prevalenza di attività anaerobica;
  • prevedere una adeguata distribuzione dell'apporto di proteine durante la giornata, senza per questo aumentarne eccessivamente le quantità;

Bisogni psicologici

Baby Sport

Cosa sapere

Il bambino sportivo, inteso non come quello che pratica semplicemente la normale attività fisica adeguata alla sua età, bensì come il bambino o ragazzo che fa agonismo o la bambina che studia all'accademia di danza, ovvero in generale quello/a che esercita una attività fisica per più di tre ore al giorno, tutti i giorni o quasi, è un soggetto sottoposto ad una quantità e qualità di stress particolare.

Il livello di competitività cui questi giovani sono sottoposti, la continua sfida con se stessi e con le proprie capacità, il continuo confronto con gli altri coetanei con/contro cui gareggiano, e dunque la continua rincorsa al miglioramento delle proprie prestazioni, sono tutti elementi che con facilità si sommano e che hanno effetti non sempre positivi sulla costruzione della identità personale e dunque in ultima analisi sull'equilibrio psicologico. Inoltre in questi bambini più spesso e in modo più esplicito che negli altri viene da tutti - famiglia, educatori, insegnanti - sottolineato il legame tra comportamento, alimentazione e qualità delle prestazioni.

 

 

Si configura così un rischio (troppo?) alto che l'attenzione di tutti sia focalizzata sul risultato della prestazione, più che sulla prestazione in sé e per sé.

Cosa fare

Nel favorire l'attività sportiva bisognerà fare attenzione a che questa sia un'occasione educativa e di crescita personale per il bambino.

Ovvero, che lo sport o la danza o qualunque altra attività fisica organizzata siano un modo per ampliare la cultura e le capacità emotive oltre che la sostanza esistenziale dei futuri adulti, un po' come accadeva per gli antichi Greci, più che una corsa al risultato, al successo, alla vittoria e niente altro, come è invece più tipico delle prestazioni atletiche e sportive in generale di oggi.

Insegnare anche a perdere, apprezzare il senso del partecipare per far sì che una adeguata dose di competizione resti un'esperienza sana piuttosto che patogena.

È fondamentale che i genitori si mostrino allegri e soddisfatti del fatto che il figlio è in gara piuttosto che perché, e solo se, vince.

Un altro punto resta di fondamentale importanza ai fini della prevenzione dei distrurbi delle condotte alimentari: sconfessare e contrastare apertamente quelle insegnanti - soprattutto di danza ma anche di altre attività sportive - che fanno continui riferimenti al peso, minacciando i ragazzi di escluderli dalle competizioni o dalle prestazioni se non perdono peso ed insistendo sul controllo ponderale di etto in etto.

Cosa non fare

Andrà posta molta attenzione a che il ragazzo non fraintenda, a che non debba mai temere di deludere i genitori qualora non raggiunga le prestazioni desiderate.

Evitare dunque di mostrarsi tristi o troppo ansiosi o desiderosi del loro successo ed evitare altresì di subordinare tutti gli aspetti della vita e ancor più gli affetti e gli aspetti emotivi della vita alla qualità delle prestazioni agonistiche.

Non unirsi o tentare di fare seguire ai giovani di cui si ha la responsabilità (figli, nipoti, alunni o altro) quelle assurde raccomandazioni o incitamenti minacciosi che provengono talora da certi insegnanti affinché i ragazzi perdano peso.

In poche parole vietare di concentrare l'attenzione sulla perdita di peso come via preferenziale e imprescindibile al successo ed alla approvazione.

 

- Consiglia questo articolo su Google

 

 

 

Ultimi articoli sezione: Alimentazione


Quanto zucchero al giorno?

Quanto zucchero possiamo assumere al giorno? Facciamo chiarezza analizzando il documento ufficiale dell'OMS.


Lo zucchero fa male?

Lo zucchero fa male? Analizzando il documento ufficiale dell'OMS scopriamo che non è così 'tossico' come molti vorrebbero farci credere...


Fruttosio

Il fruttosio: lo zucchero a basso indice glicemico e con potere dolcificante (teorico) superiore al saccarosio.


Antiossidanti

Gli antiossidanti sono additivi utilizzati per evitare l'irrancidimento ossidativo, gli imbrunimenti e altre alterazioni causate dall'ossigeno. Alcuni di essi sono innocui, altri potenzialmente a rischio.

 


Burro a ridotto contenuto di colesterolo: un prodotto inutile!

Il burro a ridotto contenuto di colesterolo ne contiene l'80% in meno, tuttavia non essendo il burro una fonte importante di colesterolo, non ha molto senso utilizzarlo.


Burro light o a ridotto contenuto calorico: lasciamo perdere!

Il burro light (o leggeto, o a ridotto contenuto calorico) contiene la metà dei grassi e delle calorie rispetto al burro, ma ciò nonostante rimane un prodotto che non comporta vantaggi particolari.


Cioccolato rosa o ruby

Il cioccolato rosa o ruby (rubino): la novità del 2017, assolutamente naturale, senza coloranti, prodotto dalla casa cioccolatiera Callebaut.


Margarina

La margarina è un grasso alimentare solido, prodotto industrialmente, utilizzato come surrogato del burro, da evitare nella stragrande maggioranza dei casi.