Autopalpazione del seno

L'autopalpazione è una pratica di prevenzione fai-da-te molto importante, è il primo passo da effettuare per la prevenzione del tumore alla mammella. L'autopalpazione è una vera e propria pratica di igiene personale, che tutte le donne dovrebbero effettuare in associazione con la mammografia, che invece è un esame strumentale.

Lo screening per il carcinoma della mammella è senza dubbio un valido aiuto per la prevenzione di questo tipo di tumore, che è il più diffuso nella popolazione femminile (si calcola che circa 1 donna su 10 si ammali di tumore alla mammella nell'arco della vita). Nonostante questo, è sempre importante consigliare alla donna di tenere sotto controllo il proprio seno, sia dal punto di vista obiettivo che tramite l'autopalpazione.

Dal punto di vista obiettivo, nel caso in cui la donna noti delle modificazioni al seno, deve rivolgersi al proprio medico o ginecologo.

Bisogna fare attenzione:

  • alle modificazioni della forma, della grandezza,
  • notare eventuali arrossamenti,
  • se c'è secrezione dal capezzolo,
  • se si nota retrazione del capezzolo,
  • modificazioni della pelle del seno,
  • presenza di noduli,
  • aumento della consistenza della mammella.
Autopalpazione

Non è detto che la presenza di uno o più di questi segni abbia un significato, ma è comunque bene rivolgersi ad un medico se si nota qualcosa di anormale.

L'autopalpazione, invece, è una pratica che le donne dovrebbero imparare a fare una volta al mese, alla fine del ciclo mestruale.

L'autopalpazione si effettua in questo modo: ci si pone davanti allo specchio e si esamina il seno, la cute e il capezzolo, ricercando  le alterazioni prima descritte, con le braccia lungo i fianchi e poi ponendole dietro la testa.

Dopo ci si sdraia in posizione supina con una mano dietro la nuca. Con l'altra mano, a dita distese e ravvicinate, si prova a palpare la mammella opposta, con pressione leggera e movimento rotatorio di scorrimento della pelle sulla ghiandola sottostante.  In questo modo è possibile apprezzare la superficie del tessuto ghiandolare, che si presenta finemente granulare nelle donne giovani, per diventare sempre più liscia e omogenea con il passare degli anni.

 

 

 

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