Bollitore elettrico

Il bollitore è un contenitore solitamente di metallo che viene usato per far bollire l'acqua che viene poi utilizzata per vari scopi come quello di preparare o tisane, l'acqua per la pasta o per il risotto. Il bollitore classico necessita di una fonte di calore, di una stufa, dove appoggiarlo e che attivi il processo di ebollizione. I bollitori elettrici, invece, non ne hanno bisogno e vanno semplicemente collegati alla corrente elettrica.

All'interno del bollitore elettrico c'è una resistenza che converte l'energia elettrica in energia termica. Il meccanismo viene azionato spingendo un pulsante, il resistore elettrico porta l'acqua ad ebollizione e poi (negli attrezzi più evoluti) si spegne automaticamente una volta che ha raggiunto i 100°C per evitare di danneggiare l'apparecchio.

Solitamente i bollitori elettrici sono fatti di acciaio inox, ma possono avere anche parti in plastica (soprattutto quelli più economici), in ceramica o in vetro, dipende dall'azienda produttrice.

I bollitori non sono altro che brocche con coperchio, che si inseriscono in una base collegata alla corrente elettrica. In commercio ce ne sono di varie dimensioni e di vari prezzi, i più piccolini, per due tazze di tè per intenderci, costano sui 15-18€, esistono poi anche i mini bollitori da viaggio, fino ad arrivare ai più grandi e tecnologici sugli 80-100€ (cifra, a mio parere  esagerata per un bollitore).

Bollitore

Il bollitore elettrico è molto utile quando si ha poco tempo e si necessita di portare ad ebollizione l'acqua in tempi rapidi, mediamente impiega 1-2 minuti per portare ad ebollizione 500 cl di acqua, 2-3 minuti per un litro, contro i circa 8 necessari con un fornello da 3 kW.

Si consuma di più col bollitore o con il gas?

A quanto pare oltre a risparmiare moltissimo tempo (il bollitore impiega meno della metà del tempo rispetto al fornello a gas), si risparmia anche energia. Dunque, visto che molto spesso abbiamo bisogno dell'acqua bollente, vale assolutamente la pena di avere un bollitore in cucina. Si risparmia molto tempo e anche qualcosa in termini di energia.

 

 

Personalmente non conosco nessuno che si è pentito di aver installato un bollitore in cucina...

L'evoluzione dei bollitori elettrici

I bollitori elettrici sono stati inventati e brevettati nel 1893 da una ditta inglese, la Crompton & Co, anche se i primi prototipi erano inefficienti poiché l'elemento riscaldante non poteva essere immerso in acqua.

Successivamente, nel 1922, il problema fu risolto da un ingegnere, sempre inglese, Leslie Large, che rivestì il filo della resistenza con un tubo metallico che poteva essere immerso in acqua.

Sempre una ditta inglese, la Russell Hobbs brevettò nel 1955 il primo bollitore elettrico completamente automatico, così come lo conosciamo oggi, con un termostato che spegne l'apparecchio una volta che l'acqua inizia a bollire.

Perchè gli statunitensi non usano il bollitore elettrico?

Mentre noi italiani, ma in generale un po' tutti gli europei, utilizziamo frequentemente il bollitore elettrico, gli statunitensi non lo fanno e usano ancora il classico bollitore. Come mai?

Il motivo sta nel tipo di tensione casalinga, noi europei abbiamo una tensione di 220-240 volt, mentre gli americani hanno una tensione di 100-127 volt. Un bollitore elettrico mediamente potente consuma 1,5-2 kW e funziona bene e rapidamente solo con più di 200 volt di tensione. Negli USA i bollitori elettrici risulterebbero molto più lenti, impiegherebbero circa il doppio per riscaldare lo stesso quantitativo d'acqua quindi, in soldoni, il gioco non vale la candela... Tanto vale usare il classico bollitore che va sul gas, perchè non ci sarebbe un reale risparmio di tempo ma solo un grande spreco di energia.

 

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