Disturbo ossessivo-compulsivo

Il disturbo ossessivo compulsivo (DOC) è caratterizzato dalla presenza costante di pensieri e paure (ossessioni) che portano ad eseguire comportamenti ripetitivi (compulsioni) e irragionevoli. Queste ossessioni e compulsioni arrivano ad interferire con le normali attività quotidiane causando un significativo disagio. Si può provare a ignorare o interrompere le ossessioni, ma questo potrebbe portare ad un aumento di angoscia e ansia, che per essere attenuate attivano una serie di atti compulsivi, innescando così un circolo vizioso. Un esempio di comportamento ossessivo compulsivo è la paura di essere contaminati dai germi che porta la persona a lavarsi le mani in continuazione, rendendole doloranti e screpolate.

Cause

Le cause del disturbo ossessivo compulsivo non sono del tutto chiare, le tre cause principali possono essere:

  • Biologica: il disturbo potrebbe essere causato da dei cambiamenti nelle naturali funzioni chimiche del cervello o del corpo.
  • Genetica: il DOC potrebbe avere una componente genetica, ma i geni specifici devono ancora essere identificati.
  • Ambientale: alcuni fattori ambientali ed esperienziali potrebbero essere la causa della malattia.

Fattori di rischio

I fattori che possono aumentare la possibilità di sviluppare o di innescare un disturbo ossessivo compulsivo includono:

  • Storia famigliare: avere genitori o altri membri della famiglia che soffrono del DOC può aumentare il rischio di svilupparlo.
  • Eventi di vita stressanti: se si hanno sperimentato eventi traumatici o stressanti. Per qualche ragione psicologica eventi estremi possono portare all’attivazione di pensieri invadenti, riti e stress emotivo che portano allo sviluppo del disturbo.
  • Altri disturbi: il DOC è spesso correlato ad altri disturbi di salute mentale, come i disturbi d'ansia, depressione e abuso di sostanze.

 

 

 

Sintomi

Disturbo ossessivo-compulsivo

Il disturbo ossessivo-compulsivo di solito comprende sia le ossessioni che le compulsioni, ma ci sono casi in cui è possibile avere solo sintomi di ossessione o solo sintomi di compulsione. Molto spesso la persona che ne soffre non si rende conto che i suoi comportamenti o i suoi pensieri sono eccessivi e irragionevoli, anche se tendono ad occupare una grande quantità di tempo e interferiscono con la normale ruotine.

I sintomi delle ossessioni sono generalmente pensieri sgraditi che si ripetono e immagini invadenti che causano disagio o ansia. Si potrebbe cercare di ignorarli mettendo in atto un comportamento compulsivo o un rituale. Queste ossessioni tipicamente si intromettono quando si sta pensando ad altro o si è concentrati su qualcosa che potrebbe non c’entrare nulla.

Le ossessioni hanno spesso temi ricorrenti, quali:

  • paura di contaminazione o sporcizia (per esempio non voler entrare in contatto con oggetti che altri hanno toccato o paura nel stringere la mano ad una persona);
  • ossessione per l’ordine e l’asimmetria spaziale (provare un forte stress se gli oggetti non sono in ordine in una stanza);
  • pensieri aggressivi verso se stessi o gli altri (paura di agire in modo inappropriato);
  • pensieri indesiderati su temi sessuali o religiosi (immagini sessuali ricorrenti).

I sintomi delle compulsioni riguardano comportamenti ripetitivi che non si possono far a meno di mettere in atto, perché hanno lo scopo di prevenire o ridurre l'ansia incontrollabile che accada qualcosa di spiacevole. Ossessioni e compulsioni sono spesso legate e sostenute le uno dalle altre.

Come le ossessioni, anche le compulsioni hanno generalmente dei temi, come ad esempio:

  • lavaggio e pulizia eccessivi (lavaggio delle mani fino a quando la pelle si arrossa);
  • continua verifica e controllo (per esempio controllare in continuazione che le porte siano chiuse);
  • conteggio o ripetizione di qualcosa (dire una preghiera sotto voce);
  • ordine (organizzare gli oggetti sempre nella stessa maniera);
  • rigida routine.

Diagnosi

 

 

La prassi per individuare le persone che soffrono di DOC solitamente include:

  • Esame fisico: per escludere altri tipi di problemi che potrebbero causare i sintomi.
  • Prove di laboratorio: questi possono includere, ad esempio, un esame emocromocitometrico completo, un controllo della funzione tiroidea e lo screening per escludere l’abuso di alcol e droghe.
  • Valutazione psicologica: significa discutere con uno psicologo o uno psichiatra dei pensieri, dei sentimenti, dei sintomi e dei modelli di comportamento che vengono messi in atto. Con il permesso del paziente, a volte, è utile che il medico si confronti con la famiglia e gli amici.

I criteri diagnostici per disturbo ossessivo compulsivo fanno riferimento alle linea guida del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5), pubblicato dalla American Psychiatric Association.

In alcuni casi è difficile diagnosticare il disturbo ossessivo compulsivo, perché i sintomi possono essere simili a quelli di un disturbo di personalità, ad un disturbo d'ansia, di depressione, di schizofrenia o di altri disturbi di salute mentale.

Trattamento

Il trattamento del disturbo ossessivo compulsivo, purtroppo, non porta alla sua scomparsa permanente, ma può contribuire a ridurre notevolmente i sintomi, cosi da tenerli sotto controllo e non lasciare che invadano la vita quotidiana. Alcune persone necessitano di trattamento per il resto della loro vita.

I due principali trattamenti per il DOC sono la psicoterapia e i farmaci, spesso, il trattamento più efficace è la combinazione tra essi.

La psicoterapia elettiva per questo tipo di disturbo è la terapia cognitivo-comportamentale (CBT). Una tecnica molto efficace di questa terapia è “l’esposizione di prevenzione e di risposta”, questa tecnica consiste nell’esporre gradualmente il paziente ad un oggetto o ad un ossessione temuta, come la sporcizia, e insegnarli modi sani di affrontare l’ansia. La terapia può avvenire in sessioni individuali, familiari o di gruppo.

I farmaci più comuni che possono contribuire a controllare le ossessioni e compulsioni di DOC sono gli antidepressivi, tra questi:

  • clomipramine (Anafranil);
  • fluoxetina (Prozac);
  • fluvoxamina;
  • paroxetina (Paxil, Pexeva);
  • sertralina (Zoloft).

Nella scelta dei farmaci ci sono alcune questioni che è bene discutere con il proprio medico. In generale, l'obiettivo, quando si sceglie un farmaco, è quello di controllare efficacemente i sintomi al dosaggio più basso possibile. Non è insolito procedere per prove ed errori prima di trovare il farmaco che funzioni meglio, ma questa fase potrebbe richiedere settimane o mesi, perché il miglioramento dei sintomi non si nota immediatamente.

Un’altra questione da affrontare è quella degli effetti collaterali, poiché tutti i farmaci psichiatrici hanno potenziali effetti collaterali. I bambini, gli adolescenti e i giovani-adulti sotto i 25 anni possono avere un aumento di pensieri o comportamenti suicidi durante l'assunzione di antidepressivi, soprattutto nelle prime settimane di assunzione o di cambiamento del dosaggio. L’effetto degli antidepressivi a lungo termine è comunque efficace, perché il suo effetto principale è quello di migliorare l’umore. Bisogna prestare attenzione anche all’interazione con altre sostanze, come altri farmaci, perché potrebbero causare reazioni pericolose. Un’ultima questione da accennare è la sospensione o l’interruzione improvvisa di questi farmaci: gli antidepressivi solitamente non portano assuefazione o dipendenza mentale, ma piuttosto dipendenza fisica. Smettere di prenderli senza il consenso del medico può portare ad una ricaduta del disturbo ossessivo-compulsivo.

 

 

 

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