Cane in lattazione: l'alimentazione casalinga per soddisfare i suoi fabbisogni

L'arrivo di una cucciolata in famiglia è uno degli eventi più belli a cui chi ha un cane possa assistere. Vedere il proprio cane partorire e dare alla luce tanti piccoli cagnolini che all'inizio sembrano dei fagotti ma che poi diventano dei simpaticissimi e scalmanati cuccioli è bello, e richiede anche molte cure, da poter dire che la gravidanza e l'allattamento sono i due periodi della vita del cane più delicati in assoluto per il nostro amico a quattro zampe.

In questo articolo parleremo di alimentazione domestica relativa alla fase in assoluto più delicata della vita della madre: la lattazione. Vedremo quindi come impostare una dieta casalinga, quali sono i punti fondamentali da prendere in considerazione e anche perché il periodo della lattazione è così importante dal punto di vista alimentare, anche rispetto a quello della gravidanza.   

dieta casalinga per il cane in lattazione

L'alimentazione in gravidanza e in lattazione 

Ragionando in maniera logica, ci verrebbe da pensare che un animale in gravidanza abbia bisogno di molte sostanze nutritive mentre i feti crescono dentro di lei, perché come si usa dire in ambito umano "deve mangiare per due", in questo caso per tre o per quattro, o anche di più. In realtà bisogna pensare alla proporzione di crescita da quando i cani si trovano in utero a quando sono già nati: se nei 60 giorni circa di gravidanza un cucciolo (di un cane di taglia grande, per esempio) cresce da 0 a 400 grammi, dalla nascita alla fine della lattazione (circa 45 giorni) può passare tranquillamente da 400 grammi a 3 chili di peso: una differenza non da poco.   

 

E bisogna considerare che, in particolare nel primo mese, l'alimentazione dei cuccioli è totalmente a carico della mamma, visto che prima delle tre settimane addirittura non bevono nemmeno acqua. Da questo si può capire quanto possa essere importante la lattazione, rispetto alla gravidanza: una femmina di pastore tedesco arriva a produrre nel momento del picco della lattazione addirittura 2 litri di latte al giorno, che pesando 40 chili sono quasi il 5% del suo stesso peso!    

Per una persona di 80 chili, significherebbe perdere quattro chili di peso al giorno, per cui si può immaginare quanto l'organismo del cane possa essere stressato in un periodo così particolare. Lo svezzamento, ovvero il momento in cui i cagnolini iniziano a nutrirsi di cibo solido smettendo di assumere latte avviene alla quinta-sesta settimana di età.   

Non solo: il latte di cane è anche incredibilmente calorico e ricco di sostanze nutritive. Un cane non potrebbe sopravvivere bevendo solamente il latte vaccino, perché è molto povero rispetto al suo; il latte di cane contiene, ogni 100 grammi:   

  • 10 grammi di proteine, contro i 3,6 della mucca;
  • 3 grammi di lattosio, contro i circa 5 della mucca;
  • 10 grammi di grasso, contro i 3,5 della mucca; 
  • 75 grammi di acqua, contro gli 87 della mucca.

Capiamo quindi molto bene la fatica, per una cagnetta che produce anche un litro di latte al giorno, di mettere ben un etto di proteine e un pari ammontare di grassi nel proprio liquido latteo; ovviamente la proporzione aumenta se ci sono più cuccioli.

E aumenta anche con il passare del tempo, perché i cuccioli crescono sempre di più e avranno bisogno di sempre più latte per poter continuare a crescere.    

L'alimentazione del cane in lattazione

Il calcolo dei fabbisogni del cane non cambia, almeno come base, da quando una cagna è in stato fisiologico normale (che vi abbiamo spiegato) a quando è in lattazione. I fabbisogni di mantenimento si calcolano infatti nello stesso modo di qualunque altro cane, e sono quelli che servono a lei per sopravvivere (quindi variano in base a razza, età, taglia e così via); la differenza è che ai fabbisogno di mantenimento vanno aggiunti i fabbisogni di lattazione, quelli di cui abbiamo appena parlato che possono raggiungere le due volte e, nei casi "peggiori", le tre volte, i fabbisogni di mantenimento. In altre parole ci si vede costretti a raddoppiare o anche a triplicare la dose di cibo fornita.   

Non farlo rappresenta un grave problema: visto che la quantità che gli diamo (considerando che parte va nelle feci e parte serve alla mamma) non sarà comunque sufficiente per i fabbisogni di lattazione, la cagna attingerà alle sue riserve, e avrà un dimagrimento fisiologico; quello che noi facciamo con l'alimentazione è limitare questo dimagrimento, così da mantenere in forma la mamma. Se sbagliamo qualcosa, si rischiano patologie come il collasso puerperale del cane (la mamma semplicemente sviene e sembra non svegliarsi più, collassa) o le patologie conseguenti al dimagrimento eccessivo.   

 

Insomma, una cosa da tenere in grande considerazione.   

L'alimentazione della cagna in lattazione: razionamento di esempio

Per capire le basi della dieta casalinga abbiamo preso in esame una situazione-tipo per una cagna in lattazione, fornendo così una ricetta esemplificativa che permetterà di capire quali sono le componenti alimentari necessarie ad una cagna che sta allattando. Per ogni componente, poi, forniremo una piccola spiegazione per capire quali sono i punti più importanti.   

Il cane che prendiamo in esempio è ovviamente femmina, pesa 30 kg ed ha 4 cuccioli di 3 settimane, che quindi sono in piena fase di crescita, per cui lei produce molto latte.    

Naturalmente è possibile proporzionare le dosi dei componenti per femmine in lattazione di qualsiasi peso (ma con la costante dei quattro cuccioli!) e per farlo si usa questa formula: (Peso cane^0,75 x 100) / 30^0,75. In questo modo si proporziona il peso della madre e il risultato sarà una percentuale (ad esempio 80); significa che bisogna dare l'X% degli alimenti indicati (nell'esempio, l'80%).   

La razione proposta per questo cane al giorno è la seguente:   

  • 1000 g di carne di manzo;
  • 500 grammi di pasta;
  • 1 uovo bollito;
  • 100 grammi di latte vaccino;
  • 50 grammi di fegato bovino;
  • 100 grammi di zucchine;
  • 20 grammi di olio di semi di mais;
  • 4 cucchiaini di farina d'ossa.

Chiunque abbia un cane capisce bene come questa razione sia ricchissima, e che possa essere difficile far mangiare alla cagna tutte queste cose; per questo motivo la razione va suddivisa in diversi pasti al giorno, che possono essere anche tre o quattro e addirittura cinque, nei primi giorni (a cui allo stress si aggiunge il fatto che il cane non mangia), contro i due che si somministrano ad un cane "normale".   

La carne

La carne, che in questo caso è di manzo ma può essere anche di suino, o bianca, ha la funzione principale di integrare le proteine, di cui come abbiamo visto c'è molto bisogno nel latte. Le proteine servono anche alla madre, che sta rigenerando il proprio apparato riproduttore e mammario dopo la gravidanza (e a causa della lattazione), per cui bisogna assicurarsi di non scendere sotto una certa soglia.   

La carne, che deve essere povera di connettivo perché le proteine devono essere ben digeribili per essere assorbite e non finire nelle feci, ha anche una funzione energetica, in quanto contiene i lipidi (in particolare quella di manzo) molto importanti perché anch'essi devono finire nel latte.   

La pasta

Anche se il lattosio non è tantissimo nel latte, come abbiamo visto, quindi potremmo pensare che la mamma non abbia tutto questo bisogno di carboidrati (da cui si crea il lattosio), in realtà non è così, perché la pasta rappresenta una fonte energetica per sé stessa.   

Uno dei rischi, insieme al collasso puerperale di cui parleremo dopo, del post partum è infatti l'ipoglicemia, una situazione in cui il cane non ha grassi perché vanno nel latte, e non ha carboidrati da utilizzare. In questo modo il cane sviene, esattamente come succede a un cane (o a un uomo) diabetico quando esagera con l'insulina abbassando troppo la glicemia. Non è difficile capire che si tratta di una situazione da evitare.   

L'uovo e il latte

Non sono moltissimi all'interno della dieta, ma sono molto importanti sia per i lipidi, che vengono digeriti facilmente e quindi arrivano bene nel latte, sia per le proteine. Le proteine dell'uovo hanno qualità 100 (su una scala che va da 0 a 100), quelle del latte 90, mentre quelle della carne "solo" 80. Per questo vengono assorbite completamente e forniscono amminoacidi di ottima qualità da usare per le proteine che verranno messe nel latte.   

Inoltre, il latte e le uova sono ricchi di vitamine e sali minerali importanti per il latte; tra i sali, il più importante contenuto nel latte è sicuramente il calcio, che vedremo meglio dopo.   

Il fegato

Poiché nella dieta non abbiamo inserito integratori sintetici, il fegato rappresenta un integratore di vitamina naturale. È una riserva corporea per l'animale da cui è stato estratto (in questo caso il bovino) e contiene minerali importanti (ferro, rame) e anche vitamine che altrimenti sarebbero difficili da trovare, come la vitamina B12 essenziale per lo sviluppo del sistema nervoso dei cuccioli.   

Se il fegato non ci fosse, necessariamente bisognerebbe sopperire con un integratore.   

Le zucchine

Le zucchine sono la fonte di fibra della razione, che serve ad evitare uno degli eventi più stressanti in assoluto per un cane che ha partorito da poco: la costipazione intestinale. Visto che succede spesso al cane, per via soprattutto dello stress e della presenza degli ormoni nel sangue che interferiscono con il normale metabolismo, è importante evitare questa situazione e la verdura deve essere sempre presente nel razionamento.   

La fibra però non finisce nel latte, perché nei cuccioli l'azione espletoria è aiutata dalla madre (che li lecca per aiutarli) e, in parte, dal lattosio presente nel latte.   

L'olio di semi

Poche battute per questo alimento che ha semplicemente la funzione di integratore lipidico. Visto che l'olio è composto dal 100% di grassi, e che questi sono facilmente assorbibili, si danno quattro cucchiaini da tè (o due da minestra) di olio al giorno, che vengono assimilati completamente e aiutano a comporre la quota lipidica che andrà a finire nel latte.   

La farina d'ossa

L'ultimo ingrediente della razione potrebbe sembrare semplicemente un plus, ma rappresenta una delle componenti essenziali, sebbene non sia strettamente alimentare. Questo perché è un integratore di calcio.   

Una femmina in lattazione ha bisogno di circa 4 volte il calcio necessario al mantenimento, perché i cuccioli ne hanno bisogno e quindi deve andare nel latte. La mancanza di calcio porta al cosiddetto collasso puerperale, una delle peggiori situazioni che possono presentarsi ad un proprietario. In pratica, il calcio presente nel sangue è usato tutto per il latte, e non ne rimane più per l'organismo della madre.

Visto che il calcio è essenziale per la contrazione muscolare, si vede la mamma che inizia a barcollare sempre di più, e poi si accascia a terra, in certi casi anche in presenza di convulsioni. Succede solitamente a 3-4 settimane dalla nascita dei cuccioli.   È un problema urgente, bisogna contattare subito il veterinario che immetterà il calcio per via endovenosa, e rischia addirittura di far morire la mamma: bisogna evitarlo assolutamente, ed è per questo che le integrazioni di calcio di questo genere sono così importanti.   

Conclusione

Abbiamo avuto modo di vedere come il razionamento di una cagna in lattazione sia uno dei più complessi in assoluto, perché basato su un'alimentazione che agli occhi della cagna è troppo (e quindi tende a non mangiare), ma d'altra parte è essenziale per il suo benessere.   

Ovviamente questo razionamento è un esempio e serve a capire le basi della situazione, ma una cagna in gravidanza o lattazione dovrebbe essere comunque seguita, anche a distanza, da un veterinario per verificare che le dosi fornite siano quelle giuste: in caso contrario l'ipolipemia, l'ipocalcemia e l'ipoglicemia, che sono rischi costanti, potrebbero portare anche a problemi molto gravi.   

 

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