Antiacidi - Farmaci antiacido

Gli antiacidi, o farmaci antiacido, vengono utilizzati per contrastare l'eccessiva acidità gastrica, causata dall'eccesso di acido cloridrico presente nello stomaco.

Gli antiacidi vengono utilizzati per svariati motivi, dalla semplice cura del fastidioso sintomo dell'acidità di stomaco, alla cura di patologie gravi come per la terapia di patologie come l'ulcera peptica o il reflusso gastroesofageo, o ancora come prevenzione di queste patologie in pazienti a rischio.

Per capire come agiscono i diversi tipi di antiacidi presenti sul mercato, partiamo dal meccanismo con cui si genera l'ambiente acido dello stomaco.

Il meccanismo della secrezione di succo gastrico

L'acidità dello stomaco è regolata principalmente da quattro molecole. L'acetilcolina, la gastrina e l'istamina sono reponsabili della produzione di acidità: quando queste molecole svolgono la loro funzione, viene attivata la cosiddetta pompa protonica, che rilascia ioni idrogeno nello stomaco che ne abbassano l'acidità.

Antiacidi

La prostaglandina (PGE2) agisce invece in modo contrario, abbassando l'acidità dello stomaco quando questa è eccessiva.

Questo meccanismo di regolazione, quando funziona correttamente, consente al pH dello stomaco (cioè alla sua acidità) di rimanere entro limiti fisiologici.

Come agiscono gli antiacidi

Gli antiacidi agiscono principalmente in tre modi:

  • neutralizzando l'acidità dello stomaco in modo diretto;
  • stimolando il processo di riduzione dell'acidità ad opera della prostaglandina;
  • proteggendo con opportune sostanze dla mucosa gastrica dall'acidità.

 

Antiacidi che neutralizzano l'acidità

Questi antiacidi sono, dal punto di vista chimico, delle basi deboli che si legano agli acidi forti formando sali, neutri dal punto di vista dell'acidità. Il fatto che si utilizzino basi deboli è importante, perché se l'acidità dello stomaco viene ridotta oltre un certo limite, si verifica una sovraproduzione di acido cloridrico che determina una iperacidità chiamata acidità riflessa.

Un altra caratteristica che dovrebbero avere gli antiacidi è lo scarso assorbimento a livello sistemico, poiché altererebbero l'acidità del sangue con conseguenze pericolose.

Gli antiacidi di questa categoria vengono prodotti sottoforma di compresse o di sospensione orale (più efficace delle pastiglie) che vanno ad agire direttamente nell'ambiente acido dello stomaco.

Il più tradizionale è il bicarbonato di sodio, un antiacido che agisce rapidamente, ma la cui azione finisce altrettanto rapidamente, costringendo ad assunzioni frequenti e di conseguenza all'assunzione di un eccesso di sodio.

Il carbonato di calcio ha un'azione più prolungata, ma un uso eccessivo può provocare stitichezza poiché questo antiacido rallenta la motilità intestinale.

 

L'idrato di magnesio e l'idrato di alluminio sono le altre sostanze utilizzate come antiacidi. Hanno una durata di azione di 3-4 ore, superiore rispetto ai precedenti, e hanno un ridotto assorbimento in grado di limitare gli effetti collaterali sull'acidità del sangue. Il loro principale effetto collaterale deriva dalla capacità di alterare la motilità intestinale, provocando diarrea (soprattutto i sali di Magnesio) o stitichezza (soprattutto i sali di Magnesio) a seconda dei casi. Per questo farmaci come il Maalox (MA come magnesio, AL come alluminio), sono stati progettati per risultare neutri dal punto di vista degli effetti sull'intestino.

Antiacidi che inibiscono la produzione di acidità

I farmaci antiacido che agiscono inibendo la secrezione acida vengono utilizzati nella cura e nella prevenzione dell'ulcera gastrica.

La prevenzione riguarda soprattutto quei soggetti che assumono antinfiammatori (FANS), che inibiscono la produzione della PGE2, responsabile dell'infiammazione ma anche della protezione gastrica dall'eccesso di acidità; ma anche da quelli colpiti da reflusso gastroesofageo, per evitare che l'acidità dello stomaco vada a colpire l'esofago.

Gli inibitori di pompa protonica sono tra i più utilizzati, soprattutto per il reflusso gastroesofageo e la gastroprotezione da FANS: questi antiacidi bloccano l'ultima fase della secreziona acida, cioè il rilascio di ioni idrogeno nello stomaco, senza per questo inibire la secrezione della pepsina e degli altri componenti del succo gastrico, necessari alla digestione. I principi attivi più utilizzati sono l'omeprazolo e il pantoprazolo.

Un'altra categoria di antiacidi sono gli antistaminici specifici per i recettori H2 (cimetidina, ranitidina e famotidina tra i principi attivi più noti), utilizzati soprattutto per il trattamento dell'ulcera peptica. In associazione con questi antiacidi vengono spesso utilizzati gli anticolinergici, come la pirenzepina, un anticolinergico specifico per la mucosa gastrica.

Quindi ci sono gli stimolanti dei recettori della PGE2, che agiscono potenziando l'effetto delle prostaglandine. Tra questi il più utilizzato è il misoprostolo, un analogo strutturale della PGE2, utilizzato soprattutto a basso dosaggio a causa degli effetti collaterali lassativi abbastanza importanti.

Antiacidi protettivi della mucosa gastrica

Questi farmaci agiscono in modo completamente diverso dai precedenti, poiché svolgono una funzione di protezione chimica contro l'eccesso di acidità formando una vera e propria barriera sintetica sulla superficie gastrica. Il sucralfato, per esempio, ricopre il tessuto alterato dall'ulcera favorendone la cicatrizzazione.

Altri tipi di antiacidi svolgono la loro azione stimolando la produzione di muco.

 

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