Lussazione della spalla

La lussazione di spalla è la più frequente in assoluto, tra i vari tipi di lussazione.

Può essere di due tipi: la lussazione della scapolo-omerale e la lussazione acromion-claveare.

Lussazione scapolo-omerale

Rappresenta il 50% di tutte le lussazioni (non solo quella della spalla). La struttura anatomica dell'articolazione scapolo-omerale (il rapporto tra grandezza della superficie articolare della testa dell'omero e la cavità glenoidea è di 3:1) è responsabile dell'alta frequenza della lussazione traumatica di spalla. La mancanza di continenza ossea, sebbene consenta un ampia articolarità alla spalla, ne riduce la stabilità, garantita solo dall'apparato capsulo-legamentoso e dalla muscolatura.

La lussazione di spalla si realizza per caduta sul braccio in estensione, sul gomito o direttamente sulla spalla.

Quando la spalla si lussa, la testa dell'omero può portarsi davanti alla glenoide (lussazione anteriore), dietro la glenoide (lussazione posteriore) oppure sopra la glenoide (luxatio erecta).

La lussazione anteriore (di gran lunga la più frequente) risulta da una caduta con braccio in abduzione e rotazione esterna.

Sintomi

Lussazione della spalla

Il quadro clinico è dominato da un dolore violento accompagnato da completa impotenza funzionale. L'atteggiamento tipico è di un braccio che pende lungo il tronco, addossato al torace, gomito flesso a 90° e sostenuto dall'arto opposto sano.

Diagnosi

L'ispezione del moncone della spalla evidenzia la sporgenza ossea dell'acromion e l'assenza della tipica rotondità del profilo deltoideo e la palpazione permette di localizzare la testa omerale lussata e di affondare il dito nella cavità glenoidea disabitata.

 

 

L'esame obiettivo deve essere completato con l'esame della sensibilità cutanea del moncone laterale della spalla, al fine di verificare possibili lesioni del nervo circonflesso.

L'esame radiografico consente di documentare la lussazione e di accertare o escludere la presenza di fratture eventualmente associate.

Complicanze

Tra le complicanze immediate della lussazione di spalla, da identificare prima di ogni trattamento, l'associazione con la frattura della testa omerale e la lesione del nervo circonflesso (con conseguente paralisi del deltoide) sono le più temibili. Tra quelle tardive la lussazione abituale rappresenta il quadro più frequente.

Terapia

Dopo aver eseguito un'attenta valutazione clinico-neurologica e le opportune indagini radiografiche si deve rapidamente ottenere la riduzione (preferibilmente entro 24 h). Più tempo passa e più è difficile ottenere la riduzione per la contrazione muscolare.

Nel caso di lussazione anteriore è indicata la manovra di Kocher caratterizzata da trazione dell'arto verso il basso con gomito flesso a 90°, rotazione esterna, leggera adduzione e rotazione interna. È necessario un completo rilasciamento muscolare che generalmente si ottiene in anestesia generale. Si possono anche applicare dei pesi e successivamente si esegue una manipolazione della scapola che facilita la riduzione.

L'avvenuta riduzione si apprezza con un netto rumore di scatto dovuto al rientro della testa omerale nel cavo articolare. Dopo ciò, bisogna nuovamente fare un controllo clinico-radiologico prima dell'immobilizzazione, che viene realizzata tramite un bendaggio alla Desault e che dovrà essere mantenuto per circa 20 giorni.

La lussazione abituale di spalla prevede un trattamento chirurgico.

Riabilitazione

Di norma si può dire che la riabilitazione della lussazone di spalla passa attraverso tre fasi: nella prima fase, dopo un periodo di immobilità, si procede al recupero del movimento della spalla (dando importanza alla postura corretta ed al mantenimento del tono muscolare), nella seconda fase sono previsti esercizi di rinforzo dei muscoli lontani dalla spalla (toracici, addominali, lombari e degli arti inferiori) e nell'ultima fase si recupera tutta la sequenza di movimenti che avvengono durante la vita quotidiana e sopratutto nell'attività sportiva.

Lussazione acromion-claveare

L'articolazione acromion-claveare è stabilizzata dal robusto legamento coraco-claveare che spesso limita la dislocazione dei capi articolari, rendendo tale lussazione incompleta.

La lussazione acromion-claveare si verifica solitamente per una caduta sulla spalla o per un trauma diretto.

Il capo clavicolare si sposta quasi sempre verso l'alto per azione del muscolo trapezio, mentre l'acromion è tirato verso il basso dal peso del braccio.

Sintomi

Nelle lussazioni complete ad una sporgenza del profilo superiore della spalla si associa il segno del ''tasto di pianoforte'' dovuto all'immediata recidiva dopo riduzione manuale ottenuta premendo sul capo acromiale della clavicola.

Diagnosi

L'indagine radiografica comparativa delle spalle, eseguita facendo sostenere due pesi al paziente, completa il quadro diagnostico mettendo in evidenza una risalita dell'estremità acromiale della clavicola.

Terapia

Il tipo di trattamento si basa sull'entità della lesione. In caso di lussazione incompleta si propone l'immobilizzazione della spalla in fasciatura di Desault per 15-20 giorni.

Qualora invece la lussazione sia completa l'indicazione al trattamento chirurgico è imposta dalla difficoltà di contenzione del capo clavicolare. Esistono per questo scopo diversi tipi di osteosintesi e dopo l'intervento bisogna lo stesso immobilizzare la spalla per 25-30 giorni in bendaggio tipo Desault.

 

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