Grissini

I grissini sono dei prodotti da forno dall'aspetto simile a quello di lunghe matite, o di piccole e sottili baguette. I grissini sono stati per anni (e spesso lo sono tutt'ora) un elemento imprescindibile sulle tavole dei tanti ristoranti italiani, serviti come aperitivo in attesa del pasto infilati dentro cestini di vimini... Chi non li ricorda?

I grissini sono un alimento italiano, originario del Piemonte, ma diffuso e consumato in tutto il mondo con tante imitazioni (in Spagna vengono detti rosquilletas, in Cina mein gon e in USA breadsticks). 

Possono essere reperibili su scala industriale in qualsiasi supermercato, ma anche fatti in casa oppure comprati dal proprio fornaio di fiducia. Ne esistono tantissime tipologie, aromatizzati al rosmarino, alle olive, al sesamo, al peperoncino, alle noci, allo zafferano, al cumino oppure quelli classici composti solo da acqua, farina, sale e olio.
Si consumano come snack da soli oppure in abbinamento a salumi, primo tra tutti il prosciutto, la cui fetta viene arrotolata intorno al grissino. 

Storia e origine dei grissini

Grissini

La nascita dei grissini viene fatta risalire al 1679 nel Regno Sabaudo (l'attuale Piemonte): il re Carlo Felice aveva un figlio molto cagionevole, Vittorio Amedeo, che non riusciva a digerire la mollica del pane e quindi chiese al fornaio di corte di inventare un prodotto simile ma più digeribile del pane. Il fornaio Antonio Brunero mise a punto la ricetta dei grissini in modo da creare un biscotto salato croccante praticamente senza mollica che piacque molto anche al Re e a tutta la corte dei nobili.

Il nome originale dialettale "ghersin" non era altro che un diminutivo di "ghersa", il classico pane piemontese di forma sottile e allungata.

 

 

Il successo dei grissini fu rapido, tanto che oggi sono inseriti nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Piemonte.

A Lanzo Torinese, un piccolo comune in provincia di Torino, si può vedere la targa che ricorda l'invenzione dei grissini.

Qualità dei grissini

I grissini fanno parte della categoria dei sostituti del pane e come tali contengono molto spesso grassi di qualità scarsa, tra cui i generici "oli o grassi vegetali", o peggio la margarina. Alcuni produttori di qualità utilizzano solo olio extravergine, che rappresenta sicuramente la scelta ottimale, oppure lo strutto. Si trovano anche al supermercato, tra i prodotti di qualità superiore, e quindi vale sicuramente la pena di impegnarsi per trovare questi prodotti, semplicemente leggendo l'etichetta. Tra i grissini di qualità più famosi citiamo i bibanesi. Per approfondire rimandiamo all'articolo sui sostituti del pane.

Tipologie di grissini torinesi

Le forme di grissini piemontesi tutelate sono due: il robatà (pronunciato rubatà), quella più antica, e il grissino stirato, di invenzione più recente.

  • Robatà: tipico delle Langhe e del Chierese, è il grissino tradizionale arrotolato, friabile e croccante, generalmente lavorato a mano e composto da farina di grano tenero, acqua, sale, lievito e strutto (un impasto molto duro da lavorare).
  • Grissino stirato: l'impasto è più morbido e più facile da lavorare grazie alla sua elasticità, viene fatto a mano oppure attraverso macchine. Il colore dello stirato è più scuro e brunito dalla cottura in forno.

 

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