Colecistite

Con il termine colecistite si intende l'infiammazione della colecisti (o cistifellea).

La colecisti è un organo a forma di sacchetto che raccoglie la bile, sostanza verdastra prodotta dal fegato ricca di acqua, colesterolo, acidi e pigmenti biliari, che adempie alla funzione di emulsionare i grassi nell'intestino per favorirne la digestione e l'assorbimento.

La colecistite nel 90% dei casi è causata dalla litiasi biliare, ovvero dalla presenza di calcoli nella colecisti o nelle vie biliari (vasi che trasportano la bile dal fegato e dalla colecisti sino al duodeno).

Si calcola che sono il 10% dei casi sia invece dovuto a cause non litiasiche (colecistite alitiasica).

Cause

Causa iniziale del processo che porta alla comparsa della colecistite acuta litiasica è l'ostruzione, da parte di un calcolo, del dotto cistico o nel coledoco, che scatena la colica biliare. Se il dotto permane ostruito la colecisti si distende perché la bile non riesce più ad essere drenata e la sua parete si infiamma, diventando edematosa.

Colecistite

Nella maggior parte dei casi il calcolo si sposta e l'infiammazione gradualmente si risolve, ma in alcuni casi (5-10%) il calcolo rimane incastrato, la colecisti non riesce quindi a svuotarsi e questo può provocare l'ischemia per l'eccessiva distensione e la successiva necrosi della parete colecistica.

Inoltre la stasi di bile dovuta al calcolo, può essere causa di sovrainfezione da parte di batteri provenienti dal tubo digerente.

Le principali complicanze in cui si può andare incontro sono l'idrope (accumulo di liquidi e muco), l'empiema (presenza di pus all'interno della colecisti) e la gangrena della colecisti.

 

 

 

La perforazione della colecisti è una rara complicanza che compare soprattutto negli anziani e negli immunodepressi. E' caratterizzata dalla comparsa di un addome acuto che richiede un intervento d'urgenza. Talvolta si può formare una fistola bilio-digestiva e la litiasi della colecisti è causa di pancreatite acuta nel 30-70% dei casi.

Per quanto invece riguarda la colecistite alitiasica, essa colpisce principalmente gli uomini anziani e gli immunodepressi.

Le cause in questo caso non derivano dalla presenza di un calcolo, ma da ostruzioni del dotto cistico per malattie neoplastiche, fenomeni di fibrosi o anomalie anatomiche congenite.

Inoltre anche stati di debilitazione, fratture, immunosoppressione, sepsi, importanti traumi addominali, ustioni possono provocare questo quadro clinico.

La colecistite alitiasica si accompagna anche a malattie come il diabete, l'anemia falciforme, infezioni batteriche, virali o protozoarie.

Chi colpisce

È una malattia assai frequente, presente nel 10-15% della popolazione adulta intorno ai 60 anni.

La sua diffusione è maggiore nel sesso femminile, nei pazienti obesi, in quelli che vanno incontro a rapide perdite di peso, che hanno casi di colecistite in famiglia e nelle donne con recente gravidanza.

I calcoli si formano principalmente per saturazione della bile da parte delle molecole di colesterolo, che, presentando una ridotta solubilità, si aggregano dando origine ai calcoli biliari.

Sintomi

La colecistite acuta solitamente si manifesta con dolore persistente nel quadrante superiore destro dell'addome, sotto il costato, accompagnato da febbre con brividi, mancanza di appetito (anoressia),nausea e vomito.

 

 

A differenza delle coliche biliari, in cui il dolore è intermittente, qui il dolore è continuo, con variazioni di intensità ma comunque sempre presente e si può irradiare anche posteriormente al dorso o verso il centro dell'addome.

Inoltre la palpazione della colecisti da parte del medico esacerba notevolmente il dolore (segno di Murphy positivo), permettendo al medico anche di apprezzare solitamente una colecisti ingrandita e distesa.

Il rialzo della temperatura è sempre presente e correla con la gravità del quadro clinico: una febbre altra solitamente è sinonimo di forma necrotica o purulenta di colecistite.

Dato che la colecistite, come abbiamo detto, è spesso dovuta ad un calcolo che si incunea nelle vie biliari causando una ritenzione di bile, spesso è possibile osservare ittero.

L'ittero non è nient'altro che un segno di ostruzione biliare e si manifesta con la colorazione gialla di sclere (la parte normalmente bianca dell'occhio) e della cute.

Diagnosi

La diagnosi si pone principalmente grazie all'anamnesi e all'esame obiettivo, che rileva un paziente sofferente, con febbre e dolore in ipocondrio destro, esacerbato dalla palpazione del medico, e a volte ittero.

Di aiuto può essere l'esecuzione di esami di laboratorio che evidenziano un aumento nel sangue dei globuli bianchi (neutrofili), della VES e della PCR, della fosfatasi alcalina e della bilirubina diretta.

Le transaminasi e le amilasi sono solitamente mosse, ma non francamente aumentate a meno che non ci sia un importante coinvolgimento di fegato e pancreas.

Come esami strumentali si può eseguire un'ecografia o una TC che permettono di confermare il quadro clinico e porre diagnosi di certezza.

Terapia

La terapia si avvale innanzitutto del supporto al paziente: digiuno, riposo fisico, reintegrazione di liquidi per via endovenosa, terapia antispastica e antalgica (per sedare il dolore), antibioticoterapia (per combattere o prevenire la sovrainfezione batterica) e monitoraggio dei parametri vitali del paziente (pressione arteriosa, diuresi, frequenza caridaca, ecc.).

Dopo l'episodio di colecistite acuta, è bene consigliare al paziente una dieta sana, con un ridotto apporto di lipidi e di proteine.

Nei pazienti portatori di calcoli di colesterolo piccoli e mobili, si può provare a somministrare acido ursodesossicolico per 6-12 mesi, monitorando i pazienti con l'ecografia per valutarne gli eventuali miglioramenti.

Nel 60-90% dei casi, il quadro litiasico si risolve, ripresentandosi però spesso dopo circa 5 anni dalla sospensione della terapia.

Quando si riscontrano quadri clinici gravi (idrope, empiema, perforazione o gangrena o aderenze) si effettua una colecistectomia, ovvero si toglie l'organo malato.

Solitamente è un intervento che viene effettuato in laparoscopia, ma nei casi in cui si possano presentare delle complicazioni come la rottura di una colecisti con empiema si effettua in laparotomia (intervento eseguito mediante apertura dell'addome, con un taglio che segue il margine inferiore delle ultime costole di destra). L'intervento di laparotomia viene anche riservato ai pazienti con diagnosi di cancro.

 

 

 

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