Bacche di Goji

L'albero del licio, nelle varietà lycium barbarum e lycium chinensis, dà origine a questi frutti, le bacche di goji, nel mondo anglosassone chiamate wolfberry.

Il termine "goji" è stato ideato da un botanico statunitense, Bradley Dobos, nel 1973.

I goji sono originari dell'Asia meridionale, in special modo vengono coltivati nell'Himalaya, in Mongolia, in Tibet e in Cina, dove si ritiene che queste bacche abbiano innumerevoli poteri benefici sull'organismo.

I goji si presentano come delle piccole bacche rosse di forma ovale molto simili a dei peperoncini e, in proporzione alle loro dimensioni, contengono grandi quantitativi di antiossidanti, vitamine e sali minerali.

Goji

Da sempre le bacche di goji vengono impiegati nella medicina tradizionale orientale per curare numerosi disturbi e per rafforzare il sistema immunitario, tanto che attualmente la loro fama è cresciuta in modo esponenziale fino a elevarli al rango di "frutto antinvecchiamento", "frutto della longevità", "frutto miracoloso", epiteti, a parer mio, un tantino eccesivi, considerando il fatto che sì, è vero che i goji contengono molti nutrienti utili all'organismo, ma che stiamo pur sempre parlando di vitamine, sali minerali, fitosteroli e altri nutrienti normalmente presenti in moltissimi altri cibi vegetali, in quantità assolutamente normali.

Le bacche di goji sono abbastanza costose e reperibili sia in alcuni negozi specializzati sia nella GDO (da quando sono diventate famose, a dire il vero si trovano un po' ovunque), o essiccate o sottoforma di succhi di frutta.

 

 

Le bacche di goji fanno davvero bene?

In rete si leggono articoli entusiastici sulle bacche di goji, alcuni al limite del ridicolo. Si può senz'altro dire che le bacche di goji sono il frutto del momento (2013-2014), ma va ricordato che di "frutti del momento" ce ne sono stati una infinità, negli anni passati. Basti pensare al ginseng e all'aloe vera, solo per citarne due. La verità è che di frutti che contengono tante vitamine, minerali e altri micronutrienti ne esistono tanti in natura, ma è altrettanto vero che esistono integratori per ognuno di questi nutrienti, che possono essere formulati in modo più preciso, con quantità ottimizzate, e a costi inferiori.

Le sostanze più interessanti contenute nelle bacche di goji sono dei polisaccaridi, con potere antiossidante, che possono avere un effetto benefico nei confronti delle malattie cardiovascolari e del diabete. Alcuni studi sono stati effettuati su questi composti, ma la maggior parte sono studi in vitro, e la comunità scientifica è concorde nell'affermare che allo stato attuale delle conoscienze non si può dire nulla di definitivo.

In ogni caso, va sottolineato che una sostanza agisce solo se assunta a determinate dosi, e con continuità, per un certo periodo di tempo (che potrebbe anche essere di mesi o anni). Allo stato attuale non si può dire nulla di definitivo, riguardo le quantità e le modalità di assunzione. Visto anche il costo di questo prodotto, che senso ha assumerlo per qualche tempo, sperando che apporti un beneficio? D'altro canto anche assumere 100 g di bacche di goji tutti i giorni per mesi non mi sembra una cosa fattibile così facilmente, sia per il costo, sia perché comunque stiamo parlando di una quantità di cibo non indifferente, che ha anche una quantità di calorie non trascurabile. Penso quindi che sia meglio lasciar perdere questa moda del momento, aspettando che la ricerca chiarisca quali sono i reali benefici, e con quali dosi. Nel frattempo, vedrete che anche questa, come tutte le mode, passerà...

 

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