Epatite C

L'epatite C è uno dei più diffusi tipi di epatite (insieme alla epatite A e alla B). Si tratta di una malattia infettiva causata dal virus dell'epatite C, il quale colpisce il fegato causando infiammazione. La maggior parte delle persone infettate dall'agente virale sono asintomatiche e non sanno di avere l'infezione fino a quando non si presentano i sintomi del danno epatico cronico, che può portare a malattie quali cirrosi, insufficienza epatica, cancro del fegato, varici esofagee e gastriche.

Il virus si trasmette attraverso il contatto diretto con il sangue infetto e l'utilizzo di droghe per via endovenosa rappresenta il principale fattore di rischio.

A oggi non esiste un vaccino nei confronti del virus dell'epatite C.

Epidemiologia

In tutto il mondo più di 170 milioni di persone sono infettate dal virus dell'epatite C (3% circa) il quale rappresenta la principale causa di epatite acuta e cronica nel mondo. I tassi di prevalenza nei donatori di sangue sani sono dello 0,01-0,02% nel Regno Unito e Nord Europa, dell'1-1,5% nel sud Europa e del 6,5% in alcune parti dell'Africa equatoriale.

Cause

L'epatite C è causata dall'Hepatitis C virus (HCV), microorganismo a RNA a singolo filamento appartenente alla famiglia dei Flaviviridae.

Le cellule bersaglio del virus sono gli epatociti e, in misura minore, i linfociti B. La clearance virale è associata allo sviluppo e la persistenza di forti risposte virus-specifiche mediate da linfociti T citotossici e le cellule T helper.

Nella maggior parte delle persone infettate, la viremia (presenza del virus nel sangue) persiste ed è accompagnata da gradi variabili d'infiammazione epatica e fibrosi. Studi effettuati su parenchima epatico infetto da HCV in pazienti con epatite cronica, suggeriscono che almeno il 50% degli epatociti potrebbe essere infetto dal virus.

 

 

 

Sintomi

I sintomi iniziali dell'epatite C sono spesso extraepatici e nella maggior pare dei casi coinvolgono le articolazioni, i muscoli e il tessuto cutaneo. Le manifestazioni cliniche includono:

  • artralgie (dolore alle articolazioni);
  • parestesie (alterazioni della sensibilità);
  • mialgie (dolore ai muscoli);
  • prurito;
  • sindrome di Sicca (sindrome di Sjögren con coinvolgimento delle ghiandole esocrine);
  • neuropatia sensoriale.

I sintomi caratteristici causati dalle complicanze della malattia epatica avanzata o scompensata sono legati alla disfunzione nella sintesi dei fattori della coagulazione e all'ipertensione portale e includono:

  • cambiamenti dello stato mentale (encefalopatia epatica);
  • edemi alle caviglie e distensione addominale (ascite);
  • ematemesi (vomito di sangue);
  • melena (emissione di feci con sangue digerito).

L'esame obiettivo fisico di solito non è anormale fino a quando non si sviluppa l'ipertensione portale o la malattia epatica scompensata.

I segni presenti in pazienti con malattia epatica scompensata possono colpire diverse parti del corpo.

Mani

  • eritema palmare;
  • contrattura di Dupuytren (flessione permanente di uno o più dita);
  • asterixis (tremore);
  • leuconichia (macchie bianche sulle unghie);
  • clubbing digitale (dita a bacchetta di tamburo).

Testa

  • sclera itterica (gialla);
  • atrofia muscolare temporale;
  • ghiandola parotide aumentata di volume;
  • cianosi;
  • foetor epatico (odore agliaceo del fegato).

Addome

  • ernia paraombelicale;
  • ascite;
  • caput medusae (vene paraombelicali ingrossate e visibili a livello cutaneo);
  • epato-splenomegalia (ingrossamento di fegato e milza);
  • aneurisma dell'aorta addominale.

Tessuto cutaneo

  • spider nevi (angioma stellato);
  • petecchie;
  • escoriazioni.

Altre manifestazioni extraepatiche comuni sono le seguenti:

  • ginecomastia;
  • ipoplasia testicolare;
  • edema alle caviglie;
  • crioglobulinemia;
  • glomerulonefrite membranoproliferativa;
  • porpora trombocitopenica idiopatica;
  • lichen planus;
  • cheratocongiuntivite secca;
  • sindrome di Raynaud;
  • sindrome di Sjögren;
  • porfiria cutanea;
  • linfoma non-Hodking;
  • vasculite cutanea necrotizzante.
Epatite C

Screening

I test di screening per diagnosticare l'infezione da epatite C, in persone che sono ad alto rischio di venire a contatto con il virus, potrebbe aiutare i medici a iniziare un trattamento precoce o raccomandare il cambiamento nello stile di vita che può rallentare il danno epatico.

Lo screening è consigliato in quanto l'infezione da epatite C spesso danneggia il fegato prima della manifestazione dei segni e sintomi della malattia.

I soggetti ai quali è consigliato lo screening sono:

  • chiunque abbia fatto uso di droghe endovenose;
  • chiunque abbia test di funzionalità epatica alterati, in assenza di malattie;
  • bambini nati da madri con epatite C;
  • personale sanitario che è stato esposto a sangue infetto;
  • persone che hanno subito trattamenti di emodialisi a lungo termine;
  • partner sessuali di persone con diagnosi di infezione da epatite C;
  • pazienti con infezione da HIV;
  • chiunque sia stato in prigione.

Diagnosi

 

 

Gli esami per diagnosticare l'epatite C comprendono:

  • analisi del sangue;
  • test di funzionalità epatica, tra cui il livello di alanina aminotransferasi;
  • esami sulla funzionalità tiroidea;
  • test di screening per la coinfezione con HIV o da virus dell'epatite B (HBV);
  • screening per l'abuso di alcol, abuso di droghe o depressione.

I test per rilevare il virus dell'epatite C (HCV) sono i seguenti:

  • Ricerca dell'anticorpo anti-epatite C: si effettua generalmente attraverso test immunoenzimatici.
  • Analisi qualitativa e quantitativa dell'RNA virale: determinato tramite PCR.
  • Test sierologici: per la rilevazione di alterazioni associate (es. crioglobulinemia mista essenziale).
  • Studio del genotipo virionico.

È inoltre possibile effettuare una biopsia epatica, la quale non è obbligatoria prima del trattamento, ma può essere utile per valutare il grado di compromissione dell'organo. Viene consigliata soprattutto nelle seguenti situazioni:

  • diagnosi incerta;
  • presenza di altre co-infezioni o malattie;
  • pazienti immunocompromessi;
  • pazienti con livelli normali di enzimi epatici in assenza di manifestazioni extraepatiche.

Terapia

L'epatite C viene trattata con farmaci antivirali con l'obiettivo di eliminare il virus entro 12 o 24 settimane dall'inizio del trattamento.

Nonostante i medicinali utilizzati per la cura dell'epatite C siano disponibili da decenni, hanno spesso presentano diversi effetti collaterali tra cui depressione, sintomi simil-influenzali e diminuzione di globuli rossi (anemia) o bianchi sani (neutropenia), portando molti pazienti a sospendere il trattamento.

La combinazione terapeutica di riferimento è composta dall'interferone alfa-2b la ribavirina.

I ricercatori hanno recentemente fatto significativi progressi nel trattamento dell'epatite C, soprattutto attraverso l'introduzione, nel 2011, di farmaci antivirali ad azione diretta i quali inibiscono la proteasi virale (telaprevir e boceprevir). Nel 2013 è stata approvata una nuova molecola per il trattamento dell'epatite C, il sofosbuvir, il quale ha però un costo molto elevato (circa 85000 dollari per 12 settimane di trattamento).

Nei casi in cui il tessuto epatico sia stato gravemente danneggiato, viene preso in considerazione il trapianto di fegato. La maggior parte dei fegati trapiantati provengono da donatori deceduti, anche se una piccola percentuale proviene da donatori viventi che donano una parte del loro organo.

Importante sottolineare che per le persone affette da epatite C, il trapianto di fegato non rappresenta la cura definitiva e il trattamento con farmaci antivirali deve continuare.

Nonostante non esista un vaccino protettivo nei confronti dell'epatite C, viene consigliato di effettuare le vaccinazioni contro i virus dell'epatite A e B, in quanto potrebbero complicare il trattamento dell'epatite C e causare ulteriori danni al fegato.

 

 

 

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