Disfunzione erettile

Con il termine di disfunzione erettile (DE) si intende l'incapacità persistente o occasionale di raggiungere e/o mantenere una rigidità peniena sufficiente per portare a termine un completo rapporto sessuale.

Tale disfunzione sessuale viene classificata principalmente in:

  • primaria, quando il soggetto ne ha sempre sofferto (fin dall'inizio della propria attività sessuale);
  • secondaria, quando essa è insorta da un certo momento in avanti;
  • generalizzata, se si verifica in qualsiasi tipo di contesto-situazione o indipendentemente dalla partner;
  • situazionale, se ha luogo solamente in un certo contesto o con una specifica persona.

La disfunzione erettile, come è facile immaginare, può compromettere le relazioni coniugali o sessuali e può essere la causa di matrimoni non consumati e di sterilità.

Chi colpisce

La disfunzione erettile è un problema che colpisce un gran numero di italiani maschi.

Si pensa infatti che circa 3 milioni di italiani ne soffrano e con molta probabilità i dati sono sottostimati, e potrebbero addirittura essere raddoppiati, in quanto molti colpiti da questo problema non si rivolgono al medico per vergogna e pudore.

Può colpire a tutte le età, ma principalmente sono coinvolti uomini al di sopra dei 45-50 anni.

Infatti il trascorrere degli anni causa una serie di modifiche al meccanismo fisiologico dell'erezione, tale per cui non sempre si riesce ad avere l'erezione e, quando questa avviene, può durare meno tempo.

Come avviene l'erezione

Disfunzione rettile

Il pene è un organo formato da due corpi cavernosi, ovvero due cilindri di tessuti che si comportano come una spugna: quando c'è una stimolazione sessuale, molto sangue affluisce in questa zona, i corpi cavernosi si riempiono e il sangue ristagna in queste ''spugne'' mantenendo quindi il pene rigido.

Quando invece il pene è a riposo, il sangue affluisce nei corpi cavernosi attraverso le arterie e ne defluisce attraverso le vene.

Ovviamente l'erezione è un complesso meccanismo fisiologico in cui agiscono varie componenti, tra cui il sistema vascolare, quello nervoso e quello ormonale. Tutti questi interagiscono con la psiche e quindi l'eccessiva emotività e preoccupazione può giocare un ruolo importante sul meccanismo dell'erezione.

Cause

 

 

 

I progressi compiuti nello studio della fisiopatologia dell’erezione ed il continuo affinamento delle metodiche diagnostiche hanno consentito di far luce sui numerosi fattori responsabili della disfunzione erettile: fattori vascolari, neurologici, dismetabolici, endocrini, farmacologici, chirurgici e psicologici.

Cause vascolari. Possono determinare modificazioni del flusso ematico. L'insufficienza di natura  arteriosa causa un ridotto afflusso di sangue ai corpi cavernosi del pene, mentre le patologie venose impediscono che il sangue rimanga intrappolato dentro i corpi cavernosi.

Alla base di tale situazione vi sono frequentemente fattori di rischio aterosclerotico come l'ipertensione (causa disfunzione erettile in circa il 20% degli uomini ipertesi), il diabete mellito (50%) e il fumo di sigaretta.

Cause neurogene. Le patologie a carico del sistema nervoso centrale che coinvolgono le vie regolanti responsabili dell'erezione possono causare disfunzione erettile.

Tra le principali malattie, ricordiamo la sclerosi multipla, la malattia di Alzheimer, il morbo di Parkinson e le lesioni del midollo spinale (come per esempio i traumi alla colonna vertebrale). Anche i nervi periferici possono essere danneggiati in varie situazioni patologiche, come nel diabete.

Patologie dismetaboliche e croniche. Il diabete e l'insufficienza renale cronica hanno una elevata incidenza di disfunzione erettile. Per il diabete la percentuale varia dal 35% al 75%. Le epatopatie di origine alcolica, le patologie epatiche croniche e le neoplasie possono anch'essere causare disfunzione erettile (DE).

Cause endocrine (ormonali). Ad esempio l'ipogonadismo, con la riduzione del testosterone (ormone principe maschile del desiderio sessuale) può provocare disfunzione erettile, così come l'aumento della prolattina (iperprolattinemia), determina, oltre al deficit erettile, una riduzione della libido (riduzione del desiderio sessuale) e infertilità.

Cause farmacologiche. Circa il 25% delle disfunzioni erettili sono causate da una terapia farmacologica. Si tratta di psicofarmaci, terapie ormonali, antipertensivi (beta-bloccanti, diuretici), tranquillanti maggiori e sedativi ipnotici.

Cause chirurgiche e radioterapiche. Gli interventi chirurgici ma anche la radioterapia a livello della pelvi possono determinare una disfunzione erettile perché si possono creare delle lesioni nervose o vascolari.

Cause psicogene. Stress, depressione, problemi di coppia, fobie, inibizioni sessuali, paura di contrarre malattie e ansia da prestazione sono le cause più frequenti. Tutti questi fattori determinano un'iperattivazione del sistema nervoso simpatico che, a differenza del parasimpatico, entra in azione durante le emergenze (come nel caso dello stress) inibendo, tra le altre cose, anche l'eccitazione sessuale.

Condizioni predisponenti. Il fumo è la causa principale di disfunzione erettile: più sigarette si fumano al giorno e più aumenta il rischio di essere colpiti da disfunzione erettile. Va anche segnalato che l'associazione del fumo ad altri fattori di rischio moltiplica il rischio di sviluppare un deficit erettile. Per esempio, nei diabetici fumatori il rischio è maggiore che nei diabetici non fumatori. Altre condizioni predisponenti sono le bevande alcoliche, le droghe (tra cui soprattutto hashish, marijuana, morfina, eroina e cocaina) e l'obesità.

Diagnosi

 

 

Un'attenta e scrupolosa anamnesi è essenziale per capire le cause e indirizzare poi di conseguenza l'iter diagnostico.

Inizialmente è bene rivolgersi al proprio medico di base che saprà indicare con maggiore precisione lo specialista cui rivolgersi.

È necessario infatti parlare a fondo con il paziente riguardo le sue abitudini di vita (lavoro, ambiente familiare, abuso di alcol, uso di farmaci) ed evidenziando eventuali fattori di rischio per la disfunzione erettile, come il sovrappeso, l'uso di droghe, l'ipertensione, il diabete e il fumo.

È necessario quindi valutare attentamente le caratteristiche della turba erettile: se è primaria o secondaria, insorta gradualmente o all'improvviso, se c'è stata riduzione del desiderio sessuale o meno, se ci sono erezioni spontanee notturne o mattutine, se la disfunzione erettile è legata ad un partner particolare o no.

Questi aspetti possono essere studiati anche con l'aiuto di questionari specifici, come ad esempio il questionario IIEF (Indice Internazionale della Funzione Erettile).

Importante per l'inquadramento generale del problema è anche la valutazione obiettiva del paziente.

Bisogna esaminare se ci sono patologie genitali, incurvamenti, placche fibrose all'interno dei corpi cavernosi, ipoplasie testicolari, prostatiti croniche, ecc…tutti fattori che possono influenzare negativamente l'erezione.

Successivamente si indaga lo stato metabolico del paziente (mirato ad evidenziare un diabete latente, una disfunzione epatica o renale) e quello ormonale, dosando il testosterone, la prolattina, FSH (ormone follicolostimolante), LH (ormone luteinizzante) ed estradiolo.

Le indagini strumentali, invece, comprendono l'ecodoppler dinamico e basale dei vasi penieni (per studiare le alterazioni vascolari arteriose o venose), la ricerca dei potenziali sacrali evocati (per valutare l'integrità delle vie nervose implicate nella reazione di erezione) e la sensibilità cutanea peniena.

Un altro test utile per la diagnosi della disfunzione erettile è l'NPT, ovvero il test della tumescenza/rigidità notturna. Esso si avvale di uno strumento chiamato Rigiscan, che si applica al pene e consente di registrare le normali erezioni che avvengono durante la fase REM del sonno.

Terapia

A seconda della gravità e delle cause della disfunzione erettile sono disponibili molti trattamenti farmacologici (orali e iniettabili), cui si aggiungono diversi dispositivi meccanici, fino ad arrivare all'intervento chirurgico.

Per quanto riguarda la terapia farmacologica, essa si avvale della terapia ormonale (ovviamente riservata a quei pazienti che vedono come causa della loro impotenza lo squilibrio ormonale), dei farmaci antidepressivi o ansiolitici (nel caso in cui la causa sia psicologica), antiadrenergici, alfa-bloccanti, antiaggreganti piastrini e vasodilatatori periferici.

In alcuni casi infatti si può ricorrere all'iniezione intracavernosa di vasodilatatori in grado di produrre artificialmente un'erezione tale da consentire il rapporto.

Il farmaco prevalentemente usato è la prostaglandina PGE2 (più raramente la papaverina). Il vantaggio di tale metodica è che l'erezione avviene indipendentemente dalla causa che ho prodotto la disfunzione erettile, quindi ha un ottimo effetto sia nelle forme psichiche pure che nelle forme organiche (anche quelle derivanti da problemi vascolari).

Altro farmaco, molto conosciuto è il Sildenafil (il Viagra®), inibitore della fosfodiesterasi de cGMP, in grado di amplificare gli effetti miorilassanti dell'ossido nitrico sulla componente muscolare liscia dei corpi cavernosi.

La compressa di questo farmaco deve essere assunta possibilmente lontano dai pasti e, dopo circa 50 minuti, si possono notare gli effetti, che dureranno dalle 4 alle 6 ore. Va sottolineato il fatto, molto importante, che il Viagra® deve essere assolutamente prescritto da un medico, perché presenta delle controindicazioni. Non va infatti assolutamente preso da pazienti che hanno avuto un infarto cardiaco, da chi è affetto da retinite pigmentosa, o che stanno assumendo nitro-derivati.

Un altro farmaco analogo al Viagra è il Cialis®. Si consiglia l'assunzione di una compressa prima del rapporto, si può prendere in qualsiasi momento (anche lontano dai pasti) in quanto è efficace fino a 24 ore dopo l'assunzione.

Anche questo farmaco deve essere, come il Viagra®, necessariamente prescritto da un medico.

E' importante sottolineare come spesso si trovino farmaci del genere su internet.

Molti pazienti, per vergogna di recarsi dal medico a parlare di questi disturbi, acquistano compresse online da siti non controllati. È estremamente pericoloso questo genere di acquisti, sia perché non c'è una visita medica che dia il nulla osta all'assunzione, sia perché non sempre queste pasticche sono controllate, efficaci e contengono esattamente lo stesso principio attivo del farmaco venduto invece in farmacia.

Per quanto invece riguarda i mezzi meccanici, si può ricorrere all'uso del Vacuum, costituito da un cilindro nel quale, una volta introdotto il pene, si crea un vuoto pneumatico che richiama sangue nei corpi cavernosi. L'erezione così ottenuta è mantenuta mediante degli anelli in lattice posti alla base del pene.

Questa metodica è indicata soprattutto nei pazienti che non rispondono alla terapia farmacologica intracavernosa o che la rifiutano.

Per ultimo, quando nessun metodo né farmacologico, né meccanico funziona, si può ricorrere all'intervento chirurgico.

Si possono intraprendere interventi di rivascolarizzazione microchirugica delle arterie cavernose, oppure di legatura della vena dorsale profonda (nei casi in cui c'è fuga venosa, ovvero il sangue non rimane intrappolato nei corpi cavernosi).

Questi interventi però sono sempre meno effettuati in quanto non possiedono le garanzie di durata nel tempo. Si opta così, sempre più spesso, per la chirurgia protesica.

Esistono protesi peniene semirigide (due cilindri che mantengono il pene sempre in erezione ma posizionabile), le idrauliche bicomponenti (formate da due cilindri al cui interno c'è un serbatoio collegato ad una pompetta di gonfiaggio che viene inserita nello scroto) e le idrauliche tricomponenti (serbatoio inserito nel basso addome, due cilindri inseriti nei corpi cavernosi e una pompetta di comando che grazie a connessioni tra i vari componenti è in grado di riempire i cilindri fino a completa erezione e di svuotarli fino alla completa flaccidità).

Tali metodi protesici sono efficaci e in grado di risolvere la maggior parte dei problemi di erezione, ma necessitano che il paziente accetti la presenza di un corpo estraneo del pene e soprattutto l'irreversibilità della sua impotenza.

 

 

 

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