Corso di analisi sensoriale del miele

Il miele in Italia è un alimento poco conosciuto, soprattutto a causa del consumo pro capite, che si attesta intorno ai 400 g, tra i più bassi d'Europa. Questo è certamente un peccato perché l'Italia ha senz'ombra di dubbio la più ricca produzione di mieli monoflora (prodotti cioè da api che bottinano in prevalenza i fiori di una sola specie botanica), e dunque la più ricca gamma di mieli con caratteristiche organolettiche differenti.

L'analisi sensoriale del miele in Italia

L'analisi sensoriale del miele nasce in Francia, ad opera di un sommelier che applicò le tecniche dell'assaggio del vino al miele, iniziando ad organizzare corsi per formare gli assaggiatori. Il primo corso in Francia si tenne nel 1978, e dopo un anno venne organizzato il primo corso in Italia. Nel 1984 vennero organizzati i primi corsi di perfezionamento e nel 1988 si costituì l'Albo degli esperti in analisi sensoriale del miele, che oggi è gestito dal CRA (Consiglio per la sperimentazione e la Ricerca in Agricoltura).

Gli iscritti all'albo nazionale devono seguire un iter formativo (che vedremo in seguito) e sostenere un esame finale, nonché devono mantenersi aggiornati partecipando tutti gli anni ad un certo numero di eventi organizzati da iscritti all'albo e/o docenti. Attualmente (2012) gli iscritti all'albo nazionale degli esperti in analisi sensoriale del miele sono 270, ripartiti in modo non omogeneo tra le varie regioni (vedere il sito del CRA per i dettagli).

L'albo nazionale prevede anche la figura di docente, il cui compito è quello di organizzare i corsi per aspiranti iscritti all'albo, nonché tutti gli altri eventi riconosciuti dall'albo.

 

I corsi di analisi sensoriale del miele

Analisi sensoriale Miele

Il corso di analisi sensoriale del miele è molto interessante, anche per chi non si occupa nello specifico di miele, perché è un corso estremamente pratico e molto professionale, che fa comprendere cosa significa utilizzare l'analisi sensoriale in ambito scientifico. Il corso è veramente molto interessante perché consente di capire cosa sia veramente l'analisi sensoriale e a cosa serva, depurandola dagli eccessi e dalle finzioni che purtroppo l'analisi sensoriale del vino troppo spesso porta con sé.

Chi partecipa a un corso di analisi sensoriale del miele viene formato a:

  • riconoscere i miele uniflorali maggiormente prodotti in Italia (circa 18);
  • valutare la purezza di un miele uniflorale;
  • riconoscere i difetti di un miele;
  • conoscere il metodo di produzione, l'etichettatura, la legislazione sul miele.

L'ultimo punto è lasciato volutamente alla fine: la maggior parte del corso si concentra infatti sull'assaggio del miele e sul suo riconoscimento, mentre la parte teorica, pur presente e ben fatta, si limita al minimo indispensabile.

 

Il percorso per iscriversi all'albo prevede tre fasi, per approfondire rimando sempre al sito del CRA.

La prima è il corso di introduzione all'analisi sensoriale del miele, destinato a un numero ridotto di partecipanti (massimo 25 persone), deve avere una durata minima di 28 ore da svolgersi in 4 giorni consecutivi o suddivise al massimo in 8 sessioni, da completarsi in non più di un mese. Viene rilasciato un attestato di frequenza e non c'è alcun esame.

La seconda è il corso di perfezionamento di I livello, vi si può accedere solo dopo aver frequentato, almeno 3 mesi prima, il corso di introduzione. È destinato a un numero ridotto di partecipanti (massimo 25 persone), deve avere una durata minima di 21 ore; è organizzato in 3 giorni consecutivi o in più moduli di almeno 7 ore ciascuno, da svolgersi nell’arco massimo di tre mesi. Viene rilasciato un attestato di frequenza e non c'è alcun esame.

La terza è il corso di perfezionamento di II livello, è tenuto dal CRA, e vi si può accedere solo dopo aver frequentato un corso di perfezionamento di I livello almeno 4 mesi prima. Lo scopo del corso è quello di perfezionare le informazioni e il repertorio di informazioni sensoriali e selezionare i corsisti con migliori prestazioni al fine dell’iscrizione all’Albo Nazionale degli Esperti in Analisi Sensoriale del Miele. In parole povere, tutte le prove sono valutate e chi supera un certo punteggio, può iscriversi all'albo nazionale.

Per diventare docenti, bisogna affiancare come co-docenti, per un certo numero di corsi (in genere di primo livello), i docenti che organizzano il corso, e poi fare richiesta all'albo di essere introdotti nell'elenco dei docenti. Attualmente (2013) i docenti sono 13 in tutta Italia.

A chi serve il corso di analisi sensoriale del miele

Il corso di analisi sensoriale del miele è molto utile (per non dire necessario) a chiunque si occupi di miele in ambito professionale: apicoltori, commercianti all'ingrosso e al dettaglio e autorità addette al controllo sugli alimenti in primis.

È estremamente utile anche per tutti coloro che si occupano di gastronomia in senso allargato (sommelier, gastronomi, giornalisti, divulgatori, ecc).

Infine, è molto interessante anche per gli appassionati di gastronomia, che vogliono allargare le proprie conoscenze ad altri cibi, diversi dai "soliti" vino, formaggio, salumi, ecc.

 

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