Ipertermia

L'ipertermia è una terapia fisica innovativa che consiste nell'imporre a una determinata parte del corpo un ciclo termico costante e specifico per quella parte e per quel tipo di patologia, a scopo terapeutico.

Il sistema è il risultato di anni di studio le cui radici derivano dall'ipertermia utilizzata in ambito oncologico. Pur essendo una macchina semplificata rispetto a quelle oncologiche, rappresenta la soluzione per una vasta gamma di applicazioni. Si avvale di diversi elementi che sono: una sorgente di calore endogeno costituita da un generatore di onde elettromagnetiche, una sorgente di termoregolazione esogena costituita da un modulo ad acqua circolante termostata, un applicatore in grado di trasferire entrambi i tipi di energia (endogena per la radiazione elettromagnetica ed esogena per conduzione e convezione termica) sulla zona desiderata e un controller per gestire i parametri della seduta in base alle rivelazioni termometriche.

Imporre un ciclo termico accurato significa eseguire una termoterapia avendo il controllo di tutte le variabili esistenti che comprendono:

  • Temperatura: oltre i 41-42°C si assiste a una citolesione.
  • Efficacia di riscaldamento.
  • Rapidità dell'incremento termico.
  • Omogeneità del riscaldamento in tutta la zona interessata.
  • Tempo durante il quale viene mantenuto un dato valore termico.
  • Volume e tipo di tessuto trattato.
  • Riscaldamento delle zone circostanti.
Ipertermia

Ciclo ipertermico

Al fine di comprendere i fenomeni correlati all’incremento tissutale della temperatura, tenendo conto delle variabili sopracitate, è convenzione dividere il trattamento in tre tempi: incremento termico, stabilizzazione termica e decremento termico, creando così il "ciclo ipertermico".

  • Incremento termico: fase in cui si assiste all'incremento della temperatura per fenomeni di convezione e conduzione. A 37-40°C vi è un aumento di tutte le reazioni metaboliche e la morte delle cellule "deboli". A 41-45°C erogati per un massimo di 30 minuti compaiono lesioni reversibili con un progressivo blocco della circolazione e catabolisi di entità crescente. A temperature maggiori di 45°C la catabolisi diventa estremamente marcata, si ha denaturazione proteica ed enzimatica e necrosi cellulare massiva.
  • Stabilizzazione termica: in questa fase si attiva la termostatizzazione dell'apparecchio per tenere stabile la temperatura e si assiste alla massima espressione dei fenomeni anabolici.
  • Decremento: fase in cui si interrompe l'erogazione di calore e la temperatura ritorna ai valori basali. Per alcune ore permane un incremento di circa 0,5°C di temperatura, dovuto all'accelerazione forzata del metabolismo. 

Effetti clinici

 

 

 

L'ipertermia permette di ottenere un'ottima profondità di penetrazione e di evitare il surriscaldamento indesiderato di punti interni o superficiali non previsti. La massima deposizione di energia si ha infatti in superficie e su un'area nota e prevedibile, perciò il surriscaldamento è facilmente eliminato dal contatto con l'acqua circolante termostata (sorgente esogena) che stabilizza la temperatura. Quindi dosando opportunamente le due sorgenti endogena ed esogena sulla base di misure termometriche, il controller, programmato dall'operatore, permette di raggiungere il livello ipertermico desiderato ai tessuti e lo mantiene, compensando anche il naturale tentativo di riportare la temperatura a livelli normali attraverso un aumento di perfusione.

Gli effetti biologici si riscontrano in diversi tessuti dell'organismo e comprendono:

  • Tessuto muscolare: causa un rapido aumento del volume ematico con rimozione dei cataboliti ed effetto "pompa", causato dal transitorio aumento del volume muscolare. Riduce inoltre il tono muscolare per aumentata attività dei recettori del Golgi e ridotta attività dei fusi neuromuscolari.
  • Tessuto osseo: si assiste a iperemia della rete artero-venosa (mediamente ben rappresentata del tessuto osseo) e aumento generale del trofismo osseo con coinvolgimento dei focolai di frattura.
  • Tessuto tendineo: il collagene è molto ben rappresentato nei tendini, nei legamenti e nelle capsule articolari. Il calore induce deformazioni plastiche del collagene, aumentandone l'elasticità durante la finestra di tempo che porta la temperatura nuovamente ai livelli basali.

Parametri

 

 

Nella pratica clinica il ciclo ipertermico viene utilizzato ad una potenza che varia dai 15 a 70 W, il bersaglio terapeutico deve avere un volume di massimo 200 cm³ e la temperatura oscilla fra i 37,5°C e i 39°C, teoricamente è possibile arrivare fino a 41,5°C ma tale temperatura non viene utilizzata in clinica, tutti i tessuti sopportano temperature fino ai 40°C (temperatura para-fisiologica) ma oltre i 40°C il tessuto si danneggia tanto più rapidamente quanto meno è vascolarizzato (per una minore possibilità di disperdere il calore).

La durata del trattamento varia a seconda del tipo del tessuto bersaglio, dalla temperatura e dalla vascolarizzazione del distretto. Generalmente varia da 20 a 30 minuti per un totale di 8-10 applicazioni.

Indicazioni terapeutiche

Le principali indicazioni sono rappresentate da patologie a carico dei muscoli scheletrici, tendinopatie e capsuliti e per il trattamento di artrosi, borsiti, lombosciatalgia e sindromi canalicolari.

  • Tendiniti e capsuliti: il ciclo ipertermico determina l'attivazione della circolazione locale e di quella peritendinea e pericapsulare con richiamo di macrofagi e cellulle dell'infiammazione e un aumento dell'ossigenazione che accelerano il tempo di guarigione. Per queste patologie la potenza utilizzata è bassa (20-40 W) e la durata del trattamento è di 20 minuti.
  • Borsiti: viene favorita la fluidificazione del materiale contenuto nella cisti, consentendo lo svuotamento del cavo articolare. In questi casi la potenza di lavoro è di 40 W per una durata di 20 minuti.
  • Artrosi: il calore fornito dal ciclo ipertemico stimola il rinnovamento dei tessuti ossei ed elimina le cellule danneggiate. A seconda della profondità del bersaglio la potenza oscilla fra i 30 e i 65 W e la durata dai 20 ai 30 minuti.
  • Lombosciatalgia: applicata in una fase non acuta, la lombosciatalgia da ernia discale beneficia dell'ipertermia. I parametri utilizzati sono 40 W di potenza, temperatura di 38°C e durata di 20 minuti.
  • Sindromi canalicolari: queste patologie comprendono un insieme di disturbi che si manifestano per compressione interna o dall'esterno dei nervi che decorrono in strutture osteo-legamentose o articolari. L'applicazione del ciclo ipertermico si attua durante la fase parestetica con una potenza di 30 W e una durata di 20 minuti e favorisce una dilatazione dei vasi non congestionante.

Controindicazioni

L'utilizzo dell'ipertermia è controindicato nelle seguenti condizioni:

  • Dispositivi sensibili alle onde radio.
  • Insufficienza cardio-circolatoria.
  • Diatesi tromboembolica (predisposizione al tromboembolismo).
  • Neoplasie maligne.
  • Infezioni locali e sistemiche.
  • Anestesia termodolorifica.
  • Gravidanza, tessuti lesionabili, cartilagini di accrescimento.
  • Malattie infiammatorie in fase acuta.
  • Obesità di alto grado (BMI > 40).

Gli effetti collaterali sono rari e derivano da uso incauto o inesperto o da macchine danneggiate e sono legati al calore elevato (si verificano principalmente ustioni).

 

 

 

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