Il vino analcolico (o vino dealcolato) è un vino prodotto con la classica vinificazione in bianco, rosso o rosato e poi dealcolato, cioè sottoposto a trattamenti che portano il suo tenore alcolico inferiore allo 0,05%. Non è, quindi, una bevanda completamente analcolica, ma contiene piccole tracce di alcol, talmente esigue da essere trascurabili, per un consumo normale. È particolarmente indicato per chi si mette alla guida.
In Italia la prima campagna sulla diffusione del vino analcolico ci fu nel 2009 con il brand WineZero che ha creato una linea dai colori accattivanti di vino analcolico bianco, rosso o rosato, sia in bottiglia che in lattina e destinata principalmente ai giovani ai quali ammiccava con lo slogan: "take your stile, take your colour, keep alive".
L'obiettivo di WineZero e del vino analcolico in generale è quello di ricreare una bevanda piacevole, dal gusto simile a quello del vino ma al tempo stesso senza gli effetti collaterali provocati dall'alcol quali sonnolenza o fatica nella digestione. Rivolto ai giovani e a chi si mette alla guida, vuole in particolare sensibilizzare e educare ad un consumo responsabile sui danni alla salute e sui rischi sociali causati dall'alcol.
Il vino non alcolico è indicato, inoltre, per chi segue diete ipocaloriche, chi soffre di epatopatia, di pancreatite o di diabete e per chi per motivi religiosi non può assumere alcolici.
Il metodo impiegato da WineZero nella produzione di vino analcolico si chiama SCC (Spinning Cone Column) e inizia a partire da un vino già completo, già fatto maturare in botti di acciaio inox. La dealcolizzazione avviene a basse temperature, attraverso un processo fisico che separa ed elimina l'alcol. Rimarrebbero presenti ed inalterati, invece, gli altri componeneti come il sapore, i flavonoidi, il resveratrolo e altri elementi che sono spesso considerati importanti e benefici per la salute umana, anche se molto limitatamente (a questo proposito consiglio di leggere il nostro articolo su vino e salute umana).
In altri Paesi, dove si consuma molto più vino analcolico che in Italia, come gli Stati Uniti o l'Australia, si utilizza un altro metodo per la dealcolizzazione che prevede 4 fasi principali: il riscaldamento del vino a 28°C a bassa pressione, la raccolta degli aromi naturalmente contenuti nel vino, l'evaporazione del'alcol e la restituzione degli aromi al vino ormai senza alcol.
La prima risposta che mi viene spontanea è no, non credo che il vino analcolico in Italia diventerà mai una moda, per vari motivi.
Primo perché il target specifico a cui è rivolto, ossia i giovani, ama tutta un'altra serie di bevande, quali cocktails, superalcolici e bevande energetiche e non è molto attratto dal vino.
Poi anche perchè qui in Italia il vino è una questione di tradizioni secolari e così come avviene per la birra analcolica, i puristi obiettano che il vino analcolico non ha senso di esistere, che fa perdere l'identità al vino "vero", che non ha lo stesso sapore, che il metodo con cui viene prodotto sembra innaturale. Tutto sommato anche chi deve guidare può bere da uno a tre bicchieri di vino (a seconda di vari fattori quali il sesso, il peso e il metabolismo), durante un pasto fuori casa, e quindi non è strettamente necessario utilizzare il vino analcolico in queste situazioni.
Diverso è il caso di chi è affetto da alcune malattie per le quali il consumo di alcol è vietato o fortemente sconsigliato, in quel caso il vino analcolico può avere effettivamente una certa utilità.
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