Cancroide

Il cancroide, conosciuto anche come ulcera molle, è un infezione a trasmissione sessuale, fa parte quindi delle malattie veneree ed è causata dal batterio Haemophilus ducreyi, che passa attraverso piccole lesioni cutanee o dalle mucose genitali.

Il cancroide solitamente attacca i tessuti e causa una ferita aperta, chiamata appunto ulcera, in particolar modo infetta gli organi riproduttivi e può colpire sia persone di sesso femminile che maschile, ma sembra più comune negli uomini. L'ulcera può sanguinare e produrre un fluido contagioso, che si può diffondere durante un rapporto sessuale vaginale, anale e orale. Il cancroide si può diffondere, anche, stando a stretto contatto con una persona infetta dal batterio.

Qualsiasi persona sessualmente attiva è a rischio di sviluppare un ulcera molle. Le ulcere aperte possono favorire e predisporre al contagio altre malattie sessualmente trasmesse. È maggiormente diffusa nei paesi in via di sviluppo, come nel Sud Est asiatico o in Africa.

Cause e fattori di rischio

La causa del cancroide è un piccolo bacillo, chiamato Haemophilus ducreyi in onore del suo scopritore, l'italiano Augusto Ducrey. Fa parte delle malattie veneree, per cui le persone più a rischio sono quelle che hanno rapporti sessuali non protetti o che fanno uso di droghe e di alcol.

Sembra colpire maggiormente le persone che vivono nei Paesi in via di sviluppo, nelle zone con poche risorse disponibili (acqua potabile, cibo sano, medicinali). Si hanno maggiori probabilità di sviluppare il cancroide se si hanno più partner o se si frequentano ambienti di prostituzione.

 

 

Sintomi

I sintomi possono variare in base al sesso d'appartenenza e possono apparire anche diverse settimane dopo l'esposizione al virus. Gli uomini possono notare la comparsa di una o più papule, ovvero piccole lesioni della pelle ripiene di pus, che con il passare dei giorni possono anche aumentare e diventare pustole più grosse, per poi evolvere in ulcere nel giro di uno o due giorni. L'ulcera si può formare in qualsiasi zona nel pene e dello scroto, solitamente si formano sul prepuzio e sulla regione perianale. Nelle donne si possono sviluppare delle piccole ferite sulle labbra, sotto le labbra, tra le labbra e l'ano o sulle cosce. Le labbra, che sono le pieghe della pelle che ricoprono i genitali femminili, per via del cancroide possono diventare ulcerate, e quindi provocare molto dolore e bruciore, soprattutto durante la minzione e la defecazione. I segni, i sintomi e le caratteristiche tipiche delle ulcere, sia negli uomini che nelle donne sono i seguenti:

Cancroide
  • hanno una dimensione variabile, solitamente vanno da meno di un cm fino a 5 cm;
  • sono morbide al tatto, hanno un colore grigio, con i bordi gialli e ben definiti;
  • possono sanguinare facilmente se toccate o sfregate contro dei tessuti;
  • causano dolore durante un rapporto sessuale;
  • causano gonfiore all'inguine;
  • causano l'ingrossamento dei linfonodi;
  • perdite vaginali o uretrali.

Spesso il cancroide causa anche un ingrossamento dei linfonodi inguinali, e questo potrebbe portare a sua volta alla formazione di un ascesso fluttuante all'inguine (bubbone). Può capitare che l'ascesso si rompa e si trasformi in una fistola. Nei casi più gravi le fistole possono portare ad una distruzione del tessuto, con alcune complicanze, come la fimosi, ovvero il restringimento dell'orifizio prepuziale nell'uomo.

Diagnosi

Solitamente è consigliabile rivolgersi ad un urologo o ad un medico ginecologo per una corretta diagnosi, infatti i sintomi del cancroide sono sovrapponibili a quelli dell'herpes genitale e a quelli della sifilide. Per diagnosticare la condizione si possono prelevare dei campioni di fluido o di pus che escono da una piaga, per poi mandarli ad un laboratorio d'analisi. Non è attualmente possibile diagnosticare il cancroide attraverso l'esame del sangue, ma spesso si esegue comunque per escludere altre malattie sessuali. Si consiglia anche di esaminare i linfonodi nella zona inguinale, valutare il gonfiore e il dolore che potrebbero causare.

Terapia

In alcuni casi non è necessario alcun tipo di trattamento perché l'ulcera molle tende a scomparire da sola, prestando attenzione all'igiene delle zone colpite. Tra i rimedi casalinghi si consiglia di eseguire lavaggi con il sale, per ridurre la diffusione dei batteri e prevenire altre ulcere. Nei casi più gravi e resistenti il cancroide può essere trattato con successo grazie ai farmaci antibiotici, i più utilizzati sono l'eritromicina, il ceftriaxone, l'azitromicina e la ciprofloxacina.

L'infezione non trattata può causare gravi cicatrici al paziente. Tutte le persone che sono state a contatto intimo con il paziente devono essere sottoposte ad una visita ginecologica e, se necessario, al trattamento. È possibile anche intervenire con una medicazione chirurgica, ovvero aspirando con un ago l'ascesso che potrebbe essersi sviluppato.

Nei casi più gravi è possibile che si ricorra alla circoncisione del prepuzio, la circoncisione è inoltre associata ad una minore probabilità di sviluppare l'infezione. Il paziente può guarire in maniera definitiva dopo un paio di settimane di trattamento, durante le quali non è consigliabile avere rapporti sessuali. Per una migliore prevenzione è importane fare uso di profilattici.

 

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