Giradito

Il giradito, conosciuto anche come patereccio, è un'infezione abbastanza dolorosa e fastidiosa che può coinvolgere una o più dita della mano e in particolar modo interessa la falange finale di un dito (unghia e polpastrello).

Può colpire anche le dita dei piedi e in particolar modo l'alluce. Le cause che portano alla formazione del giradito sono un'infezione causata da stafilococco, streptococco o Herpes simplex virus che entrano in contatto attraverso una parte di tessuto cutaneo danneggiato; nella maggior parte dei casi una cuticola perforata, con la presenza di cellule del tessuto del derma e del tessuto sottocutaneo.

Generalmente l'infezione si verifica entro un paio di giorni in seguito al contatto. Il sintomo principale è il dolore e una sensazione di pulsazione al dito. Nei bambini è un'infezione abbastanza tipica perché hanno la tendenza a mettersi spesso le dita in bocca, succhiarle e causare delle piccole lesioni. Il giradito è tipico anche delle persone che hanno l'abitudine a mangiarsi le unghie e può essere causato anche da un'unghia incarnita e da una manicure eseguita in modo maldestro e con strumenti non sterilizzati.

Cause

Piccoli tagli e lesioni, dovuti anche all'abitudine di mordersi le unghie, sono le cause più comuni che predispongono al giradito, tuttavia in alcuni casi non c'è nessuna causa apparente che scatena l'infezione. Le persone che svolgono determinati lavori (es. giardinieri, baristi, lavori domestici) che indeboliscono lo strato della pelle e delle cuticole, la parte di pelle che protegge le unghie, sono esposte maggiormente a rischio di giradito. Le cause più comuni sono:

  • stafilococco aureo;
  • batteri Gram-negativi, nei pazienti immunodepressi;
  • Eikenella corrodens, un batterio riportato in persone che soffrono di diabete e che si mordono le unghie.
Giradito

Sintomi

Dopo l'esposizione iniziale, è frequente un periodo di incubazione di 2-20 giorni, e i sintomi iniziali più frequenti sono:

  • dolore;
  • ascesso cutaneo;
  • edema al dito;
  • calore;
  • bruciore;
  • formicolio del dito infetto.

In alcuni casi questa fase può essere seguita da un eritema, un edema e dallo sviluppo di vescicole entro i primi 7-10 giorni. Le vescicole possono andare incontro a rottura o ulcera. Dopo una decina di giorni i sintomi dovrebbero sparire da soli e le lesioni guarire.

 

 

Le dita più comunemente colpite sono il pollice e l'indice e l'ultima falange è quella maggiormente coinvolta. Il giradito può presentarsi anche cronicamente, infatti dopo l'infezione iniziale, che è anche quella più sintomatica, potrebbero presentarsi delle recidive; una volta entrato nel derma il virus può rimanere dormiente per un certo periodo di tempo per poi riattivarsi. Le ricorrenze osservate nel 20-50% dei casi sono di solito più miti e di più breve durata. Uomini e donne sono ugualmente colpiti, i bambini piccoli e in fase prescolare hanno maggiori probabilità di succhiarsi un dito e prendere l'infezione. Nei casi più gravi l'infezione può estendersi e arrivare fino alle ossa, diffondersi ad altre parti del corpo e causare necrosi.

Diagnosi

Per eseguire la diagnosi del giradito ci si può basare sui sintomi osservabili e riportati del paziente. In aggiunta si possono eseguire degli esami di laboratorio come la colorazione di Gram, utile anche per indirizzare la terapia, eseguibile su un fluido rimosso dalla ferita. Si può ricorrere anche ad esami di imaging nei casi in cui ci sia il sospetto di penetrazione del dito da parte di un corpo estraneo. I giradito non trattati, che hanno quindi un lungo decorso, possono portare ad osteomielite, ovvero l'infezione dell'osso. Si può eseguire una valutazione radiografica in casi gravi o in pazienti immunocompromessi.

Terapia

Un precoce e adeguato trattamento del giradito può impedire la formazione di ascessi e di altre complicazioni gravi. Si possono eseguire i seguenti trattamenti:

  • somministrazione di antibiotici sotto forma di pomata, per contrastare stafilococchi e streptococchi, questo trattamento è efficace e sufficiente la maggior parte delle volte;
  • esecuzione di una decompressione chirurgica, essenziale per preservare il flusso venoso in caso di una forte tensione interna;
  • esecuzione di un'incisione, piccola e superficiale, possibilmente sul punto più gonfio del dito, in modo tale che sia meno probabile danneggiare i nervi o i vasi;
  • drenaggio del pus;
  • controllo e in caso riesecuzione del vaccino antitetanico.

Bisogna prestare attenzione alle incisioni che si effettuano, in quanto alcune di queste possono aumentare le probabilità di incorrere in lesioni gravi. Il giradito deve essere inciso nell'area del suo massimo gonfiore. L'incisione non deve essere troppo profonda per non ledere i fasci neurovascolari e i nervi. Per i casi più complessi è consigliabile consultare più chirurgi a causa dell'elevata probabilità di incorrere in complicanze. Le infezioni gravi e i casi complicati possono richiedere l'ospedalizzazione e l'utilizzo di antibiotici endovenosi e di drenaggio chirurgico. Un rimedio casalingo consiste nell'immergere il dito in acqua tiepida e sale, in modo da disinfettare e disinfiammare l'infezione.

Complicazioni

Le complicazioni potenziali del giradito includono la necrosi della punta delle dita, la malformazione delle dita, l'osteomielite e la tenosinovite del flessore. La prognosi è eccellente quando trattata presto e in modo appropriato.

 

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