La dieta per i calcoli alla colecisti

La dieta è un fattore importante per tutte le patologie in qualche modo legate alla digestione o al metabolismo, e la calcolosi biliare non fa eccezione.

La calcolosi biliare, chiamata anche colelitiasi, litiasi della colecisti o calcoli alla colecisti, nonché (impropriamente) calcoli al fegato, è la formazione di calcoli, composti da colesterolo o bilirubina, che si formano nella colecisti, un organo a forma di pera deputato alla produzione e all'escrezione di bile, necessaria per la digestione dei grassi. Per approfondire, rimandiamo all'articolo sui calcoli biliari e la colica biliare.

Dieta e calcoli biliari

La comunità scientifica è abbastanza concorde nell'affermare che il sovrappeso, l'obesità, l'eccesso di grassi e carboidrati e l'insufficiente apporto di fibre siano i fattori di rischio, legati alla dieta, più importanti nell'insorgenza della calcolosi biliare.

Per quanto riguarda l'adozione di comportamenti dietetici specifici, nonché l'influenza di determinati alimenti a scopo preventivo contro la formazione di calcoli biliari, le opinioni sono molto meno convergenti: è pertanto utile cercare di definire alcune regole di massima basate su riscontri scientifici che siano il più possibile condivisi.

Dieta per i calcoli biliari

Una dieta per la calcolosi biliare dovrebbe innanzitutto riportare al peso forma i soggetti in sovrappeso o obesi, con un approccio graduale, però: infatti un dimagrimento veloce, o cicli di dimagrimento e aumento del peso (effetto yo-yo) sono stati associati a un aumento dell'insorgenza dei calcoli alla colecisti. Conviene pertanto adottare un approccio graduale, mirato alla perdita dei kg di troppo per sempre, come per esempio la dieta ideale, che prima di far perdere i kg di troppo insegna a mantenere il peso forma (perdere i kg non è difficile, il problema è non ingrassare di nuovo dopo la dieta).

 

 

I soggetti che sono già normopeso, possono fare un'analisi della propria alimentazione, e valutare se sussiste uno squilibrio (spesso presente) nella composizione dei grassi. Molto spesso si assumono pochi grassi polinsaturi nella dieta (soprattutto gli omega 3 del pesce) a favore dei monoinsaturi o peggio dei saturi. Aumentando il consumo di pesce e diminuendo quello di carni grasse e salumi, si riequilibra la situazione abbassando anche il rischio di calcolosi biliare.

Anche l'eccesso di zuccheri o in generale di carboidrati ad alto indice glicemico nella dieta, essendo associato all'aumento del colesterolo endogeno, può aumentare la probabilità di formazione dei calcoli biliari, tuttavia in un soggetto normopeso difficilmente può sussistere un eccesso quantitativo di zuccheri semplici.

Per chi soffre di calcoli biliari un apporto aumentato di fibre, soprattutto solubili, e di lecitina di soia, sottoforma di integratore, può essere utile per mantenere in soluzione il colesterolo.

Le uova (o meglio, il tuorlo) stimolano la contrazione della colecisti, favorendo la fuoriuscita della bile, e sono quindi benefiche per un fegato sano, e prevengono la formazione di calcoli. Ma non lo sono per un fegato in cui sono già presenti i calcoli biliari: infatti una eccessiva stimolazione della colecisti potrebbe risultare dolorosa, perché potrebbe mobilizzare i calcoli. Chi soffre già di calcoli biliari dovrebbe quindi limitare (non eliminare) il consumo di tuorli (mentre può consumare liberamente gli albumi, molto utili perché contengono la maggior parte delle proteine dell'uovo).

Per quanto riguarda specifiche molecole associate a un beneficio nei confronti della calcolosi biliare, potrebbero essere utili la caffeina (assunta come integratore o nel caffè), che però non è priva di effetti collaterali; e la vitamina C, anche in questo caso assunta come integratore o nei cibi che la contengono in elevata quantità.

 

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