Russare o russamento

Il russare durante il sonno, in termini medici, prende il nome di roncopatia.

È una patologia frequentissima nella popolazione generale, si stima infatti che siano più di 7 milioni le persone tra i 40 e i 60 anni che russano e a queste si devono aggiungere anche bambini e giovani.

Cause del russare

Il russamento può essere saltuario o abituale.

Il russamento saltuario colpisce addirittura il 50% degli uomini e il 30% delle donne, ed è dovuto principalmente a cause transitorie, come un raffreddore che ostruisce le vie aeree superiori, un pasto serale troppo abbondante, oppure una forte stanchezza, un'abbondante ingestione di alcolici o un'abbondante assunzione di sonniferi, ansiolitici, ecc.

Il russamento abituale, invece, vede ben altre cause nella sua genesi. Si stima che siano circa il 25% degli uomini e il 15% delle donne quelli che ogni notte russano e rendono così il sonno difficile al proprio partner. Le cause di questo russare cronico sono da ricercare principalmente in problemi anatomici delle alte vie respiratorie. Il russare abitualmente segnala infatti solitamente una difficoltà nella respirazione.

L'aria che viene inspirata fa fatica a passare attraverso le vie aeree superiori, come il naso e la gola, e crea quindi un flusso turbolento che fa vibrare i tessuti molli della gola, il palato molle, l'ugola, la base della lingua ecc.

Le cause del restringimento delle vie aeree superiori che creano questa difficoltà di flusso inspiratorio possono essere moltissime, le principali sono: deviazione del setto nasale ipertrofia dei turbinati nasali ipertrofia della base della lingua ipertrofia delle tonsille palatine polipi nasali eccessiva lunghezza del palato molle e dell'ugola.

C'è da sottolineare il fatto che, almeno all'inizio, il russamento è molto più frequente se il soggetto dorme in posizione supina, ovvero a pancia in su. In questa posizione, infatti, si ha l'ulteriore riduzione dello spazio respiratorio a causa della caduta indietro della base della lingua e inoltre è una posizione che aumenta fisiologicamente l'ipertrofia dei turbinati nasali.

 

 

 

Fattori predisponenti il russamento

Russare

Esistono alcuni fattori che possono predisporre una persona a russare.

Sicuramente gli uomini russano più delle donne e questo si pensa possa dipendere da fattori ormonali. Si è infatti visto che gli uomini, soprattutto più giovani, russano più di quelli anziani e si è pensato potesse dipendere dai più alti livelli di androgeni. Le donne, invece, tendono a russare di più dopo la menopausa, in accordo con la caduta dei livelli di estrogeni che avviene in questo periodo. In ogni caso, le donne russano meno degli uomini in qualsiasi periodo della loro vita.

Altro fattore importantissimo è il peso corporeo. Le persone obese hanno un collo di circonferenza maggiore perché il grasso si deposita soprattutto lungo le pareti della faringe restringendo così lo spazio respiratorio e predisponendo il soggetto a russare. Si considerano a rischio i soggetti con taglia del collo superiore a 42. Per valutare il proprio peso corporeo e il proprio peso forma, esiste una semplice formula matematica che mette in relazione il peso con l'altezza della persona. Si chiama BMI (Body Mass Index) o IMC (Indice di Massa Corporea).

Per il calcolo del peso ideale rimandiamo all'articolo del sito sul peso forma.

Altri fattori di rischio sono il fumo (provoca irritazione delle mucose respiratorie, con gonfiore e quindi restringimento di esse), l'uso di alcol o farmaci sedativo-ipnotici (ovvero sonniferi o ansiolitici). Entrambi questi fattori riducono il tono della muscolatura delle vie aeree superiori e predispongono i tessuti molli a vibrare maggiormente e collassare più facilmente, favorendo così l'insorgenza delle apnee nel sonno (vedi dopo). Anche una mandibola più piccola del normale o in posizione più arretrata può favorire la roncopatia, così come il reflusso gastro-esofageo.

Perché si dà così importanza al russare?

Sicuramente, il primo problema che il russare ci mette di fronte è il disturbo che si arreca alla persona che condivide con il soggetto in questione il letto. Ma oltre a questo problema di "convivenza" ne esistono altri ben più gravi che dobbiamo mettere sotto la lente di ingrandimento.

Infatti, almeno il 20-30% dei soggetti che russano abitualmente va incontro, ogni notte, a numerosi episodi di apnee ostruttive. In pratica, in maniera transitoria, in questi soggetti si assiste a un vero e proprio arresto respiratorio che può ripercuotersi in maniera grave sulla vita quotidiana oltre che sulla qualità del sonno. Vediamo nel dettaglio in cosa consiste questa vera e propria patologia.

Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS)

Per sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS) si intende un complesso di segni e sintomi riconducibili episodi di arresto o netta riduzione del flusso aereo oronasale, determinato dall'occlusione meccanica delle vie aeree superiori. Tale occlusione può essere totale o parziale ma determina una riduzione della saturazione del sangue, quindi il sangue risulta meno ossigenato. Questi episodi possono ricorrere con frequenza variabile nell'arco del sonno del soggetto.

Chi è colpito da OSAS?

 

 

Patologia piuttosto frequente, colpisce il 2% delle donne e il 4% degli uomini ed è sempre più frequentemente riscontrata nei bambini e negli adolescenti in relazione al numero sempre maggiore di soggetti obesi.

Colpisce soprattutto le persone fumatrici, chi fa uso di alcol o farmaci sedativo-ipnotici la sera, chi è in sovrappeso. Sostanzialmente vede coinvolti esattamente gli stessi soggetti affetti da roncopatia.

Sintomi dell'OSAS

I sintomi principali sono: cefalea al risveglio, xerostomia (secchezza della bocca), astenia (stanchezza), irascibilità o depressione, riduzione delle prestazioni psicofisiche durante la giornata, sonnolenza eccessiva diurna, difficoltà a concentrarsi, difficoltà a rimanere svegli durante la lettura del giornale o la visione di un film.

Chi dorme con il soggetto affetto da OSAS riferisce spesso episodi di russamento (roncopatia), ricorrenti transitorie interruzioni o alterazioni del ritmo respiratorio, cioè delle apnee. Il paziente infatti riferisce frequenti risvegli notturni in concomitanza delle apnee, riferiti come una sensazione di "fame d'aria". Questi pazienti possono andare incontro a molte apnee nell'arco della notte, a volte si va da 5 a 30 ogni ora, per arrivare a sfiorare le 1000 apnee durante la durata del sonno!

Cause e conseguenze dell'OSAS

Le cause delle apnee ostruttive nel sonno solo sostanzialmente le stesse viste per il russamento, in quanto le apnee ne sono la diretta conseguenza. Sono però da sottolineare le conseguenze a lungo termine che queste apnee provocano, in particolare l'ipertensione arteriosa, aritmie cardiache, aumento del rischio di eventi cardiovascolari (aumento di 30 volte il rischio di infarto del miocardio) e cerebrovascolari (aumento di circa 2 volte il rischio di ictus), e un decadimento cognitivo, a carico soprattutto della memoria e dell'attenzione, dovuto alla riduzione dell'apporto di ossigeno al cervello dovuto alla cattiva ossigenazione del sangue.

Inoltre i pazienti che soffrono di questi problemi, a causa dell'eccessiva sonnolenza diurna, hanno un elevatissimo rischio di incorrere in incidenti automobilistici e incidenti sul lavoro.

È stato calcolato che i "colpi di sonno" alla guida aumentano di oltre 7 volte nei roncopatici rispetto ai soggetti che dormono normalmente.

Diagnosi di OSAS

La diagnosi di questa malattia segue diversi momenti. Si inizia sicuramente con un'anamnesi approfondita. Il paziente viene interrogato dal medico riguardo le sue abitudini di vita, i suoi sintomi, le sue sensazioni durante il giorno in modo da capire se si possa trattare di OSAS. Sarebbe utile, che il paziente andasse a questa visita accompagnato da chi, durante la notte, può avvertire il suo russare e le apnee. Oltre all'anamnesi, si deve valutare la situazione otorinolaringoiatra del paziente, esaminando quindi il palato, l'ugola, il setto nasale, i turbinati, eventualmente si può anche fare una laringoscopia.

Utile è anche la rinomanometria, esame che permette di misurare la pressione e il flusso di aria che viene inspirata ed espirata dal paziente per via nasale. Questo esame va effettuato sia in posizione eretta, in piedi, che in posizione supina e laterale.

Nei casi dubbi, si può ricorrere alla polisonnografia, esame effettuato di notte che consiste nel registrare in maniera continua durante il sonno parametri come il flusso respiratorio nasale, l'attività cerebrale, la saturazione dell'ossigeno nel sangue, i movimenti respiratori del torace e dell'addome, l'elettrocardiogramma e l'intensità dei suoni emessi dal paziente. È un esame utilissimo e soprattutto non invasivo, può essere addirittura eseguito a casa del paziente oppure nei centri specializzati in malattie del sonno.

Classificazione delle apnee

In base al monitoraggio cardio-respiratorio effettuato durante il sonno del paziente, le apnee possono esser distinte in 3 diversi tipi.

1. Ostruttive, durano almeno 10 secondi e il flusso aereo si blocca totalmente, con mantenimento delle escursioni toraciche e addominali.

2. Centrali, si ha un arresto contemporaneo sia dei movimenti toracici e addominali che del flusso aereo con successiva ripresa simultanea.

3. Miste, solitamente iniziano come centrali ma si evolvono come le ostruttive, cioè con la ripresa dei movimenti toracici prima della ricomparsa del flusso aereo.

Terapia

La terapia delle OSAS prevede inizialmente dei semplici accorgimenti, che valgono molto però in termini di salute. Due cose molto importanti, infatti, sono smettere di fumare e dimagrire! Si è visto infatti che moltissimi pazienti, solo mettendo in pratica questi due accorgimenti risolvono il loro problema.

Altri accorgimenti sono non bere alcol la sera, non fare uso di farmaci sedativo-ipnotici e non fare cene troppo pesanti ad abbondanti. Inoltre è consigliabile sempre aspettare almeno 2 ore dopo la cena prima di coricarsi per favorire la digestione e non dormire con la cena sullo stomaco.

Inoltre il paziente potrebbe abituarsi a dormire in posizione semiseduta e il cuscino dovrebbe essere alto almeno 10 cm, in quanto i cuscini troppo bassi ostacolano la respirazione. Per non dormire a pancia in su, visto che è una posizione, come abbiamo già detto in precedenza, che predispone il paziente a russare e ad andare in apnea, un accorgimento utile potrebbe essere quello di cucire sul dorso della giacca del pigiama una tasca in cui si inserisce una pallina da tennis. In questo modo, quando il soggetto, dormendo, si gira sulla schiena, la pallina lo costringe a cambiare posizione senza tuttavia svegliarlo.

Se invece i problemi sono legati a problemi per esempio della mandibola, esistono apparecchi ortodontici che riposizionano la mandibola spostando in avanti la lingua per evitare che ostruisca la via aerea provocando quindi le apnee.

A volte si può provare anche con degli spray nasali decongestionanti, se il problema risulta essere a livello nasale. Non va però mai dimenticato che questi spray a lungo andare possono dare seri effetti collaterali, in quanto si tratta di farmaci vasocostrittori che possono influire sulla pressione arteriosa aumentandola.

Altra terapia che può essere utilizzata, soprattutto nelle apnee gravi e ricorrenti, è il ricorso a un ventilatore a pressione positiva continua (CPAP) in grado di garantire la pervietà delle vie aeree superiori grazie a un flusso d'aria che viene erogato attraverso una maschera nasale. Questa pressione positiva previene il collasso dei tessuti molli delle vie aeree permettendo quindi al paziente di respirare anche durante il sonno senza andare in apnea. Il costo della CPAP è molto elevato, ma questa apparecchiatura si può ottenere attraverso l'ASL se viene richiesta da uno specialista di un centro del sonno qualificato. Molti pazienti però non riescono bene a tollerarla, almeno all'inizio, in quanto giudicano fastidioso dormire con una maschera sul naso. In alcuni casi selezionati, ovviamente si può ricorrere ad interventi di chirurgia atti a ripristinare la corretta anatomia in caso di difetti come il setto nasale deviato o l'ipertrofia dei turbinati (setto plastica, turbinectomia, avanzamento mandibolare...).

La scala di Epworth

La scala di Epworth è un questionario che il paziente può compilare in maniera autonoma e misura la gravità della sonnolenza diurna. È un test utile per aiutare la diagnosi dei disturbi del sonno. Il paziente deve leggere le 8 diverse situazioni della vita quotidiana, attribuire ad ognuna un punteggio da 0 a 3 in base alla probabilità che ha di addormentarsi e infine sommare i numeri ottenuti.

I punteggi da 0 a 3 vanno attribuiti in base a:

  1. 0 = non mi addormento mai
  2. 1 = ho qualche probabilità di addormentarmi
  3. 2 = ho una discreta probabilità di addormentarmi
  4. ho un'alta probabilità di addormentarmi

Le situazioni della vita quotidiana cui attribuire il punteggio sono queste:

  1. Seduto mentre leggo
  2. Guardando la TV
  3. Seduto, inattivo in un luogo pubblico (a teatro, ad una conferenza)
  4. Passeggero in automobile, per un'ora senza sosta
  5. Sdraiato per riposare nel pomeriggio, quando ne ho l'occasione
  6. Seduto mentre parlo con qualcuno
  7. Seduto tranquillamente dopo pranzo, senza avere bevuto alcoolici
  8. In automobile, fermo per pochi minuti nel traffico

I risultati vanno così interpretati: 0-10 Normale 10-15 Lieve 15-30 Media 30 Grave I risultati superiori a 10 indicano una sonnolenza diurna eccessiva, di vario grado a seconda del punteggio ottenuto.

 

 

 

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