Ittero neonatale

L'ittero si manifesta con la colorazione giallastra della cute e delle sclere (la parte bianca dell'occhio) causata dall'iperbilirubinemia, ovvero quando il tasso di bilirubina nel sangue supera i 4-5 mg/dl.

L'ittero è sempre manifestazione di una disfunzione organica, ma nel caso dell'ittero neonatale può anche essere fisiologico.

I 2/3 dei neonati a termine, infatti, sono itterici senza tuttavia avere necessariamente alcuna patologia.

I loro livelli di bilirubina indiretta (quindi non coniugata) non superano solitamente 12-13 mg/dl e compare ittero in 2-3° giornata di vita, mai nel primo giorno.

Si presenta con cute e sclere marcatamente gialle e scompare spontaneamente verso il 7°-10° giorno di vita.

Patogenesi

Viene definito ittero fisiologico perché deriva da fattori che possono appunto considerarsi normali nel neonato: poliglobulia (incremento dei globuli rossi), immaturità epatica e assenza della flora batterica intestinale.

Il feto nell'utero vive in sostanza in una condizione di ipossia (ovvero di carenza di ossigeno) e per ossigenare maggiormente i tessuti del suo organismo, viene stimolato il midollo osseo a produrre un maggior numero di globuli rossi (5-5,5 milioni di eritrociti) e questo fenomeno viene definito poliglobulia.

Quando tuttavia il bambino nasce e inizia a respirare, l'ossigeno nel suo sangue aumenta e la poliglobulia fetale non serve più. Per questo i globuli rossi in eccesso vengono distrutti (emolisi), la bilirubina si accumula nel sangue (iperbilirubinemia) e successivamente nei tessuti (ittero) perché il fegato, ancora immaturo, non riesce a smaltirla.

 

 

A cioè si aggiunge il fatto che l'intestino del neonato è sostanzialmente sterile, non ancora colonizzato dai batteri che normalmente risiedono in quest'organo, e quindi la quota di bilirubina coniugata riversata in duodeno non viene trasformata in sterco e urobilinogeno e quindi è maggiore il ricircolo entero-epatico.

Nel prematuro, il discorso cambia in quanto è possibile che vengano raggiunti livelli di bilirubina indiretta maggiori di 15 mg/dl, che rappresenta il valore soglia per un'eventuale tossicità a livello neurologico (nel neonato a termine questo valore soglia si aggira intorno ai 20 mg/dl) in quanto il fegato è più immaturo rispetto a quello di un neonato a termine.

Il fatto che la bilirubina indiretta sia liposolubile, fa sì che riesca a penetrare nelle cellule nervose dei nuclei della base all'interno dell'encefalo danneggiandoli irreversibilmente. Questo grave fenomeno viene chiamato ittero nucleare, o kernicterus, e si manifesta con ipotonia, indebolimento o assenza del riflesso di Moro e di quello della suzione, spasticità, opistotono e convulsioni tonico-cloniche. Nelle forme gravi, i neonati muoiono mentre in quelli che sopravvivono si evidenzia una compromissione cerebrale importante, con ritardo mentale, di linguaggio, uditivo, dei movimenti oculari, convulsioni, movimenti coreo-atetosici.

Ittero neonatale

Diagnosi

La diagnosi solitamente è clinica, in quanto l'ittero è appunto visibile quando la bilirubinemia è circa 4-5 mg/dl.

Tuttavia, bisogna escludere comunque che ci siano delle patologie alla base dell'ittero nel neonato e quindi si effettua un'accurata anamnesi, l'esame obiettivo e si effettuano: il test di Coombs diretto, l'emocromo con l'ematocrito e la conta dei reticolociti, la bilirubinemia totale e diretta e la determinazione del gruppo sanguigno nel bambino.

Profilassi

Per ridurre l'incidenza e la gravità dell'iperbilirubinemia si consiglia un'alimentazione precoce e frequente perché aumenta la motilità del tratto gastroenterico e di conseguenza la frequenza delle evacuazioni, riducendo il circolo enteroepatico della bilirubina.

Terapia

Come detto in precedenza, l'ittero fisiologico del neonato a termine non prevede terapia in quanto si risolve spontaneamente dopo 7-10 giorni, quando il fegato matura e l'emolisi dei globuli rossi cessa.

Nel neonato immaturo, invece, se si prospetta la possibilità dell'ittero nucleare, si effettua la fototerapia, cioè si mette il bambino nudo e con gli occhi bendati sotto una lampada bianca o blu. Questa tecnica permette la formazione di alcuni isomeri della bilirubina a livello della cute e del sottocute. Questi sono più idrosolubili e quindi vengono più facilmente eliminati dal fegato. La fototerapia è controindicata in caso di occlusione intestinale o ostruzione delle vie biliari.

Nei casi più gravi o nei quali la fototerapia non dovesse bastare si ricorre alla exsanguinotrasfusione, si posiziona cioè un catetere nella vena ombelicale e si effettuano delle trasfusioni ematiche in sequenza per ricambiare in pratica il sangue del bambino.

Per valutare il livello di bilirubina (in mg/ dl) al quale è indicata l'exsanguinotrasfusione nei neonati pretermine, si applica questa semplice formula: peso in grammi diviso 100. Per esempio, un neonato di 1000 g di peso sarà sottoposto ad exsanguinotrasfusione quando i livelli di bilirubina raggiungono i 10 mg/ dl. È raro dover eseguire un'exsanguinotrasfusione se la bilirubinemia totale è < 10 mg/dl.

 

- Consiglia questo articolo su Google

 

 

 

Ultimi articoli sezione: Salute


Distrofia di Duchenne

La distrofia muscolare di Duchenne (DMD) è il tipo più comune di distrofia ed è causata da un difetto del gene che dovrebbe mantenere i muscoli sani e fa parte quindi delle malattie genetiche ereditarie.


Drepanocitosi

La drepanocitosi, o anemia falciforme, è una forma ereditaria di anemia, una condizione per la quale non vi è un numero sufficiente di globuli rossi sani nel sangue.


Coccigodinia

La coccigodinia, o dolore al coccige, è un’infiammazione che si verifica intorno al coccige, ovvero la struttura ossea che si trova nella parte inferiore della colonna vertebrale.


Cistinuria

La cistinuria è una malattia ereditaria che provoca la formazione di calcoli, prodotti a causa dell’incapacità dei reni di riassorbire la cistina.

 


Claudicatio intermittens

La condizione chiamata “claudicatio intermittens” si riferisce ad un dolore, che interessa nella maggior parte dei casi gli arti inferiori.


Cisti dermoide

Una cisti dermoide è un tumore benigno, detto anche teratoma, che si sviluppa prevalentemente nelle ovaie.


Cisti di Bartolini

Le ghiandole di Bartolini sono due piccole ghiandole dell’apparto femminile esterno, situate su ciascun lato dell'apertura vaginale.


Distrofie muscolari

Le distrofie muscolari sono malattie geneticamente determinate che portano alla degenerazione e la distruzione delle cellule muscolari.

Accedi ai servizi gratuiti

Se sei già registrato, clicca qui per accedere ai servizi gratuiti:

  • Database Alimenti
  • Calcola Ricetta
  • Slot Machine

Altrimenti, clicca qui per registrarti gratuitamente.