Sclerosi multipla

La sclerosi multipla è una malattia del sistema nervoso centrale, quindi del cervello e midollo spinale, che colpisce prevalentemente i giovani.

È una malattia infiammatoria caratterizzata da una progressiva perdita di mielina (demielinizzante).

La mielina è una sostanza sostanza che riveste i nervi, la quale permette una rapida e coordinata trasmissione degli impulsi nervosi e che consente quindi il movimento coordinato, rapido e "automatico" dei muscoli.

La sclerosi multipla, dunque, causa una diminuzione dell'abilità dei nervi nel condurre gli impulsi elettrici dal cervello e per il cervello, causando i diversi sintomi.

I sintomi della sclerosi multipla

A seconda della zona cerebrale interessata dalla sclerosi multipla, i sintomi possono variare da paziente a paziente e spesso anche nello stesso paziente si verifica una variazione notevole della durata e dell'intensità dei sintomi.

In generale, la sclerosi multipla può colpire la visione, la coordinazione, la forza dei muscoli, la sensibilità, la capacità di parlare; il controllo della vescica; l'intestino; la sessualità; le funzioni cognitive ed emotive.

La sclerosi multipla si può presentare in quattro diverse forme, isentificate in rapporto al decorso.

Recidivante - remittente: Questa forma, che colpisce circa il 25% dei pazienti affetti da sclerosi multipla, è caratterizzata da aggravamenti imprevedibili con la comparsa di nuovi sintomi o l'aggravarsi dei sintomi preesistenti, intervallati da periodi di inattività della malattia che possono durare mesi o addirittura anni, con recupero totale o parziale delle funzionalità del sistema nervoso.

Benigna: dopo uno o due attacchi seguiti da un recupero completo, non tende a peggiorare e non causa deficit permanenti. Rappresenta circa il 20% dei casi.

Secondaria progressiva: può insorgere nei pazienti che inizialmente presentavano la forma recidivante-remittente, ma che in seguito subiscono un aggravamento progressivo dei sintomi. Rappresenta circa il 40% dei casi.

Primaria progressiva: evidenzia un lento e costante peggioramento dei sintomi che a volte si stabilizza per un certo tempo. Rappresenta circa il 15% dei casi.

 

 

Le cause della sclerosi multipla

Sclerosi multipla

L’elemento scatenante della sclerosi multipla è ancora sconosciuto. L'ipotesi più accreditata è quella che si tratti di una malattia autoimmune su base genetica. Nella maggior parte dei pazienti affetti dalla malattia si riscontrano elevati valori di altri anticorpi verso numerosi virus (tra cui quello del morbillo), che rafforzano l'ipotesi di un legame tra infezione virale e malattia. Quanto all'ipotesi genetica, è emerso che la presenza di casi di sclerosi multipla in famiglia rappresentino un elevato fattore di rischio. Le donne, in particolare, sembrano avere una maggiore predisposizione alla malattia rispetto agli uomini, con un rapporto di 2 a 1.

La cura della sclerosi multipla

Il trattamento della sclerosi multipla è comune a quello di molte altre malattie autoimmuni: si curano gli attacchi con farmaci antinfiammatori (cortisonici) e farmaci "di fondo" per contrastare il decorso della malattia, come l'interferone beta e il glatiramer.

Il metodo Zamboni

Recentemente è salito agli onori della cronaca Paolo Zamboni, che ha messo in relazione la sclerosi multipla con un'altra patologia, l'insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI). Secondo Zamboni la sclerosi multipla in molti casi sarebbe la conseguenza diretta di un'altra patologia, la CCSVI appunto, dunque curando quest'ultima, si riuscirebbe a debellare anche la sclerosi multipla.

Gli studi internazionali effettuati per dimostrare tale correlazione hanno fornito dati controversi pertanto non è ancora possibile affermare che le supposizioni del dott. Zamboni siano vere. Per approfondimenti vedi questo articolo.

 

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