Dispepsia o cattiva digestione

La dispepsia è il termine medico con il quale si indica la generica condizione di cattiva digestione. Il nome dispepsia deriva dal greco (dys-pepsia), è un disturbo molto comune, sperimentato da una percentuale molto alta della popolazione, si parla infatti di un 30-40% degli italiani che soffrono di disturbi digestivi.

Il fatto che la dispepsia sia un disturbo molto diffuso esclusivamente nei paesi industrializzati sta ad indicare che la cattiva digestione sia legata a doppio filo allo stile di vita e alla dieta tipici del mondo occidentale.

Sintomi della dispepsia

I sintomi tipici della cattiva digestione sono concentrati nella parte superiore dell'addome (a livello dunque dello stomaco) e vengono definiti come:

  • bruciori di stomaco;
  • senso di digestione lunga e laboriosa;
  • rigurgiti acidi;
  • eruttazioni;
  • dolore nella parte alta dell'addome;
  • difficoltà di digestione di particolari alimenti, soprattutto se grassi ed elaborati.

Cause della dispepsia

Dispepsia

Le cause della dispepsia possono essere molteplici, attribuibili a patologie o meno. Vediamo quali sono le principali:

  • helicobacter pylori;
  • sovrappeso o obesità;
  • medicinali (soprattutto i FANS);
  • ulcera peptica o gastroduodenale;
  • gastrite;
  • alimentazione scorretta;
  • reflusso gastroesofageo o ernia iatale;
  • calcolosi della colecisti;
  • morbo celiaco o celiachia;
  • stress psicofisico.

Terapia della dispepsia

La dispepsia può essere curata in modo efficace solo se si individuano con precisione le cause, dunque è opportuno consultarsi con il proprio medico di base che prescriverà gli accertamenti diagnostici del caso. Oltre ai generici esami del sangue, uno degli esami meno invasivi è la radiografia con pasto opaco, che consente già di verificare la presenza di alcune patologie, solo in un secondo momento, in genere, si ricorre alla gastroscopia, un esame senz'altro più "antipatico".

 

 

Se la dispepsia è causata da malattie organiche (gastrite, ulcera, ecc) si procederà semplicemente con la prescrizione di cure per la patologie evidenziata.

In ogni caso, è opportuno ridurre o eliminare i fattori di rischio come il sovrappeso, il fumo, l'alcol, la sedentarietà e lo stress eccessivo. Questi fattori sono spesso gli unici responsabili della dispepsia, che se permane per un tempo superiore ai tre mesi, ma senza che la causa sia dovuta a una malattia specifica, allora prende il nome di "dispepsia funzionale". Tale disturbo è un problema abbastanza comune nelle società occidentali (il 60% delle dispepsie sono funzionali) e dipende sostanzialmente dallo stile di vita. È indicativo il fatto che una persona su quattro segnali almeno 6 episodi all'anno in cui ha avuto problemi di cattiva digestione. Solo il 10-20% di tali soggetti si rivolgono al medico, probabilmente perché si rendono conto loro stessi di non avere un problema organico, ma che il disturbo dipende dalla loro condotta di vita non proprio ottimale.

La dispepsia funzionale si risolve spesso spontaneamente, soprattutto se il soggetto impara a limitare le cause di insorgenza cioè se migliora il suo stile di vita. Esistono comunque soluzioni farmacologiche che attenuano i sintomi, come gli antiacidi e i procinetici.

 

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