Gli spaghetti di soia sono tra i prodotti meno noti in Italia, visto che non è semplice reperirli nei normali supermercati. In inglese gli spaghetti di soia vengono definiti "noodle", termine in realtà fuorviante perché viene utilizzato sia per gli spaghetti di soia che per quelli di riso.
La soia è un prodotto molto versatile, col quale si producono molti derivati, come abbiamo visto nell'articolo sui prodotti a base di soia.
Gli spaghetti di soia sono un prodotto particolare, utilizzato nella cucina thailandese e giapponese, meno nella cucina cinese dove in genere si preferiscono gli spaghetti di riso. È facile confondere gli spaghetti di soia con gli spaghetti di riso e molti potrebbero essere indotti a credere che siano equivalenti, ma in realtà sono due prodotti molto diversi. Infatti gli spaghetti di riso hanno una consistenza assimilabile a quella degli spaghetti di frumento, mentre la consistenza degli spaghetti di soia è completamente diversa ed è questa probabilmente la caratteristica che differenzia questo prodotto da tutti gli altri formati di pasta.
La soia è un legume che contiene una notevole quantità di proteine: dunque si sarebbe portati a credere che gli spaghetti di soia siano una sorta di "pasta proteica", se fossero prodotti con semplice farina di soia.
In realtà vengono prodotti con amido di soia, cioè isolando la parte ricca di carboidrati della soia, scartando la maggior parte della parte proteica e lipidica, cosa facilmente verificabile leggendo gli ingredienti. Dunque, hanno le stesse calorie (350 kcal/hg) e circa gli stessi valori nutrizionali degli altri tipi di pasta.
Gli spaghetti di soia sono sottilissimi e assorbono abbastanza acqua in cottura, dunque sono molto voluminosi e una porzione, se si cucinano con delle verdure, può essere tranquillamente di 50 g a testa. Si prestano quindi molto bene alla preparazione di piatti Sì! Qualche esempio lo vedremo in un altro articolo.
Gli spaghetti di soia si presentano in matasse arrotolate e spesso legate tra loro, sono molto sottili e fragili e sono piuttosto elastici e difficili da tagliare col coltello.
"Sbrogliare la matassa" di spaghetti non è semplice, dunque consiglio di acquistare dei pacchetti piccoli, dove le matasse sono di 50-100 g e possono essere gettate nell'acqua bollente intere.
Gli spaghetti di soia cuociono in pochissimi minuti e addirittura si consiglia di ammollarli in acqua fredda e di ultimare la cottura direttamente in padella insieme al sugo. Personalmente amo la cucina veloce e quindi opero in questo modo: faccio bollire l'acqua, spengo la fiamma e immergo gli spaghetti, li faccio cuocere un paio di minuti e quindi li trasferisco in padella per farli insaporire.
La consistenza degli spaghetti di soia è molto strana: sono molto elastici e gommosi e sono translucidi, sembrano quasi gelatinosi. Assorbono facilmente il colore del sugo di cottura e se si usa salsa di soia tendono ad assumere un bel colore marrone chiaro.
Gli spaghetti di soia si utilizzano in genere nelle ricette orientali, dove troviamo sostanzialmente due scuole di cucina: quella giapponese e quella tailandese.
Nella cucina giapponese i cosiddetti "noodle" vengono utilizzati spesso nelle insalate fredde, per esempio con la salsa di arachidi o con altri condimenti.
Nella cucina tailandese i noodle vengono utilizzati al posto del riso nei primi piatti saltati con pesce o carne e verdure.
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