Tiroiditi

Le tiroiditi sono un insieme eterogeneo di patologie caratterizzate da un processo infiammatorio a carico della ghiandola tiroidea.

Nella maggior parte dei casi, la causa dell'infiammazione è un'infezione o una malattia autoimmune e l'andamento clinico può essere acuto, subacuto o cronico.

Cenni di anatomia e di funzione della tiroide

La tiroide è un organo ghiandolare impari e mediano, situato nel collo, davanti alle cartilagini tiroidea e cricoidea e ai primi anelli tracheali.

È di forma simile ad una H o ad una farfalla, con due lobi laterali (destro e sinistro) uniti da una porzione centrale più sottile, detta istmo.

La tiroide è una ghiandola endocrina con struttura follicolare, la cui funzione principale consiste nella secrezione degli ormoni tiroidei (T3 e T4), degli ormoni di natura aminoacidica e contenenti iodio, che hanno un ruolo fondamentale in numerose funzioni vitali e, in particolare, nel metabolismo energetico.

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Classificazioni

Come detto, il termine "tiroiditi" raggruppa un gruppo piuttosto ampio di diverse patologie infiammatorie a carico della tiroide.

Esse differiscono grandemente l'una dall'altra per causa, epidemiologia, sintomatologia, diagnosi e terapia.

La classificazione più utile ai fini clinici e didattici è quella che prende in considerazione l'andamento clinico del processo patologico e suddivide le tiroiditi in: acute, subacute e croniche.

Nel resto dell'articolo, verranno elencate le forme principali, tenendo conto di questo criterio classificativo.

 

Tiroiditi acute

Le tiroiditi acute sono patologie rare e sono le meno frequenti tra le varie tiroiditi.

Causa

Nella maggior parte dei casi sono causate da un'infezione batterica, sostenuta da stafilococchi, streptococchi o enterobatteri.

Negli individui con difetti del sistema immunitario, si possono verificare tiroiditi acute causate anche da funghi o parassiti.

In alcuni casi, l'infiammazione acuta della tiroide può essere secondaria al trattamento con iodio radioattivo (un particolare tipo di terapia che consente nella somministrazione al paziente di un isotopo radioattivo dello iodio, che si accumula a livello della tiroide e la distrugge, in toto o parzialmente).

Le alterazioni morfologiche congenite o acquisite della tiroide (tra cui il comune "gozzo") rappresentano un importante fattore di rischio per tiroidite acuta.

Sintomatologia

I sintomi classici sono dolore (che spesso si irradia alla bocca o alle orecchie), rossore e tumefazione locale, febbre, disfagia (cioè difficoltà nella deglutizione) e ingrossamento dei linfonodi loco-regionali.

Diagnosi

Di solito, l'anamnesi e l'esame obiettivo indirizzano fortemente la diagnosi.

Per avvalorare il sospetto clinico, agli esami ematici, è utile il riscontro di globuli bianchi e VES (velocità di eritrosedimentazione) aumentati

La funzionalità tiroidea (T3, T4 e TSH) è per lo più nella norma.

Terapia

Trattandosi quasi sempre di forme batteriche, il trattamento è a base di antibiotici.

Tiroiditi subacute

La forma a carattere subacuto per antonomasia è la tiroidite di De Quervain, detta anche "tiroidite granulomatosa", o "a cellule giganti", o "virale".

Causa e epidemiologia

È dovuta ad un'infezione virale. I patogeni più spesso implicati sono i virus della parotite, influenzali, coxsackie, adenovirus e echovirus.

La fascia d'età più colpita è tra 30 e 50 anni ed è più frequente nelle donne (rapporto 3:1 rispetto agli uomini).

Sintomatologia

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I sintomi più comuni sono simili a quelli delle forme acute, con dolore e tumefazione locale e febbricola.

Tuttavia, l'esordio della malattia è più graduale e l'intensità dei sintomi è molto inferiore rispetto alle forme acute, per cui, spesso, la tiroidite subacuta viene trascurata o scambiata per una faringite.

Non di rado, le tiroiditi subacute sono precedute da banali infezioni virali delle vie aeree superiori, delle quali rappresentano una complicanza.

Diagnosi

 

Si basa sull'anamnesi e sull'esame clinico.

Globuli bianchi e VES sono elevati, mentre la funzionalità tiroidea è tipicamente fluttuante (all'inizio c'è ipertiroidismo; poi una fase di ipotiroidismo; nella fase di guarigione gli ormoni tiroidei si riassestano su valori normali).

Per escludere altre forme di tiroidite si possono ricercare gli autoanticorpi (che risulteranno negativi) e, in alcuni casi, è necessario un esame bioptico.

Terapia

La tiroidite subacuta tende a guarire completamente nel giro di alcuni mesi.

Per alleviare la sintomatologia, che è legata al processo infiammatorio, si utilizzano dei comuni farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS), come aspirina o ibuprofene.

Se i FANS non sono sufficienti, si può optare per i cortisonici.

Altre forme subacute

Altre forme di tiroiditi subacute, più rare rispetto alla De Quervain, sono:

  • tiroidite post-partum, detta anche "silente", che insorge 3-6 mesi dopo il parto ed è tipica di pazienti già affette da malattie autoimmuni o predisposte al loro sviluppo;
  • tiroidite da micobatteri, tipica degli immunocompromessi.

Tiroiditi croniche

La forma cronica più frequente, nonché la tiroidite più diffusa in assoluto e la principale causa di ipotiroidismo nei paesi sviluppati, è la tiroidite di Hashimoto, detta anche "tiroidite cronica linfocitaria".

Causa e epidemiologia

La tiroidite di Hashimoto è una patologia autoimmune, caratterizzata dalla presenza di vari tipi di autoanticorpi diretti contro la tiroide stessa e da infiltrazione e distruzione della ghiandola, da parte di linfociti autoreattivi.

La causa specifica del processo non è nota, ma si conoscono dei fattori genetici predisponenti.

La malattia è piuttosto frequente (fino a 1 su 1000 nei paesi industrializzati), ha una spiccata predilezione per il sesso femminile (rapporto donne:uomini = 10:1) e l'età più colpita è tra i 30 e i 60 anni.

Sintomatologia

Spesso è presente una tumefazione dura della tiroide, ma i sintomi generali sono così lievi, che la malattia può passare inosservata per diversi anni.

In fase tardiva, quando la ghiandola è distrutta e la secrezione ormonale molto ridotta o abolita, si manifestano i sintomi dell'ipotiroidismo.

Diagnosi

La diagnosi clinica è piuttosto difficile perché i sintomi sono molto sfumati e aspecifici.

Agli esami ematici, è molto utile il riscontro della positività degli autoanticorpi diretti contro la tiroide (in particolare gli anticopri anti-tireoperossidasi [anti-TPO]; tuttavia, esistono rare forme in cui gli autoanticorpi sono assenti).

In fase tradiva, si riscontrerà un quadro di ipotiroidismo (T3 e T4 bassi; TSH elevato).

Terapia

È basata sul trattamento ormonale sostitutivo (quindi si attua solo allorché la tiroide non funziona più) con levotiroxina (più famosa con il suo nome commerciale "Eutirox®").

Altre forme croniche

Oltre alla tiroidite di Hashimoto, esistono delle forme croniche più rare:

  • tiroidite di Riedel, detta anche "struma ligneo", caratterizzata da una tumefazione tiroidea di consistenza estremamente dura (come il legno, appunto). Anch'essa è tipica delle donne di mezza età ed è dovuta ad una trasformazione fibrotica del tessuto ghiandolare, la cui causa è sconosciuta. La sintomatologia è legata alla compressione delle strutture adiacenti da parte della ghiandola tumefatta. La funzionalità tiroidea è quasi sempre conservata, a dispetto dell'esteso danno anatomico.
  • Tiroiditi da farmaci, come l'amiodarone o l'interferone, che possono danneggiare le cellule tiroidee.
  • Tiroiditi da parassiti, come Echinococchi, Strongiloidi, e Tenie.

 

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