L'alimentazione casalinga del gatto: come calcolare i fabbisogni

L'alimentazione del gatto è uno degli aspetti della sua vita che sono tenuti meno in considerazione dai proprietari. Eppure è una delle cose più importanti, perché come facciamo per noi stessi, anche il nostro amico deve poter mangiare cibo di qualità.

Visto che il cibo di qualità, però, è difficile da trovare, alcuni optano per l'alimentazione casalinga, fare in casa il cibo che poi il gatto mangerà. Una cosa sicuramente ottima dal punto di vista della salute, ma rischiosa per certi versi; perché l'alimentazione industriale è formulata sempre per essere perfetta per un gatto, mentre l'alimentazione casalinga non lo è, affatto. Anzi, la formulazione dobbiamo farla noi perché addirittura molti veterinari non sono in grado di formulare una dieta per un gatto (chi scrive è un collega).

In questo articolo quindi parleremo di una delle parti fondamentali che bisogna considerare quando andiamo a pianificare l'alimentazione casalinga del gatto: parliamo del calcolo dei fabbisogni energetici, che in gergo tecnico si chiama razionamento.

Cercheremo così di capire quali sono i fabbisogni del gatto, come si calcolano e come si soddisfano al fine di garantire un'alimentazione domestica equilibrata.

l'alimentazione casalinga del gatto

In questa pagina ci occuperemo proprio delle formule che consentono di calcolare i fabbisogni, mentre in altre pagine di questa stessa sezione faremo alcuni esempi pratici per la formulazione della dieta completamente fatta in casa per un gatto.

Da notare che prenderemo in considerazione solamente gatti sani e adulti. I fabbisogni infatti cambiano per i gattini, ovvero i gatti in crescita, per gli anziani che hanno necessità nutrizionali differenze e per i gatti malati, con malattie di qualsiasi tipo, per cui queste regole non valgono. Si possono invece prendere come esempio, e usare comunque sempre su consiglio del vostro veterinario, per un gatto adulto e in salute.

 

 

Il fabbisogno energetico

La prima cosa da calcolare in corso di razionamento è il fabbisogno energetico, ovvero stabilire di quanta energia il gatto abbia bisogno per portare a termine le sue normali attività quotidiane.

Il fabbisogno energetico si calcola in energia metabolizzabile, cioè quell'energia che effettivamente arriva al gatto al netto di quella che viene persa con le feci. Insomma, viene considerato che una certa percentuale del cibo che il gatto ingerisce se ne andrà inerte, e per questo bisogna fornire qualcosa in più per soddisfare i suoi fabbisogni.

Il conteggio viene svolto prendendo in considerazione il peso del gatto e il suo stato fisiologico. In condizioni normali:

  • Un gatto di 2,5 chili avrà bisogno di 200 kcal di energia metabolizzabile;
  • Un gatto di 3,5 chili avrà bisogno di 280 kcal di energia metabolizzabile;
  • Un gatto di 5 chili avrà bisogno di 400 kcal di energia metabolizzabile.

Da questi valori risulta facile calcolare quanto sia il fabbisogno anche per i pesi intermedi, per gatti che si trovino in uno stato fisiologico normale, quindi non  in gravidanza o in lattazione.

Nel caso di gravidanza e di lattazione questi fabbisogni aumentano tantissimo, arrivando ad essere il 70% in più in gravidanza e addirittura il 300% in più nella fase di lattazione: il latte di gatta è uno dei più concentrati in assoluto dal punto di vista delle sostanze nutritive, e il numero elevato dei gattini fa sì che la gatta sia costretta a produrre tanto latte. E' per questo motivo che il fabbisogno, in lattazione, è molto più alto rispetto a quello della gravidanza, contrariamente a quanto molti proprietari pensano.

Da notare inoltre che non ci sono grandi differenze in base all'attività del gatto, perché non esistono i gatti da lavoro (a differenza dei cani); bisogna invece notare che ci sono gatti che fanno pochissima attività, ed essendo a rischio obesità bisognerà fornire circa il 10% in meno di energia rispetto al gatto che fa un'attività fisica normale. Questo quando il gatto è solo a rischio obesità, ma non è ancora obeso o sovrappeso; in questo caso seguite le indicazioni che abbiamo riportato nella pagina dedicata all'obesità del gatto.

Il fabbisogno di proteine

Il fabbisogno di proteine è un valore molto importante, perché il gatto è un animale che consuma, per fare un parallelo, tante proteine quanto un cane in attività. Consuma quindi molte più proteine rispetto ad un cane, per un ricambio maggiore dell'organismo, ed è quindi importante che nella sua dieta sia inclusa una certa percentuale, standard, di proteine.

Il quantitativo si calcola come un rapporto, che per il gatto è di 70 grammi di proteine per 1000 kcal di energia metabolizzabile. 

Il calcolo non è difficile, perché serve solamente fare una rapida moltiplicazione:

  • Grammi di proteine = Kcal x 0,07.

Questo significa che se il gatto, in base al conteggio che abbiamo fatto nella sezione precedente, ha bisogno di 400 kcal al giorno per il mantenimento, il suo fabbisogno proteico sarà di 28 grammi giornalieri di proteine. Questi sono molto semplici da controllare, perché basta guardare la composizione dell'alimento che diamo al gatto e pesarlo di conseguenza. Se diamo un alimento che contiene 14 grammi di proteine per 100 grammi di alimento, dovremmo darne 200 grammi al giorno per soddisfare il fabbisogno proteico di 28 grammi.

Il fabbisogno di grassi

L'energia non si può dare tutta al gatto sotto forma di carboidrati, benché siano anch'essi una fonte energetica importante. Parte dell'energia deve essere fornita anche sotto forma di grassi, per una questione di fisiologia del gatto: un gatto senza carboidrati può sopravvivere (del resto non li mangia, in natura), mentre un gatto senza grassi non sopravvive, perché all'interno ci sono le vitamine liposolubili, cioè che si sciolgono nel grasso, ed altre sostanze essenziali per lui.

La quota che il gatto deve necessariamente assumere dal grasso non è altissima, ed è all'incirca l'8% di tutto il fabbisogno; ovviamente se ne può dare di più, perché limitarsi all'8% del fabbisogno ricoperto in grassi significa fornire il 92% dell'energia dai carboidrati (le due molecole energetiche sono i grassi e i carboidrati).

In generale si cerca così di fornire metà e metà dell'energia dalle due molecole. Sempre considerando che i grassi forniscono il doppio dell'energia dei carboidrati, per cui per soddisfare un fabbisogno di 200 kcal possiamo dare:

  • 11 grammi di grasso (ogni grammo libera 9 kcal, per un totale di 99);
  • 25 grammi di carboidrati (ogni grammo libera 4 kcal, per un totale di 100).

I fabbisogni di carboidrati invece di per sé non esistono, nel gatto, perché non ne ha. Si cerca di darli per evitare di fornire tutti grassi scongiurando l'obesità, ma non esistono valori definiti: tutta l'energia del gatto potrebbe arrivare dai grassi.

Il fabbisogno di fibra

I gatti non riescono a digerire la fibra, che per loro non costituisce quindi un alimento. Nonostante questo, tuttavia, parte dell'alimentazione deve essere composta da fibra, perché questo componente che si trova nei vegetali è essenziale per stimolare il movimento intestinale e quindi evitare la costipazione, che porta a problemi anche gravi nel gatto.

C'è da dire che se noi non forniamo fibra, il gatto quando ne sente il bisogno la cerca da solo per istinto, perché va a mangiare l'erba in giardino; in realtà è sempre meglio fornire fibra con i vegetali, perché se non potesse raggiungere l'erba (ad esempio perché è chiuso in casa) è sempre meglio che non vada in carenza.

Il calcolo del fabbisogno in fibra è molto semplice: in peso, la fibra deve essere circa il 5% di tutto ciò che il gatto mangia. Del peso, non dell'Energia Metabolizzabile. Se quindi con i conteggi siamo arrivati a stabilire che il gatto deve mangiare 200 grammi di cibo, dovremo fornire anche 10 grammi di fibra, cioè il 5%.

Il fabbisogno in vitamine e minerali

Per il gatto, i fabbisogni in vitamine e minerali sono molto difficili da calcolare perché le quantità sono molto esigue, rispetto ad animali più grandi come i cani o ancora di più i cavalli.

Inoltre il gatto ha la capacità di concentrare molto le urine, riassorbendo quindi molti dei componenti che a cose normali verrebbero filtrate dai reni ed eliminate. Il gatto è un animale desertico, e come tale non sempre ha la possibilità di trovare cibo.

Per questi motivi, non sono definiti fabbisogni in vitamine e minerali per il gatto, perché si assume che gli altri alimenti, nelle dosi giuste, siano in grado di soddisfarli sempre. Questo purché si seguano delle regole semplici ma importanti:

  • Perché vengano assunte le vitamine vegetali è importante variare spesso la fonte di fibra (carote, fagiolini, zucchine);
  • Perché vengano assunti alcuni acidi grassi importanti dei vegetali, la razione deve essere condita con olio vegetale, che fornirà parte dell'energia oltre ai carboidrati e i grassi di origine animale;
  • Per variare l'assunzione dei minerali, il gatto dovrebbe mangiare carne da più fonti proteiche, come carne e pesce, variando spesso;
  • Carne e grassi animali (che possono essere anche i grassi della carne) devono essere sempre presenti nella dieta del gatto. A differenza nostra o del cane, il gatto è incapace di sintetizzare l'amminoacido taurina, che si trova solo nella carne; sospendere la somministrazione della carne significherebbe causare patologie oculari e cardiache al gatto.

Conclusione

Queste sono le regole che consentono di calcolare, anche a livello domestico, l'alimentazione corretta per un gatto in salute.

Da notare che i conteggi non sono complessi, ma tutto varia in base ai fabbisogni del gatto, al suo stato fisiologico, alla sua età e anche al suo stato di salute; per questo motivo, per comprendere meglio i fabbisogni del gatto, in questa stessa sezione trovate degli esempi di formulazione di una dieta che vi aiuterà nello scegliere l'alimentazione casalinga migliore per il vostro gatto.

 

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