Malattia di Lyme

La malattia di Lyme è un'infezione multisistemica che colpisce principalmente la cute, le grandi articolazioni, il cuore e il sistema nervoso centrale (SNC).

Viene definita anche borelliosi di Lyme perché causata, più frequentemente, dalla Borrelia Burgdorferi, trasmessa tramite il morso di una zecca del genere Ixodes.

Epidemiologia

La diffusione della malattia è legata a quella del vettore, ovvero la zecca. In Europa si calcola che circa il 10-20% delle zecche sono infettate dalla Borrelia, e quindi risulta essere una malattia abbastanza frequente soprattutto nei paesi dell’Est Europa, oltre che Germania, Francia, Svizzera, Italia, Austria, Svezia e Danimarca.

Presentazione clinica

I primi casi identificati furono definiti come artrite di Lyme, poiché la manifestazione predominante era appunto l'artrite, ma poi, successivamente è stato chiarito l'aspetto sistemico della malattia che è stata quindi ribattezzata malattia di Lyme.

Dopo il morso della zecca infetta, le Borrelie, penetrate attraverso la cute, possono fermarsi a questo livello dando quindi manifestazioni cutanee isolate, oppure possono diffondere per via ematica negli altri organi. Il periodo di incubazione della malattia si aggira dai 3 ai 15 giorni (in alcuni casi si può anche arrivare a 1 mese).

L'evoluzione naturale della malattia è suddivisibile in 3 stadi con interessamento progressivo della cute, del SNC, dell'apparato cardiaco e di quello osteoarticolare.

Il primo stadio è caratterizzato dalla localizzazione cutanea della malattia, per cui compare con maggiore frequenza l'eritema cronico migrante (ECM).

 

 

 

L'eritema cronico migrante è caratterizzato dalla comparsa, nella sede del morso della zecca, di una piccola papula eritematosa (rossa) che si sviluppa in 7-30 giorni. La lesione si accresce lentamente lasciando una zona di risparmio centrale e assumendo un aspetto anulare con i bordi lievemente rilevati. Questa lesione può accrescersi sino a raggiungere i 16-20 cm di diametro e quindi, in un tempo variabile di alcune settimane, recede. Si localizza principalmente alla fossa poplitea (dietro il ginocchio), all'inguine o al tronco.

Spesso l'eritema cronico migrante si accompagna a sintomi sistemici come febbricola, stanchezza (astenia), artromialgie, cefalea e malessere generale.

In questa fase le Borrelie compaiono solo nella biopsia cutanea, la risposta anticorpale dell'organismo infettato è scarsa e non ancora evidenziabile.

Un'altra manifestazione cutanea della malattia di Lyme può essere rappresentata dal linfocitoma da Borrelia, ovvero un nodulo isolato rosso-bluastro generalmente a livello del lobo auricolare o in sede areolare. È una forma di pseudo-linfoma caratterizzato da un'infiltrazione di linfociti B policlonali.

Il secondo stadio viene anche definito infezione disseminata, in quanto le Borrelie possono diffondersi per via ematica e dare quindi manifestazioni a livello sistemico.

Malattia di Lyme

Dopo alcune settimane (o mesi) dal morso possono manifestarsi, nel 15% dei casi circa, meningiti a liquor limpido, encefalopatie di lieve gravità, neuriti (soprattutto del nervo faciale) che tuttavia si risolvono dopo qualche mese. A livello del cuore, nell'8% dei casi, possono comparire pericarditi, miocarditi, aritmie e blocco atrio-ventricolare 1°grado (BAV) che si risolvono generalmente dopo alcune settimane ma possono recidivare, mentre a livello delle articolazioni si verifica una mono o oliogoartrite migrante (colpito soprattutto il ginocchio) solitamente simmetrica e accompagnata da intensa stanchezza e dolore muscolare.

 

 

Il terzo stadio della malattia di Lyme è quello dell'infezione persistente. Il 60% dei pazienti che non vengono curati sviluppano a distanza di tempo (da alcune settimane a 2 anni dalla comparsa dell'eritema cronico migrante) artriti croniche con danno alle cartilagini articolari o l'acrodermatite cronica atrofizzante (ACA), una dermatosi infiammatoria che successivamente esita in un'atrofia della cute e del grasso sottocutaneo che rende maggiormente visibile le strutture vascolari sottostanti. La cute infatti appare sottile e trasparente.

Diagnosi

Ci si basa sul quadro clinico correlato con l'eventuale riferimento del morso di una zecca. All'esame obiettivo si osserva se c'è la comparsa dell’ECM, della cefalea o la paralisi del nervo faciale. Inoltre si possono effettuare delle analisi del sangue, che evidenziano un aumento della VES, delle transaminasi (AST e ALT) e dell'LDH, una neutrofilia accompagnata a volte da una lieve anemia.

Gli studi sierologici (ricerca di IgG e IgM) possono essere effettuati solo dopo 3-4 settimane dalla manifestazione iniziale (70-80% di positività) quando la quantità di anticorpi anti-Borrelia è sufficientemente elevata.

Un'alternativa è rappresentata dalla biopsia con rilevazione, mediante PCR, del genoma della Borrelia. Questo esame si usa però solamente nei casi in cui la presentazione dell'eritema cronico migrante o dello pseudo-linfoma non sono classici.

Terapia

Si tende inizialmente a praticare una terapia ex adiuvantibus empirica, quella cioè che si pensa possa risolvere la sintomatologia.

Per le forme esclusivamente cutanee si somministra quindi doxiciclina (o eritromicina) o amoxicillina e acido clavulanico per 8 giorni, stessa terapia per 1 mese nelle forme disseminate (2° stadio) e fino a 2 mesi per le forme artciolari.

Nelle forme con interessamento neurologico, cardiaco e articolare cronico (3° stadio), si utilizza ceftriaxone o cefotaxime endovena per 30 giorni (anche 60 giorni nelle forme articolari).

 

 

 

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