La dieta anti colesterolo

Moltissimi italiani hanno il colesterolo alto. In questi casi il primo rimedio che viene consigliato da tutti i medici e gli esperti è quello di controllare l'alimentazione, di mettersi a dieta.

Ma in cosa consiste di preciso una dieta anti colesterolo?
Innanzitutto bisogna considerare che avere colesterolo alto spesso non rappresenta un problema, o perché il rapporto tra il colesterolo totale e quello HDL è nella norma (il colesterolo totale sopra i 200 non è un problema di per sé), oppure perché non sussistono altri fattori di rischio, e il colesterolo alto, non essendo uno dei più pericolosi, da solo non è causa di un rischio cardiovascolare elevato. Per valutare tutti questi fattori, rimando all'articolo principale sul colesterolo.

In questo articolo voglio valutare criticamente l'approccio dietetico che viene in genere consigliato al soggetto con il colesterolo alto, che si riassume in questi punti.

  1. eliminare i cibi ricchi di grassi animali
  2. eliminare il tuorlo d'uovo, le frattaglie e i crostacei
  3. ridurre i condimenti
  4. aumentare gli alimenti ricchi di fibra: (verdure, frutta, cibi integrali)

Questi consigli vanno decifrati per coloro che hanno una coscienza alimentare nulla (la maggior parte della popolazione), dunque in genere il medico stila una lista di alimenti vietati: per ogni categoria di alimenti, ne esistono alcuni da evitare, altri da limitare, altri ancora da preferire. Se i consigli sono dati dal medico curante, spesso vengono semplificati ulteriormente, concentrandosi solamente sui cibi più a rischio, in pratica la dieta anti colesterolo diventa questa.

  • SALUMI: concessi solo quelli magri;
  • FORMAGGI: concessi solo quelli freschi;
  • LATTICINI: solo quelli magri;
  • DOLCI: evitare quelli a base di latte, panna, burro, uova;
  • CIBI CUCINATI: evitare piatti elaborati e fritti.

 

 

Dieta anti colesterolo

Che beneficio può dare una dieta anti-colesterolo del genere?

Secondo uno studio (C. Römer-Lüthi, Dr. Phil. nat. d'après S.C. Renaud, D. Lanzmann-Petithory dans "Fatty acids and lipids-new findings". World Rev. nutr. diet. Bâle, Karger 2001, vol. 88), condotto in doppio cieco nel Minnesota, il tasso di colesterolo può essere abbassato del 15% sostituendo la metà dei grassi saturi con grassi polinsaturi. Purtroppo, però, lo studio ha dimostrato anche che tale diminuzione del tasso di colesterolo non comporta né una diminuzione delle malattie cardiovascolari, né una diminuzione del tasso di mortalità. Come dire, il colesterolo cala, ma la salute non ne trae alcun giovamento!

Ammesso e non concesso che questa dieta contro il colesterolo riesca sostituire la metà dei grassi saturi con quelli polinsaturi (non viene consigliato di aumentarne l'assunzione, in genere si punta sull'olio extravergine che di grassi polinsaturi non ne contiene che il 10%), e ad ottenere quindi il tanto agognato abbassamento dei livelli di colesterolo, non si avrebbe alcun beneficio in termini di salute, sempre che la dieta non faccia diminuire il peso del soggetto.

Infatti è risaputo che il sovrappeso è un fattore di rischio di tutte le patologie del benessere, tumori e malattie cardiovascolari in primis, una perdita di peso diminuisce il rischio di cadere vittima di queste malattie, soprattutto se si riesce a rientrare nel peso forma, attualmente ritoccato al ribasso dall'OMS e da un rapporto tutto europeo, l'Eurodiet. Anche qui, però, è molto probabille che la nostra dieta anti colesterolo fallisca. Probabilmente eliminare i cibi vietati porta, almeno all'inizio, a una riduzione della calorie e quindi questa dieta può portare a una diminuzione di peso, ma in genere questo non avviene, primo perché non è tra gli obbiettivi delle dieta (il soggetto si sente comunque libero di mangiare a sazietà e quindi non dimagrisce perché reperisce le calorie dai cibi non vietati), secondo perché per dimagrire è necessaria una attività fisica non minimale (che tra l'altro aumenta il colesterolo HDL riducendo il rischio cardiovascolare) e una dieta ipocalorica molto più rigorosa (in termini di controllo delle calorie) rispetto alla dieta contro il colesterolo che in genere viene proposta.

Concludendo, vale la pena di riassumere i motivi principali per cui la dieta anti colesterolo è meglio perderla che trovarla:

  • non ha come obbiettivo principale quello di far dimagrire il soggetto;
  • la riduzione del colesterolo solo con la dieta non ha effetti sulla mortalità e sulla diminuzione delle malattie cardiovascolari.

Tutto ciò avviene a scapito della qualità della vita del soggetto, che inizierà a vedere come veleni per il cuore tutta una serie di alimenti, che probabilmente amava molto e che non potrà più permettersi. A fronte di un beneficio salutistico nullo o comunque insoddisfacente, si verificherà un danno psicologico non trascurabile.

 

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