Termoterapia esogena

La termoterapia esogena è una terapia fisica che comporta l'applicazione di calore di provenienza esterna al corpo per finalità terapeutiche. Le forme di energia utilizzate nella termoterapia esogena sono: i raggi infrarossi, i raggi ultravioletti e la paraffina (paraffinoterapia).

Raggi infrarossi

I raggi infrarossi sono onde elettromagnetiche con bande di frequenza dello spettro elettromagnetico inferiore a quella della luce visibile, ma maggiore delle onde radio, con una lunghezza d'onda compresa tra 700 Å e 1 Å (banda infrarossa).

Data la vastità dello spettro infrarosso e i molteplici utilizzi delle radiazioni collocate in vari punti al suo interno, è stata sviluppata una classificazione che suddivide le bande di frequenza in tre categorie:

  • NIR (vicino): lunghezza d'onda fra i 7600 e i 14000 Å.
  • MIR (medio): lunghezza d'onda fra i 14000 e i 30000 Å.
  • FIR (lontano): lunghezza d'onda fra i 30000 e 1000000 Å.

Lunghezze d'onda diverse vengono assorbite in modo differente; fra i 7700 Å e i 12000 Å i raggi infrarossi vengono assorbiti dal derma e dal tessuto sottocutaneo, mentre lunghezze d'onda maggiori di 12000 Å vengono assorbite dagli strati superficiali dell'epidermide.

Il calore generato dagli infrarossi viene trasportato ai tessuti profondi per conduzione e convenzione (tramite la circolazione sanguigna).

Esistono diversi generatori di raggi infrarossi, questi possono essere:

  • Naturali: comprende il Sole, che genera l'80% della sua energia totale in infrarossi, e ogni oggetto caldo.
  • Artificiali non luminosi: in cui è compreso il radiatore elettrico (bobina associata a materiale isolante) con una potenza da 500 a 1000 W.
  • Artificiali luminosi: sono comprese le lampade a incandescenza con filtri per i raggi UV. Questi oggetti permettono di generare una maggiore penetranza.

Effetti biologici locali

 

 

La termoterapia esogena con raggi infrarossi produce i seguenti effetti locali:

  • Vasodilatazione locale: ciò causa un eritema a rapida scomparsa, causato dall'aumento del trasporto del calore esogeno per convezione.
  • Effetto analgesico: quest'effetto è causato dall'aumento della temperatura di circa 2-3 °C, ciò causa un aumento della soglia di scarica dei nocicettori cutanei.
  • Rilasciamento muscolare e aumento dell'efficacia contrattile.
  • Dolore nei casi un cui l'aumento della temperatura sia elevato.

Effetti biologici generali

Termoterapia esogena

Oltre agli effetti locali i raggi infrarossi agiscono anche a livello sistemico causando:

  • Aumento del metabolismo: secondo la legge di Van't Hoff i raggi infrarossi inducono un aumento delle reazioni metaboliche e quindi, nelle zone interessate, gli adipociti sono stimolati nel ripristino delle loro normali reazioni di scambio cellulare con un conseguente riequilibrio del proprio metabolismo.
  • Diminuzione della pressione arteriosa: il calore generato induce una vasodilatazione del letto capillare e quindi una caduta della pressione arteriosa.
  • Aumento della sudorazione: quest'effetto si verifica maggiormente con l'erogazione dei raggi infrarossi a intensità molto basse e tempi prolungati d'esposizione. Viene generalmente utilizzato per favorire l'eliminazione di tossine locali e sistemiche.

Modalità d'utilizzo

Le applicazioni della termoterapia esogena con raggi infrarossi sono locali e hanno una durata che varia dai 10 ai 30 minuti.

La densità dell'erogazione varia in base all'area da irradiare e alla distanza della sorgente; ad esempio per localizzazioni a livello della schiena si utilizzano potenze di 600 W a una distanza di 50 cm per 30 minuti.

La distanza dell'applicazione è proporzionale alla potenza del generatore (più distante per potenze maggiori e viceversa) ma, in ogni caso, la distanza minima è di 20-25 cm.

Modalità d'applicazione

Molto importante è evitare di puntare i raggi infrarossi a livello del viso e soprattutto a livello oculare, in quanto è elevato il rischio di causare una pseudo-cataratta.

Prima dell'applicazione è necessaria la rimozione dei vestiti dall'area bersaglio e la sorgente deve essere perpendicolare all'area da irradiare, questo per evitare di applicare i raggi infrarossi con una densità disomogenea.

Durante l'applicazione bisogna valutare la tolleranza del paziente al calore e impostare di conseguenza la migliore potenza di erogazione; in particolare bisogna porre maggiore attenzione ai pazienti diabetici, i quali presentano una compromissione della sensibilità al dolore.

Indicazioni terapeutiche

 

Le patologie che traggono beneficio dall'utilizzo dei raggi infrarossi sono:

  • contratture muscolari e ipertono muscolare;
  • ipotermia da deficit circolatorio locale;
  • piaghe da decubito;
  • artrosi sub-acuta e cronica in cui la flogosi della malattia sia in risoluzione.

Controindicazioni ed effetti collaterali

È controindicato applicare i raggi infrarossi in corso di flogosi acute, scompenso cardiaco e ipotensione. Bisogna invece porre particolare attenzione ai soggetti affetti da patologie che alterano la sensibilità dolorifica (es. diabete).

Se i raggi infrarossi vengono rivolti al volto o agli occhi è possibile che compaiano diversi effetti collaterali fra cui: ustione cutanea, danni retinici, pseudo-cataratta (per opacizzazione della cornea), congestione delle meningi.

Raggi ultravioletti

I raggi ultravioletti vengono utilizzati solo per patologie dermatologiche, in particolare nella psoriasi. Il tempo di esposizione ai raggi ultravioletti varia durando dai 2 a 3 minuti nelle sedute iniziali fino a 7-8 minuti alla fine della cura.

Paraffinoterapia

La paraffinoterapia fu introdotta nel 1915 da De Sandfort e Joly e si basa sull'utilizzo della paraffina. La paraffina è una sostanza di colore bianco, formata da idrocarburi solidi ricavati dalla distillazione del petrolio.

Si presenta solida a temperatura ambiente e fonde a temperature superiori a 50 °C. Nonostante oggi venga utilizzata raramente, a favore di più recenti scoperte elettromedicali, i risultati ottenuti su selezionate patologie la rendono ancora attuale.

Per l’applicazione terapeutica viene mescolata alla vaselina per due motivi: facilitare la pulitura cutanea e ridurre al minimo le possibilità di surriscaldamento cutaneo.

Dal punto di vista biologico la paraffinoterapia ha diversi effetti, fra cui:

  • Effetto meccanico: si verifica dal passaggio dello stato liquido allo stato solido della paraffina applicata alla cute, che solidificandosi restringe il suo volume esercitando un'azione di compressione e costrizione sui tessuti molli. In tal modo si realizza un'efficace azione antiedemigena.
  • Effetto termico: la paraffina applicata alla cute a una temperatura superiore ai 50 °C cede il calore ai tessuti sottostanti per conduzione, svolgendo in questo modo un'azione di termoterapia esogena. Lo strato di paraffina a contatto con la pelle si raffredda e si solidifica, isolando la superficie cutanea dagli strati ancora caldi e permettendo di tollerare la paraffina a temperature elevate.
  • Sudorazione profusa: l’aumento di temperatura cutanea si traduce in un'abbondante sudorazione con miglioramento della traspirazione cutanea ed eliminazione di tossine locali.

Metodo di applicazione

Una volta sciolta la paraffina, mescolata alla vaselina, può essere applicata al paziente nei seguenti modi:

  • bagno per immersione;
  • pennellature;
  • schiuma di paraffina.

La parte da trattare verrà poi ricoperta da una pellicola impermeabile e un panno, poi mantenuta in sede per 20-30 minuti, fino a completo raffreddamento.

Indicazioni terapeutche

L’applicazione d’elezione della paraffinoterapia sono le articolazioni (es. delle mani, piedi, ginocchio, gomito).

Quindi le indicazioni terapeutiche comprendono:

  • artrosi;
  • artrite reumatoide (nella fase subacuta o cronica e dove sia presente rigidità e/o edema).

Le controindicazioni sono quelle classiche della terapia esogena locale, quindi infezioni, ferite aperte, tumefazioni acute locali e generali, stati febbrili e ipersensibilità cutanea.

 

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