Agmatina

L'agmatina (4-amminobutil-guanidina), è un amina biogena, scoperta nel 1910 dal tedesco Albrecht Kossel, che si ottiene dalla decarbossilazione dell'aminoacido arginina. Dal punto di vista fisiologico, l'agmatina funge da neurotrasmettitore e neuromodulatore, è prodotta dai neuroni e immagazzinata nelle vescicole sinaptiche degli stessi.

Agmatina è in grado di esercitare molteplici funzioni nell'organismo: come neurotrasmettitore, nella produzione di ossido nitrico, nella sintesi di poliammine, nel metabolismo del magnesio e altro ancora.

L'agmatina è un integratore diffuso nell'ambiente del bodybuilding e in generale negli ambienti sportivi, soprattutto in associazione all'arginina, per aumentare la produzione di ossido nitrico e consentire di prolungare la prestazione sportiva (l'ossido nitrico viene utilizzato per smaltire l'ammoniaca prodotta durante l'attività fisica intensa e prolungata e il suo accumulo nel muscolo è una delle cause dell'insorgere della fatica muscolare). L'agmatina aumenterebbe indirettamente la produzione di ossido nitrico, perché una sua supplementazione bloccherebbe la trasformazione endogena dell'arginina in agmatina, aumentando quindi la disponibilità di arginina e di conseguenza il suo effetto sulla produzione di ossido nitrico nell'organismo. Nonostante sulla carta questo meccanismo dovrebbe funzionare, non esistono attualmente dimostrazioni di un qualunque effetto positivo sulla prestazione grazie all'integrazione di agmatina (o di arginina, o di entrambe).

Come integratore è una sostanza ancora non studiata a sufficienza, ma molto promettente, soprattutto per il trattamento della tossicodipendenza, del dolore neuropatico, nella protezione del cervello da tossine e ischemie. Molti studi effettuati su persone hanno utilizzato iniezioni di agmatina, non l'ingestione orale. Quindi ulteriori studi sull'agmatina assunta per ingestione orale andranno eseguiti, per determinarne l'efficacia e consentire un suo utilizzo su ampia scala.

 

 

 

Controindicazioni

Essendo una sostanza poco studiata, non si conoscono ancora gli effetti collaterali dell'agmatina, si rimanda pertanto a quelli riguardanti l'arginina (che spesso accompagna l'agmatina nelle formulazioni degli integratori, oltre ad essere una molecola simile dal punto di vista chimico).

Uno dei potenziali rischi riguarda la potenziale allergenicità dell'arginina e dei suoi derivati.

Agmatina

Benefici dell'integrazione di agmatina

Effetti possibili (prove ancora insufficienti)

Cura delle tossicodipendenze

Può aumentare l'effetto degli oppioidi nel trattamento del dolore

Può abbassare la glicemia nel sangue e contribuire alla salute del cuore abbassando la pressione e la frequenza cardiaca

Può migliorare la funzione renale

Dosaggio consigliato

Non esistono dosaggi standard per l'agmatina, per ingestione orale, a causa della mancanza di studi sugli umani. Un singolo studio ha utilizzato da 1300 a 2670 mg di agmatina al giorno per il trattamento del dolore neuropatico. Altri studi (effettuati sui ratti) hanno consentito di ipotizzare dosi sugli umani da 1.6 a 6.4 mg per kg di peso corporeo, sempre per via orale. L'integrazione non dovrebbe superare 6.4 mg per kg di peso corporeo per evitare il sovradosaggio.

 

 

L'agmatina non viene assorbita bene se assunta insieme a cibi ricchi di proteine, perché viene assimilata grazie agli stessi trasportatori dell'arginina.

Conclusioni

L'agmatina è un integratore molto promettente per diverse patologie, ma le ricerche effettuate sugli umani, con assunzione orale, sono ancora troppo poche per poter stabilire un protocollo di assunzione e per poterne consigliare l'utilizzo, che comunque andrebbe sempre effettuato sotto controllo medico.

Attualmente si può affermare che è improbabile che l'agmatina migliori le performance atletiche.

Bibliografia

Safety and Efficacy of Dietary Agmatine Sulfate in Lumbar Disc-associated Radiculopathy. An Open-label, Dose-escalating Study Followed by a Randomized, Double-blind, Placebo-controlled Trial

Control of biogenic amines in food--existing and emerging approaches

Agmatine (decarboxylated L-arginine): physiological role and therapeutic potential

Biological significance of agmatine, an endogenous ligand at imidazoline binding sites

A biphasic opioid function modulator: agmatin

Agmatine: clinical applications after 100 years in translation

 

 

 

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