"Le francesi non ingrassano - I segreti per abbinare una vita sottile ai piaceri della vita" è un libro di Mireille Giuliano (uscito in Italia nel 2007), amministratrice delegata di Cliquot Inc., sussidiaria americana di Veuve Cliquot, una delle grandi maison dello Champagne.
La Giuliano, partendo dalla constatazione che le donne francesi (e in generale il popolo francese) sono mediamente più magre rispetto alle altre europee (soprattutto delle tedesche, e delle donne del sud), e a maggior ragione delle americane, ha cercato nel libro di dare una spiegazione a questo fenomeno, e di proporre uno stile di vita alimentare basato su questo modello vincente. In particolare, la Giuliano pensa che il segreto delle donne francesi sia quello di godersi la vita, senza considerare il cibo un tabù. Per questo motivo riuscirebbero a vivere l'alimentazione in modo equilibrato, senza da un lato privarsi di nulla, e senza, dall'altro lato, eccedere in nulla.
L'autrice schematizza in alcuni punti fondamentali il comportamento delle francesi, che consisterebbe essenzialmente nel:
A questo la Giuliano aggiunge:
La dieta proposta dalla Giuliano prevede 4 fasi.
Nella prima fase si registra cosa si mangia, analizzando la propria alimentazione attuale, e si individuano gli alimenti aggiungere o togliere.
La seconda fase, della durata di circa tre mesi, prevede di adeguarsi gradualmente ai cibi e alle abitudini francesi, adeguando le quantità e imparando a bere molta acqua.
La terza fase è il mantenimento, durante il quale l'obiettivo è quello di consolidare la nuova alimentazione per mantenere il peso raggiunto.
La quarta fase prevede semplicemente di mantenere le nuove abitudini per tutta la vita.
Dal punto di vista pratico, la dieta prevede i primi due giorni in cui si consuma solo zuppa di porri e si beve molta acqua. In seguitosi aggiungono le verdure, pesce, frutta, e sempre molta acqua. La Giuliano consiglia di variare molto l'alimentazione, prediligendo ingredienti freschi e di stagione, usando molto i condimenti e le erbe. Consiglia anche di mangiare due porzioni al giorno di yogurt. Si può bere un bicchiere di vino al giorno, ma non i superalcolici. Anche i dolci, in piccola quantità, sono concessi.
Un giorno alla settimana è libero.
Il fatto che il peso corporeo dipenda da aspetti sociali e culturali, oltre che famigliari e metabolici, è indubbio. Se le francesi sono più magre delle americane o delle italiane, cosa abbastanza vera (anche se negli ultimi anni il problema del sovrappeso infantile è scoppiato anche in Francia, quindi tra venti/trent'anni forse non sarà più così), dipende soprattutto dai fattori sociali e culturali, e quindi è giusto indagarli e cercare di capire se esistono degli aspetti della società francese da prendere come modello per promuovere uno stile di vita più sano, che renda più facile alle donne rimanere in peso forma per tutta la vita. D'altronde i quattro punti fondamentali della dieta della Giuliano vengono ripresi e approfonditi anche nel mio libro (La dieta ideale), nella parte che riguarda come i "magri naturali" riescono a non ingrassare in modo apparentemente semplice.
C'è da dire che in Italia la situazione è molto eterogenea: le donne trentine, come le friulane o le valdostane sono senz'altro magre come le francesi, se non più magre. Quindi, lo stesso libro potrebbe essere scritto da un trentina, che potrebbe quindi proporre una dieta a base di speck, lucanica, canederli, tortel di patate, polenta e capriolo (per chi non li conosce, sono piatti tutt'altro che leggeri), innaffiata da un buon teroldego. Con questo voglio dire semplicemente questo: la dieta non c'entra nulla, una dieta vale l'altra, se ben progettata. È fondamentale mangiare quello che si ama, e impostare la dieta utilizzando i cibi tradizionalmente consumati. Utilizzare cibi francesi è una idiozia, per un americano o un italiano, a meno che non li si ami a prescindere dalla dieta.
Quello che conta è nella testa. Il fatto che popolazioni la cui cucina tradizionale è pesantissima (come in Trentino, in Friuli, ecc), siano quelle più magre, la dice lunga sul fatto che i cibi tradizionalmente consumati c'entrino qualcosa con il fatto di essere più o meno magri. In realtà non c'entrano nulla.
Quindi la cosa priva di senso della dieta della Giuliano è proprio nella dieta in sé: la zuppa di porri non è "miracolosa"... È una zuppa di porri, che ha poche calorie e se uno mangia solo quella... Dimagrisce (sorvolo sul fatto che mangiare zuppa di porri tutto il giorno non sia il massimo dal punto di vista nutrizionale, ma spero che sia scontato che tutti lo sappiano). È evidente che si può mangiare di tutto, ed è evidente che lo si può fare se si assumono le giuste quantità (cioè poco), ma questo non significa che sia intelligente farlo durante una dieta. Ci sono cibi che durante una dieta è meglio evitare, perché apportano calorie inutili (sto pensando soprattutto al vino), ma poi nella fase di mantenimento possono essere reintrodotti.
Detto questo, penso che la lettura del libro della Giuliano sia interessante nella sua parte psicologica, dove descrive come quelli che io definisco i "magri naturali" sono in grado di gestire in modo equilibrato la propria alimentazione, non privandosi di nulla, ma nelle giuste quantità. Ma per quanto riguarda la parte pratica, ritengo che sia meglio lasciare stare, diventare "francesi" a tavola non penso sia una buona idea, per usare un eufemismo.
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