Shock ipovolemico

Per shock ipovolemico si indica una condizione nella quale si perde più di un quinto del contenuto ematico presente nel corpo, cioè più di un litro di sangue. Lo shock avviene anche quando vengono persi altri liquidi essenziali per l'organismo, come per esempio l'acqua. Lo shock ipovolemico, è una condizione pericolosa per la vita e richiede cure mediche immediate, perché, questa perdita di liquidi, impedisce al cuore di pompare la giusta quantità di sangue a tutto il corpo. Lo shock ipovolemico può portare ad una insufficiente irrorazione degli organi, i quali possono danneggiarsi.

Cause e fattori di rischio

Lo shock ipovolemico è il risultato di una perdita eccessiva di sangue o di altri liquidi all'interno del corpo e può verificarsi a causa di:  

Il sangue trasporta l'ossigeno e altre sostanze essenziali per gli organi e i tessuti del corpo; quando si verifica un'emorragia grave, la quantità ematica in circolo non è sufficiente affinché il cuore riesca a pomparla a tutti gli organi dell'organismo. Il corpo perde più sangue di quanto possa produrne e, non riuscendo a sostituire la quantità di sangue persa, gli organi iniziano a soffrire e la pressione sanguigna precipita. Altri casi per i quali può verificarsi un'emorragia sono in caso di:

  • sanguinamento da tagli o ferite gravi;
  • sanguinamento da lesioni traumatiche (es. incidenti);
  • emorragie interne di organi addominali;
  • rottura di una gravidanza ectopica;
  • sanguinamento dal tubo digerente;
  • significativo sanguinamento vaginale.

 

 

Non esistono precisi fattori di rischio per questa condizione, ma le persone che rischiano maggiormente la vita, nel caso dovesse verificarsi un'emorragia, sono i bambini e gli anziani.

Sintomi

I sintomi di shock ipovolemico variano in base alla gravità del danno e alla quantità di perdita del fluido o di sangue. In genere i sintomi di shock risultano essere pericolosi per la vita e hanno bisogno di cure mediche urgenti. Inizialmente le manifestazioni cliniche di un'emorragia interna possono essere difficili da riconoscere, questo perché il corpo adotta dei meccanismi di compenso che sopperiscono le iniziali perdite ematiche. Alcuni sintomi denotano una maggiore severità e sono maggiormente a rischio per la vita di una persona rispetto ad altri. I sintomi lievi possono includere:

I sintomo gravi, che indicano uno stato d'emergenza e richiedono attenzioni mediche immediate, includono:

Shock ipovolemico
  • corpo freddo;
  • pelle umida;
  • pelle pallida;
  • respirazione rapida;
  • frequenza cardiaca aumentata;
  • poca o nessuna produzione di urina;
  • confusione;
  • debolezza;
  • polso debole;
  • labbra e unghie blu;
  • vertigini;
  • perdita di conoscenza.

Mentre una ferita esterna è facilmente visibile, un'emorragia interna non lo è, i segni e i sintomi di emorragie interne includono:

  • dolore addominale;
  • sangue nelle feci;
  • feci nere e catramosi (melena);
  • sangue nelle urine;
  • vomito di sangue;
  • dolore al petto;
  • gonfiore addominale.

Complicazioni

La mancanza di sangue e fluidi nel corpo può portare alle seguenti complicazioni:

  • danni agli organi, come ai reni o al cervello;
  • gangrena delle braccia o delle gambe;
  • infarto miocardico.

Diagnosi

I sintomi tendono a presentarsi quando già si sta sperimentando una condizione di shock, ma ci possono essere dei segnali che permettono di anticipare la condizione più grave. Con un esame fisico si possono rivelare i primi segni di shock, come la pressione sanguigna bassa e il battito cardiaco accelerato. La persona apparirà già confusa e poco reattiva alle domande del medico. Un sanguinamento esterno è immediatamente riconoscibile, ma le emorragie interne a volte non mostrano segni precoci.  Si possono provare a effettuare i seguenti test:

  • esame del sangue, per verificare la presenza di squilibri elettrolitici, la funzione epatica e dei reni;
  • TAC o ecografia per visualizzare gli organi interni;
  • Ecocardiogramma (ecografia del cuore);
  • elettrocardiogramma, per valutare il ritmo cardiaco;
  • endoscopia, per esaminare l'esofago e altri organi gastrointestinali;
  • cateterismo cardiaco, per verificare in quale misura il cuore stia pompando;
  • catetere urinario, per misurare la quantità di urina nella vescica.

Terapia

Essendo una condizione molto pericolosa per la vita, lo shock ipovolemico, necessita di cure immediate, quindi è consigliabile recarsi al pronto soccorso. Fino a quando i soccorsi non sono arrivati si possono mettere in atto i seguenti comportamenti di primo soccorso:

  • sollevare i piedi della persona;
  • evitare di spostare la persona;
  • tenere la persona al caldo, per evitare l'ipotermia;
  • non somministrare fluidi per via orale;
  • non sollevare la testa;
  • rimuovere lo sporco visibile o detriti dal luogo di ferita;
  • non rimuovere grossi pezzi di vetro o armi come, coltelli, bastoni, dalla ferita;
  • legare intorno al luogo della ferita uno straccio, una cravatta, una maglietta, per ridurre al minimo la perdita di sangue o applicare pressione sulla zona.

Una volta ricoverata in ospedale, la persona con shock ipovolemico, potrà ricevere i fluidi o emoderivati per via endovenosa, al fine di compensare la perdita di sangue e supportare la circolazione sanguigna. Il fine del trattamento è quello di controllare la perdita di liquidi e di sangue, e stabilizzare il danno che lo shock può aver causato. Altri trattamenti includono:

  • trasfusione di plasma sanguigno;
  • trasfusione di piastrine;
  • trasfusione di globuli rossi;
  • cristalloidi per via endovenosa.

Possono essere somministrati anche dei farmaci con lo scopo di aumentare la forza di contrazione del cuore, per migliorare la circolazione ematica e la perfusione degli organi. Questi includono:

  • dopamina;
  • dobutamina;
  • epinefrina.

Possono essere anche somministrati degli antibiotici, al fine di prevenire lo shock settico e le infezioni batteriche. È bene determinare l'efficacia del trattamento con un attento monitoraggio cardiaco. Le prospettive a lungo termine, che dipendono dalla gravità della situazione, in caso di stato di shock emorragico comprendono:

  • danni renali;
  • danni ad altri d'organo (come al cuore);

Alcune persone possono anche rischiare di soffrire di gangrena a causa della diminuzione della circolazione agli arti; se la condizione si aggrava, è possibile che vengano amputati gli arti colpiti. Il recupero dallo shock ipovolemico dipende da alcuni fattori, fra cui molto importante è la condizione medica precedente del paziente. Nei casi più lievi, il recupero è veloce, mentre nei casi più gravi, dove gli organi hanno subito dei danni, il tempo di recupero può essere molto lungo e richiedere interventi medici continui. Nei casi più severi, i danni agli organi possono essere anche irreversibili.

 

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