Morbo di Crohn

Il morbo di Crohn, detto anche ileite terminale, colite granulomatosa o enterite regionale è stato descritto per la prima volta nel 1932. È una patologia diffusa in tutto il mondo, più frequente nelle donne e nei soggetti di razza bianca. Colpisce ad ogni età, con un picco tra la seconda e la terza decade.

Il morbo di Crohn può colpire tutto l'apparato digerente, dalla bocca all'ano, ma interessa prevalentemente l'intestino tenue (40%) , il tenue e il colon (30%) o il solo colon (30%).

È caratterizzato da una infiammazione della mucosa con formazione di ascessi (accumulo di infiltrato infiammatorio in un tessuto) con conseguente distruzione del tessuto; danno cronico della mucosa con formazione di villi tozzi; ulcerazione della mucosa; formazione di fistole (connessioni tra l'intestino e altri organi); rigonfiamento della mucosa fino alla ostruzione totale, che necessita di intervento chirurgico.

Il morbo di Crohn causa problemi non solo all'apparato digerente, ma anche ad altri organi in quanto scatena una sindrome da malassorbimento.

La diagnosi del morbo di Crohn

La diagnosi del morbo di Crohn si basa su una valutazione globale in quanto non esistono sintomi sufficientemente specifici:

  • valutazione clinica: presenza di fistole, dolorabilità dell'addome;
  • valutazione ematoclinica: anemia, leucocitosi, ipoalbuminemia, ipocolesterolemia;
  • endoscopia: permette di evidenziare la caratteristica degenerazione infiammatoria della mucosa;
  • ecografia: rileva l'inspessimento delle anse dell'ileo;
  • radiologia: può visualizzare aree di ostruzione;
  • esame TAC: valuta l'estensione del processo infiammatorio e il coinvolgimento di altri organi;
  • risonanza magnetica nucleare: rileva fistole e ascessi.

 

 

Le cause del morbo di Crohn

Il morbo di Crohn, come tutte le patologie autoimmuni, è caratterizzato da una componente genetica associata a fattori ambientali. Sono state proposte diverse ipotesi riguardo l'eziologia della patologia:

  • eziologia infettiva: alcuni agenti infettivi come il micobatterio della tubercolosi e il virus del morbillo potrebbero essere la causa scatenante della malattia, infatti si è constatato che i nati durante epidemie di morbillo hanno una incidenza elevata;
  • predisposizione genetica: esiste una familiarità accertata in quanto i figli di pazienti hanno una predisposizione alla malattia di Crohn, sono stati evidenziati anche alcuni loci genici ereditati, responsabili di tale predisposizione;
  • condizioni ambientali, in particolare riguardanti la flora intestinale. Secondo alcuni, la malattia è scatenata da una risposta immunitaria anomala contro i batteri intestinali;
  • fattori psicosomatici: stress, traumi, allergie alimentari, ecc;
  • anomala risposta del sistema immunitario.

La cura del morbo di Crohn

Morbo di Crohn

Il morbo di Crohn si cura trattando i sintomi e cercando di limitare l'infiammazione con l'assunzione di farmaci antinfiammatori e immunosoppressori. La malattia di Crohn beneficia dei nuovi farmaci "biologici", come l'infliximab, che agiscono inibendo l'azione del TNF-alfa, uno dei mediatori chimici che scatenano la risposta infiammatoria del morbo di Crohn e di altre patologie, come la spondilite anchilosante e l'artrite reumatoide.

L'intervento chirurgico, atto ad asportare la porzione di intestino malata, è necessario solo in caso di ostruzione o emorralgia grave e in ogni caso non è risolutivo, poiché la patologia tende a ripresentarsi nelle porzioni di intestino adiacenti.

 

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