Listeria

L'infezione da Listeria è una malattia infettiva batterica di origine alimentare. In alcune persone particolarmente a rischio, come donne in gravidanza e persone con il sistema immunitario compromesso, può causare manifestazioni cliniche molto gravi. L'infezione da Listeria è più comunemente contratta mangiando salumi impropriamente macellati e prodotti contenenti latte non pastorizzato.

Le persone sane raramente si ammalano a causa di un'infezione da Listeria, ma la malattia può essere fatale per il feto e per i neonati. Pazienti che presentano un sistema immunitario indebolito presentano anche, un più alto rischio di sviluppare complicanze pericolose per la vita.

Il trattamento antibiotico iniziato immediatamente, può contribuire a contenere gli effetti dell'infezione di tale microrganismo patogeno.

Batteri del genere Listeria, possono sopravvivere alla refrigerazione e anche al congelamento; questo è il motivo per cui le persone che sono a più alto rischio di incorrere in gravi infezioni, dovrebbero evitare di mangiare i tipi di cibi che sono a più alta probabilità di contenere batteri del genere Listeria.

Epidemiologia

L'incidenza della malattia negli Stati Uniti è di 2,5-3 casi per milione di abitanti l’anno e le donne in gravidanza rappresentano il 30% di tutti i casi. Di tutte le infezioni non perinatali, il 70% si verificano in pazienti immunocompromessi. L'incidenza negli USA è in progressivo calo dal 1990, a differenza dell'Europa, nella quale i cambiamenti nelle abitudini alimentari hanno portato a un aumento delle infezioni; le quali si sono stabilizzate a circa 5 casi l'anno per milione di abitanti.

 

 

 

Cause

I batteri del genere Listeria generalmente si trovano a livello del suolo, nell'acqua e nelle feci di animali.

Gli esseri umani, in genere, sono infettati attraverso il consumo di:

  • Verdure, le quali possono essere contaminate dal suolo o dal letame utilizzato come fertilizzante.
  • Gli animali possono essere portatori della Listeria e possono contaminare le carni e i prodotti lattiero-caseari.
  • Gli alimenti processati, come i formaggi a pasta molle e i salumi, possono essere contaminati in seguito al processo di produzione.
  • Il latte non pastorizzato e gli alimenti a base di latte non pastorizzato (crudo) possono essere contaminati dal batterio.

Raramente la malattia può presentarsi come listeriosi cutanea. Questa infezione si verifica dopo l'esposizione cutanea diretta al batterio ed è in gran parte confinata ai veterinari che curano animali malati.

Le madri possono trasmettere la Listeria attraverso il passaggio dei batteri per via transplacentare.

Sintomi

La malattia colpisce soprattutto le persone più anziane, i pazienti con sistema immunitario indebolito, donne in gravidanza e neonati. Raramente, persone senza tali fattori di rischio possono essere colpiti dalla malattia.

Quasi tutti coloro che hanno una diagnosi di listeriosi presentano un'infezione invasiva (il che significa che i batteri si diffondono dall'intestino al torrente circolatorio o in altre parti del corpo).

Una persona affetta da listeriosi, generalmente presenta le seguenti manifestazioni cliniche:

  • febbre;
  • dolori muscolari;
  • nausea;
  • diarrea.

La malattia può verificarsi un paio di giorni dopo aver ingerito il cibo contaminato, ma in altri casi, può richiedere fino a due mesi prima che si presentino i primi segni e sintomi d'infezione.

 

 

Se l'infezione da listeria si diffonde al sistema nervoso, i segni e sintomi possono includere:

  • mal di testa;
  • torcicollo;
  • confusione o cambiamenti dello stato di veglia;
  • perdita di equilibrio;
  • convulsioni.

Durante la gravidanza, un'infezione da listeria può causare solo lievi segni e sintomi nella madre; le conseguenze per il neonato, tuttavia, possono essere devastanti. I neonati possono morire in modo improvviso prima della nascita oppure sperimentare un'infezione pericolosa per la vita entro i primi giorni dopo il parto.

Come negli adulti, i segni e i sintomi di un'infezione da Listeria in un neonato, possono essere lievi e possono includere:

  • scarso interesse per il cibo;
  • irritabilità;
  • febbre;
  • vomito.

Diagnosi

La listeriosi viene diagnosticata sulla base dell'anamnesi (soprattutto alimentare) e sull'esame fisico del paziente. Vengono prevalentemente indagati i sintomi, gli alimenti che mangiati recentemente e gli ambienti di lavoro e domestici frequentati.

In aggiunta, può essere eseguito un esame del sangue o del liquido spinale per confermare la diagnosi.

Terapia

Il trattamento dell'infezione da listeria varia a seconda della gravità dei segni e dei sintomi presenti. La maggior parte delle persone che presentano sintomi lievi e che non sono gravide, non richiedono alcun trattamento; infatti le manifestazioni cliniche scompaiono generalmente entro poche settimane.

Le infezioni più gravi invece possono essere trattate attraverso l'uso di antibiotici.

Nei casi in cui l'infezione si presenti in corso di gravidanza, gli antibiotici possono spesso prevenire la trasmissione dell'infezione al feto. I bambini che sono affetti da listeriosi ricevono gli stessi antibiotici degli adulti, anche se spesso viene utilizzata una combinazione di antibiotici fino a quando non si è certi della causa della malattia.

Prevenzione

Per evitare di contrarre l'infezione da Listeria, è consigliato seguire delle semplici linee guida di sicurezza alimentare:

  • Pulizia: lavarsi accuratamente le mani con acqua calda e sapone prima e dopo la manipolazione o la preparazione dei cibi. Dopo la cottura, utilizzare acqua calda e sapone per lavare gli utensili, il tagliere e altre superfici che sono state a contatto con gli alimenti.
  • Scrub delle verdure crude: pulire le verdure crude con una spazzola sotto abbondante acqua corrente.
  • Cottura: utilizzare un termometro per alimenti per assicurarsi che la carne, il pollo e le uova siano cucinati a una temperatura di sicurezza.

Per le persone particolarmente a rischio di sviluppare un'infezione da Listeria (donne in gravidanza o persone con un sistema immunitario debole) è consigliato prendere ulteriori precauzioni con questi tipi di alimenti:

  • Formaggi a pasta molle: non mangiare formaggi molli come la feta, brie, camembert, a meno che non sia chiaro sulla confezione che il prodotto è stato realizzato con latte pastorizzato.
  • Carni e salumi: evitare tali alimenti, a meno che non siano stati precedentemente cotti ad alte temperature e lavarsi le mani dopo aver maneggiato hot dog, carni o salumi.
  • Carne spalmabile: non mangiare paté o carne spalmabile refrigerata. Il consumo di carne in scatola o paté a lunga conservazione è consentito.
  • Pesce affumicato: non assumere pesce refrigerato affumicato. L'unica eccezione è consentita nei casi in cui si stiano utilizzando questi prodotti previa cottura. Il consumo di pesce affumicato in scatola o a lunga conservazione è considerato accettabile.

 

 

 

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