L'alimentazione corretta per il gatto malato

I gatti sono una specie animale che, fin dai tempi dell'antico Egitto, sono stati in grado di convivere con l'uomo. Il rapporto che si è creato tra uomo e gatto è stato, nella storia, di aiuto reciproco, con i gatti lasciati liberi di ripulire i granai dai roditori che li infestavano e con l'uomo che, con i granai, attirava i topi.

Un rapporto che è continuato nel corso della storia ma che oggi si è venuto un po' a perdere, perché molte persone tengono il proprio gatto in casa, cambiando notevolmente le sue abitudini. Un animale che dovrebbe stare all'aria aperta, dovrebbe muoversi (soprattutto camminando, perché un gatto difficilmente corre come un cane) anche se purtroppo questo non avviene, causando così uno stato di salute poco idoneo alla sua natura e che, alla lunga, porta all'insorgere di malattie.

In questo articolo ci occuperemo quindi di alimentazione del gatto, con particolare riferimento ad alcune delle malattie, soprattutto metaboliche, che possono interessarlo nel corso della sua vita.

Per molte di queste malattie è necessario supportare la terapia veterinaria con un'alimentazione apposita, visto che se un organo è debilitato per qualsiasi motivo nutrire il gatto con alcuni nutrienti piuttosto che con altri può essere determinante nella risoluzione o nell'aggravamento della sua situazione.

Analizzeremo quindi le particolarità dell'alimentazione per un gatto con problemi renali, vescicali, epatici o di diabete. Non ci occuperemo invece di obesità, che verrà trattata in una sezione apposita in quanto problema direttamente legato all'alimentazione (e non solo supportato) in cui, nel caso del gatto, è particolarmente facile incorrere.

come nutrire un gatto malato

Alimentazione per gatto affetto da insufficienza renale cronica

L'insufficienza renale cronica è una delle malattie più comuni che colpisce in particolar modo i gatti anziani. Si tratta di una situazione in cui il rene non riesce più a svolgere il proprio lavoro, generalmente a causa di problemi che si sono accumulati nel corso della vita.

Il problema è che è veramente difficile rendersi conto di questa situazione prima che sia troppo tardi: quando, infatti, si manifestano i sintomi dell'Insufficienza Renale Cronica il gatto ha già perso il 75% della funzionalità dei suoi reni, e non riesce a filtrare il sangue come dovrebbe.

 

 

 

I reni, poi, hanno una funzione più importante nel gatto rispetto al cane o all'uomo: visto che il gatto è un animale desertico, riassorbe molta acqua dalle urine per non disperderla nell'ambiente, e i reni sono quindi fondamentali per mantenere attivo un circolo, come quello della filtrazione, che se non funziona libera molte sostanze tossiche nel sangue, che creano i problemi tipici di questa situazione fino ad arrivare all'uremia, la presenza di urea (prodotto di scarto eliminato con l'urina) nel sangue, che crea danni agli altri organi fino alla morte.

Non esiste cura a questa patologia (se non il trapianto), ed è per questo che l'unica cosa che è possibile fare è mantenere la situazione attuale, senza che possa peggiorare.

Questo si fa soprattutto dal punto di vista alimentare. La dieta per l'Insufficienza Renale Cronica deve infatti comprendere:

  • Poche proteine ma di elevato valore nutrizionale. Le proteine sono essenziali per la vita del gatto, ma sono anche il prodotto il cui scarto è proprio l'urea: darne il meno possibile significa produrre meno urea che provocherà danni minori al gatto.
  • Il fosforo deve essere poco, perché viene trattenuto dall'organismo invece di essere eliminato con il rene, e questo aggrava la situazione del gatto. Quando si acquista un'alimento confezionato o quando se ne prepara uno casalingo, è sempre importante conoscere il contenuto in fosforo.
  • Di contro, è molto importante il potassio, così come la vitamina B, perché i gatti malati tendono ad eliminarne in eccesso in quanto queste sostanze dovrebbero essere riassorbite dal rene, cosa che di fatto non avviene perché il rene è debilitato. Visto che il potassio viene scambiato con il sodio nel riassorbimento, se di potassio né va dato di più, di sodio, che rimane all'interno dell'organismo, ne va dato meno possibile.
  • Infine, è molto importante la concentrazione energetica, perché il gatto che soffre di IRC ha pochissimo appetito. Con quel poco che mangia bisogna fornire tutte le sostanze di cui ha bisogno, cercando in questo modo di non farlo debilitare, cosa che aprirebbe la strada alle malattie infettive che peggiorerebbero ancora di più il suo stato di salute.

Alimentazione per un gatto affetto da calcoli vescicali

Un problema sempre legato all'urina, ma non direttamente al rene, e particolarmente comune nei gatti castrati, specialmente nei maschi, è la formazione dei vari tipi di calcolo nella vescica.

I calcoli si formano in un tempo che non è diverso da quello impiegato per la formazione dei calcoli vescicali nel cane o nell'uomo, ma essendo il gatto molto più piccolo, calcoli più piccoli causano problemi abbastanza gravi, ed è per questo che i gatti soffrono di questa problematica molto più dei cani.

 

 

Nell'alimentazione per un gatto con questo tipo di problemi,  bisogna considerare che questa riesce a prevenire solo i calcoli che ancora devono formarsi, ma non quelli che ci sono già. I calcoli che sono già presenti nella vescica devono necessariamente essere rimossi; se sono piccoli, si può fare con una centesi (aspirazione con siringa) o cercando di farlo urinare naturalmente, mentre se sono più grandi è necessario l'intervento chirurgico.

Una volta che il gatto ha avuto un problema di calcoli, però, c'è poco da fare se non fornire un'alimentazione che riesca ad impedirne la formazione di nuovi. I calcoli si formano principalmente a causa di un apporto troppo grande in minerali, che rimangono nella vescica e si uniscono tra loro per formare dei veri e propri sassolini. Per questo, le regole per evitare che si possano formare nuovamente sono le seguenti:

  • L'alimentazione deve essere povera di minerali (ovviamente senza scendere sotto la soglia minima), in particolare di magnesio e di calcio, responsabili della formazione delle due tipologie di calcoli più comuni (struvite ed ossalati).
  • L'alimentazione deve essere povera di grassi, perché questi stimolano il sovrappeso, che aggrava il problema. Se il gatto sta molto fermo, si da tempo ai minerali di aggregarsi e formare nuovi calcoli, ed è per questo che la maggior parte dei gatti che soffrono di calcoli sono obesi.
  • Sarebbe bene fornire una dose adeguata di vitamina C, o acido ascorbico, che acidifica le urine. Le urine più acide prevengono la formazione dei cristalli e tendono a scioglierli, salvaguardando la salute del gatto.
  • E' importante stimolare il gatto a bere il più possibile, e anche a consumare cibi umidi piuttosto che secchi. L'acqua idrata, fa fare più pipì e in questa maniera i microcalcoli che si sono formati vengono espulsi più spesso, evitando che possano entrare in contatto con altri microcalcoli e crescere.

Alimentazione per un gatto con problemi epatici

I problemi al fegato sono tra le patologie peggiori che possano interessare il gatto. Il fegato, infatti, è una ghiandola dalla cui funzionalità dipende la vita stessa dell'animale, per vari aspetti; il fegato è in grado di rigenerarsi, ma se le sue funzioni vengono perse del tutto (a causa delle malattie, ma anche dell'obesità), è impossibile guarire, e la situazione può essere mortale (come accade alle persone affette da cirrosi epatica).

Il fegato si occupa della gestione degli alimenti, che immagazzina nel corpo, e della produzione delle proteine a partire dagli amminoacidi.

Quando si presenta un problema al fegato, queste due funzioni vengono meno e con esse il metabolismo stesso, che porta l'animale a smettere di mangiare, e di conseguenza avere diarrea ed essere debilitato. Il problema dipende dal fatto che il fegato non lavora, e il gatto non sente la fame.

Per questo motivo, bisogna fare in modo che il gatto ricominci a mangiare. Appena ci si accorge del problema bisogna dare pasti piccoli ma frequenti, perché riesca ad assorbire le sostanze nutritive che contiene che, altrimenti, finirebbero nella diarrea.

  • L'alimento deve avere un'alta concentrazione energetica, quindi essere ricco sia di grassi che di zuccheri facilmente digeribili. Considerando che la maggior parte di questi alimenti verranno scartati senza nemmeno essere assorbiti, bisogna accertarsi che la piccola parte che viene assorbita sia in grado almeno di fornire sostegno al gatto. Anche per questo, il gatto deve essere iperalimentato.
  • L'alimento deve essere anche ricco di proteine, per lo stesso motivo che abbiamo appena detto. Visto che ne verranno assorbite pochissime, devono essere facilmente digeribili. In questo senso, quelle delle uova e del latte sono le migliori.
  • E' importante che la dieta abbia un ridotto quantitativo di rame, che spesso interviene aggravando l'infiammazione che ha provocato il problema al fegato. Se forniamo una dieta casalinga, evitiamo i cibi che ne contengono troppo.

Alimentazione per un gatto diabetico

Il diabete è una delle situazioni peggiori che possa capitare al proprietario di un gatto. E questo perché non solo dal diabete non si guarisce, ma perché è necessario continuare la terapia per tutta la vita, esattamente come avviene nell'uomo.

Il diabete è una malattia metabolica del pancreas, che smette di produrre insulina, ormone che fa entrare lo zucchero nei tessuti perché venga utilizzato a fini energetici. La terapia, infatti, è proprio fatta con l'insulina, e anche se questa è obbligatoria per tutti i malati (altrimenti si rischia la chetoacidosi diabetica, che è mortale) anche l'alimentazione riveste un ruolo importantissimo nel cercare di non far peggiorare la malattia, visto che non può migliorare.

In particolare, nel diabete è importante osservare un'alimentazione che, metabolicamente, non vada a peggiorare la situazione che è già grave nel gatto, e bisogna seguire poche regole, ma molto importanti.

  • Devono essere ovviamente tenuti sotto controllo i carboidrati, in particolare gli zuccheri. Le diete devono essere povere di carboidrati, per cercare di recuperare almeno un minimo la funzionalità del pancreas evitando l'iperglicemia, che peggiora la situazione perché porta all'"esaurimento" del pancreas, per la troppa richiesta di insulina.
  • Uno dei sintomi più tipici del diabete è il dimagrimento, dovuto al fatto che ciò che il gatto mangia non viene assorbito dal suo organismo; questo nonostante il gatto mangi di più. Questo significa che il pasto deve essere ricco prevalentemente di proteine, che sostengono i muscoli evitando che la situazione si aggravi.
  • Per quanto riguarda i grassi, questi vedono essere evitati il più possibile. Infatti perché il gatto sfrutti i grassi a scopo energetico, sembra strano ma c'è bisogno di zuccheri, un po' come nella macchina c'è bisogno di corrente elettrica perché possa poi consumare la benzina. Troppi grassi e nessuno zucchero portano alla formazione dei corpi chetonici, che sono i responsabili della "chetoacidosi diabetica" di cui parlavamo prima.

Le regole, come dicevamo, sono poche ma sono essenziali, ed è per questo che vanno seguite assiduamente per poter salvaguardare il gatto dalle conseguenze peggiori di questa malattia.  

 

 

 

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