Castagnole di Carnevale

Le castagnole sono dei dolcetti tipici di Carnevale originari del Centro Italia, in particolare della Romagna, della Liguria, del Lazio e delle Marche.

Le castagnole sono conosciute un po' in tutta Italia, magari con altri nomi, come zeppole o tortelli, a seconda della forma con cui vengono presentate.

La forma classica delle castagnole, quelle romagnole per intenderci, ricorda un po' le castagne, da cui il nome (anche se tra gli ingredienti non sono presenti le castagne...), sono, cioè, piccole sfere di pasta fritte e poi cosparse di zucchero, a volte servite ripiene di crema o di marmellata o ancora di cioccolato o mostarda.

Una variante light delle castagnole sarebbe quella che prevede la cottura al forno, anzichè la frittura in olio bollente, vediamo perché in realtà è meglio mangiarle fritte.

Calorie e valori nutrizionali delle castagnole

Le castagnole sono composte da una pasta di pane fritta, solo leggermente zuccherata (la dolcezza proviene soprattutto dallo zucchero spolverato in superficie), a livello calorico dunque siamo sulle 350-400 kcal/hg. Stiamo quindi parlando di un dolce piuttosto calorico, ma tutto sommato non ipercalorico, anche perché se ben lievitate le castagnole hanno un peso specifico medio (hanno un discreto rapporto tra volume e peso), non dimentichiamo mai che le calorie introdotte dipendono sì dalla densità calorica, ma moltiplicata per il peso dell'alimento, dunque una castagnola di 30 g avrà circa 150 kcal.

 

 

 

Castagnole

Come qualunque cibo fritto, non vanno consumate spesso, ma solo per particolari ricorrenze, a dire il vero non sono un dolce raffinato, tutto sommato sono molto povere e non molto interessanti dal punto di vista gastronomico, cioè hanno un'appetibilità non troppo alta. In soldoni, difficilmente "una tira l'altra", in teoria dovrebbero stancare in fretta, e questo le rende un dolce non troppo "pericoloso".

Le castagnole cotte al forno a mio parere non sono da prendere in considerazione, perché si ridurrebbero a semplice pane dolce cosparso di zucchero... Il buono delle castagnole è il sapore di fritto (soprattutto se si friggono nello strutto, come da tradizione), il risparmio calorico, che sarebbe comunque limitato, non giustificherebbe la perdita di appetibilità del dolce.

La bassissima frequenza di assunzione (limitata sostanzialmente a una volta l'anno) rende privo di senso qualunque tipo di tentativo di alleggerire la ricetta tradizionale.

Ricetta delle castagnole tradizionali

Le castagnole sono ormai reperibili in qualsiasi forno o pasticceria italiani nel periodo compreso tra l'Epifania e la Pasqua. Volendo si possono preparare anche in casa, il procedimento non è complicato, inoltre, se ci si aiuta con un impastatrice, risulta anche molto veloce. L'unico inconveniente è la frittura, occorre quindi areare bene la stanza per non incappare in sgradevoli odori che potrebbero permanere nell'aria...

 

 

Quella che propongo è la ricetta classica e tradizionale delle castagnole romagnole.

Ingredienti per circa 30-40 castagnole

  • 200 g di farina 00 per dolci
  • 40 g di burro
  • 40 g di zucchero semolato bianco + 10 g per spolverare
  • 2 uova piccole
  • 8 g di lievito di birra
  • 10 ml di liquore all'anice (tipo il Mistrà o il Varnelli)
  • la buccia di mezzo limone grattugiata
  • i semi di mezza bacca di vaniglia
  • un pizzico di sale
  • olio di semi di arachide (2 litri) o strutto (2 kg)

Procedimento

In una ciotola o in un'impastatrice mettere la farina e aggiungere uno dopo l'altro gli ingredienti continuando sempre a mescolare, le uova, lo zucchero, il burro ammorbidito, il lievito, i semi di vaniglia, il limone grattugiato, il pizzico di sale e per ultimo il liquore all'anice. Continuare ad impastare bene fino a che il composto non diventa morbido e compatto.

Lasciare riposare la pasta in una ciotola coperta da un telo inumidito per circa una mezz'ora, poi riprendere in mano l'impasto, lavorarlo ancora un po' tra le mani e quindi formare delle strisce di pasta cilindriche.

Con un coltello non seghettato tagliare i cordoni di pasta formando delle palline di circa 2 cm di lunghezza, lavorarle nelle mani formando tante piccole palline.

Quindi in un pentolino abbastanza capiente portare l'olio o lo strutto a 180 gradi (lo strutto si può portare tra i 190 e i 200 gradi) e friggere tutte le palline un po' per volta finchè la superficie non diventa dorata.

Appoggiare le castagnole in un vassoio ricoperto da carta assorbente e quando saranno completamente asciutte spolverarle con il restante zucchero semolato. Se non piace l'effetto granuloso che fa lo zucchero bianco sotto i denti, volendo lo si può sostituire con lo zucchero a velo, il cacao amaro o il cioccolato fuso.

 

 

 

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