Soffio al cuore

Per soffio al cuore si intendono una serie di vibrazioni che variano per intensità, frequenza, qualità, configurazione e durata che si rilevano durante l’auscultazione del cuore, attraverso il torace con il fonendoscopio. 

Il soffio non è di per sé una malattia anche se costituisce, dati statistici alla mano, il motivo più frequente per cui si ricorre ad una consulenza cardiologica, è un rumore che si ritiene venga causato da turbolenze all’interno del flusso del sangue del cuore e dei vasi.

È bene distinguere fra soffio innocente ovvero un rumore che non riveste alcun significato patologico, soffio funzionale che compare durante situazioni particolari come quelle rappresentate da anemia, febbre, tireotossicosi o gravidanza e soffio propriamente patologico, di solito provocato da alterazioni di natura strutturale o funzionale delle valvole cardiache o da difetti interventricolari o interatriali.

Del soffio cardiaco è possibile fare anche una classificazione su base fisiologica: si parla di soffio sistolico se il rumore è avvertito in fase di sistole ventricolare ovvero quando il cuore contraendosi convoglia il sangue nei ventricoli attraverso le valvole atrioventricolari (mitrale e tricuspide) e quelle semilunari (aortiche e polmonari); in questo caso il rumore è generato o da un’insufficienza delle valvole atrioventricolari oppure dalla stenosi delle semilunari.

Il soffio diastolico è quello generato durante la fase di diastole ventricolare ovvero quando il sangue fuoriesce dai ventricoli: il rumore è generato da stenosi delle valvole atrioventricolari o da un’insufficienza delle valvole semilunari.

I soffi continui sono quelli che si generano sia in fase ventricolare sistolica che diastolica e sono riconducibili a cardiopatie congenite.

 

 

Cause

Il soffio al cuore è un rumore che può ingenerarsi per motivi o di tipo fisiologico o patologico.

Il soffio di tipo fisiologico, molto comune nei pazienti giovani o giovanissimi, non sono necessariamente il risultato di una patologia cardiaca, ma il più delle volte dipendono da un aumento della gittata cardiaca: in pratica si assiste ad un’accelerazione del flusso sanguigno che crea rumore, in funzione proprio dell’aumentata gittata cardiaca e tale situazione, ovvero l’accelerazione del flusso ematico si riscontra anche in caso di gravidanza; durante la gestazione, infatti, si riscontra un aumento del flusso ematico che può ingenerare soffi.

Il soffio di natura patologica, invece, è di solito riconducibile o a malformazioni cardiache congenite o a disturbi valvolari acquisiti. 

Di solito quando si fa diagnosi di soffio cardiaco in un neonato è riscontrabile una malformazione cardiaca congenita ovvero vi sono problemi strutturali del cuore già alla nascita e sono queste alterazioni a causare le anomalie nel normale flusso ematico: in questo caso la diagnosi va approfondita immediatamente perché spesso è necessario intervenire chirurgicamente.

Nelle persone adulte o anziane, invece, il soffio patologico può essere una conseguenza di disturbi valvolari che possono essere provocati da molte malattie diverse: le valvole possono usurarsi come conseguenza di un infarto, a causa di una febbre reumatica, per restringimento dell’aorta a causa dell’accumulo di sostanze grasse al suo interno o di infezioni.

Sintomi

Generalmente il paziente con soffio al cuore scopre la patologia o comunque la presenza del rumore di fondo, durante visite di controllo dopo l’auscultazione da parte del medico.

Se il soffio è di natura patologica, però, vi possono essere dei sintomi ben precisi che non vanno trascurati come l’eccessivo aumento a riposo della frequenza cardiaca, la mancanza di fiato, la bassissima resistenza allo sforzo, eventualmente anche il dolore toracico, fino alla perdita di coscienza e le vertigini.

Nel caso particolare dei neonati, infine, la presenza di un soffio al cuore può determinare ritardi nella crescita e nutrizione insufficiente.

Diagnosi

La diagnosi di soffio al cuore in prima battuta è fatta attraverso l’auscultazione del cuore tramite fonendoscopio; per chiarire l’entità della turbolenza nel flusso ematico si ricorre all’eco-doppler cardiaco, mentre l’ecocardiografia aiuta a chiarire le cause del difetto.

Se questi esami permettono di accertare minime incontinenze delle valvole si spiega al paziente che non sono necessari ulteriori accertamenti, se gli esami rivelano vizi valvolari di lieve entità, allora si invita il paziente a sottoporsi a controlli periodici.

Cure e terapie

Il soffio al cuore non si cura, nei casi patologici si va ad intervenire sul difetto valvolare che genera il soffio.

Se il soffio è provocato da una valvola malata si ricorre alla profilassi per l’endocardite batterica in caso di procedure chirurgiche.

Se il difetto è di moderata entità si possono prescrivere farmaci come quelli usati per il controllo della pressione arteriosa.

Se il soffio è il risultato di un difetto severo e produce un corteo sintomatologico importante si ricorre all’intervento chirurgico per riparare o sostituire la valvola che produce problemi.

Grazie ai progressi in campo chirurgico oggi si interviene sull’insufficienza della valvola mitralica preservandone il tessuto (si parla infatti di interventi di valvulo-anuloplastica) e solo raramente si arriva alla sostituzione della valvola con impianto di una protesi valvolare.

 

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