Il kamut appartiene alla famiglia delle graminacee,
precisamente alla specie
Triticum turgidum. Non
c'è accordo riguardo la sottospecie, che sarebbe turanicum
per alcuni, polonicum per altri.
Il kamut viene coltivato esclusivamente
sotto licenza della
Kamut International, che impone l'uso del
metodo
biologico. Attualmente viene coltivato nelle pianure del Montana,
dell'Alberta e del Saskatchewan, che vengono ritenute le uniche
adatte per la coltivazione del kamut. L'azienda ha effettuato degli
esperimenti in Egitto e in Argentina, con scarsi risultati; si ritiene
invece che nel sud dell'Italia, soprattutto in Sicilia e in Puglia,
ci possano essere le condizioni adatte alla coltivazione di questo
cereale.
Il kamut si trova in commercio sottoforma di
chicchi al naturale, farina, pane, pasta, gallette, kamut soffiato
e fiocchi di kamut.
Il
kamut ha le stesse caratteristiche del
frumento,
si differenzia soprattutto per la quantità di
proteine,
assimilabile alle cultivar di frumento più proteiche come
la
Manitoba o il grano
duro. Dunque, si tratta di un cereale particolarmente adatto alla
panificazione e alla produzione
di
pasta, grazie alla buona qualità
del
glutine
che si sviluppa durante l'impastamento della farina di kamut con
l'acqua.
Il
kamut in chicchi può essere utilizzato
per zuppe e insalate fredde, ha un aroma gradevole che ricorda vagamente
le nocciole.
La farina di kamut può essere utilizzata per la panificazione,
da sola o insieme ad altre farine anche più deboli, e può
anche essere utilizzato per produrre pasta fresca.
Il
kamut è un cereale integrale
e quindi contiene più
fibre
rispetto ai cereali raffinati. Le caratteristiche nutritive, dunque,
possono essere assimilate a quelle del
farro
i del frumento duro, con piccole differenza che in un normale consumo
non sono importanti e possono quindi essere trascurate.